Como troppo chic per la Champions? A Rotterdam la lezione del fattore campo ma il Sinigaglia...
La Gazzetta dello Sport

Como troppo chic per la Champions? A Rotterdam la lezione del fattore campo ma il Sinigaglia...

Giovedì 15 ottobre 2026
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La prima trasferta europea dei lariani è stata caratterizzata dal clima infuocato del de Kuip: Fabregas chiede una crescita anche all'ambiente

La prima trasferta europea dei lariani è stata caratterizzata dal clima infuocato del de Kuip: Fabregas chiede una crescita anche all'ambiente

Dal nostro inviato  Francesco Maletto Cazzullo 15 ottobre - 14:46 - ROTTERDAM (PAESI BASSI) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"In 18 anni di carriera ho giocato più di centodieci partite in Champions e ne ho perse tantissime così. L’energia dello stadio in Europa ti dà qualcosa in più". Le parole di Fabregas in conferenza stampa spiegano perfettamente l'andazzo della partita contro il Feyenoord, dove un Como giovane e non ancora temprato dall'esperienza si è fatto un bagno freddo nella vasca del De Kuip. 

Il pre-partita 

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Karl Popper, celebre filosofo austriaco e padre del razionalismo critico, iniziava le sue lezioni alla Canterbury University scrivendo sulla lavagna per tre volte la stessa parola: "Facts, Facts, Facts", invitando così i suoi studenti ad osservare e a fare tesoro di tutto. Ieri Cesc ha fatto lo stesso con i suoi ragazzi ma con un altro termine: "esperienza", ripetuto tre, o forse più, volte dopo la sconfitta. Sicuramente l'immaturità del Como è un fattore, ma c'è anche un'altra componente da non sottovalutare: il tifo. In Europa certe piazze sono più calde di altre, per osservarlo basta fare un giro tra i canali di Rotterdam durante il giorno. La prima cosa che salta all'occhio è la folla dei Legionari, Het Legioen (La Legione): è il nome ufficiale dell'intera tifoseria olandese. Sono così importanti che il Feyenoord gli riconosce simbolicamente la maglia numero 12, ritirata proprio in omaggio al dodicesimo uomo in campo. Per loro il giorno della sfida è una festa continua, spesso anche esagerando come testimoniano i terribili episodi di qualche anno fa a Roma dove vandalizzarono la Barcaccia. Ma durante i 90 minuti diventano un fattore chiave, come hanno dimostrato ieri sera. Ben più diversa è stata invece la giornata dei tifosi del Como, che anche giustamente, si sono goduti la prima trasferta della loro storia tra ristoranti chic a bordo canale con orologi e belle giacche e qualche domanda ingenua "ma quante squadre si qualificano al turno a eliminazione diretta?", per carità anche questo è tifo, viaggiare per vedere la propria squadra è sempre sinonimo di amore e di attaccamento, ma ieri il supporto in campo è un po' mancato. 

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Fattore Sinigallia 

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Ovviamente farsi sentire al De kuip, uno degli stadi più caldi d'Europa è un'impresa ardua anche per la più calda delle tifoserie, e certamente non è colpa dei tifosi lariani il boato olandese. Ma ora nella prossima in casa bisognerà lanciare un segnale, la crescita di cui ha parlato Fabregas infatti non deve venire solo dal campo, ma anche dall'ambiente che è chiamato, proprio come la squadra, a fare esperienza per aiutare Paz e compagni nei momenti di difficoltà. Ora come non mai i ragazzi di Fabregas, reduci da un mese senza vittorie, hanno bisogno del proprio pubblico. Se il Sinigallia potrà mai diventare un fattore ce lo potranno dire solo il tempo e il Manchester United.

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