Sinner, l'allarme di Gilbert: "Ginocchio? Rischia l'operazione. E Cahill non ne sapeva nulla"
Brad, amico del super coach di Jannik: "Darren è venuto a sapere della rinuncia a Cincinnati quando era già all'aeroporto. Da allora è in attesa di notizie e questo è molto frustrante"
Brad, amico del super coach di Jannik: "Darren è venuto a sapere della rinuncia a Cincinnati quando era già all'aeroporto. Da allora è in attesa di notizie e questo è molto frustrante"
Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 15 ottobre - 15:15 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAlla base dell’ascesa di Jannik Sinner ai vertici del tennis, oltre ovviamente a Simone Vagnozzi, c’è la firma di Darren Cahill. L’australiano, ex allenatore di n.1 quali Agassi e Murray, nelle vesti di super coach ha fatto tanto per l’azzurro, risultando decisivo nel farlo arrivare così in alto. Ma non si conosce ancora il suo futuro, non si hanno certezze in termini di presenza sulla panchina dell’azzurro anche nel 2027. Nel frattempo Brad Gilbert, ex n.4 al mondo negli anni ’90 e coach di Roddick e Agassi in passato, ha rilasciato una dichiarazione che non lascia prevedere nulla di positivo a proposito del rapporto tra Sinner e Cahill (buon amico di Gilbert): "Darren ha scoperto all’ultimo che Jannik non avrebbe giocato a Cincinnati".
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—Gilbert ha infatti spiegato, ovviamente informato dal coach australiano, come siano andate le cose prima della rinuncia dell’azzurro al Masters 1000 americano: "Ultimamente ho parlato molto con Darren. Mi ha raccontato che tutto è iniziato quando era in viaggio verso l'aeroporto di Los Angeles per prendere un volo per Cincinnati. Lì avrebbe dovuto incontrare Jannik, ma all'ultimo minuto ha ricevuto una telefonata che gli comunicava che non avrebbe partecipato alla competizione. Da allora, è in attesa di notizie, e questo è molto frustrante". In poche parole, uno dei membri principali dello staff di Sinner ha ricevuto un'informazione così importante in netto ritardo. Una notizia che chiaramente restituisce l’incertezza della situazione dell’azzurro nell’estate americana, sfociata poi nella decisione drastica di chiudere anzitempo la stagione puntando al rientro nel 2027, così da poter ripresentarsi nelle migliori condizioni. Gilbert ha parlato di Sinner, e di come ovviamente le sue scelte, anche di comunicazione, siano dettate da un attento sguardo alla salute.
futuro
—Sinner si è affidato all’esperto ortopedico, garanzia soprattutto per gli sciatori nonché suo conterraneo, Herbert Schoenhuber. Una scelta volta a curarsi nei dettagli, con tre mesi davanti per recuperare a pieno, e tornare in campo per riprendere da dove aveva lasciato: l’ultima partita di Jannik è infatti la finale di Wimbledon, 12 luglio, vinta contro Zverev. Anche a proposito dell’infortunio, oltre a parlare di Cahill, Gilbert offre la sua visione, non del tutto rosea. Da ex giocatore e allenatore, sa quanto i carichi di lavoro possano incidere: “Riuscite a immaginare cosa succederebbe se arrivassimo a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti per prepararsi all’Australian Open, e il dolore persistesse? In quello scenario, l'intervento chirurgico diventerebbe un'opzione”. Al momento, l’obiettivo primario per Sinner e il suo team è proprio evitare un intervento, che obbligherebbe a uno stop ancora più lungo, sperando di risolvere il tutto con una terapia conservativa e la successiva riabilitazione. I dubbi di Gilbert sono leciti, ma Jannik sa dove e come lavorare. E soprattutto con chi. Le domande si affollano, ma solo il futuro potrà fornire tutte le risposte necessarie.
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