La Red Bull blinda Mekies fino al 2031: l'ex Maranello al centro della rinascita della scuderia
La Gazzetta dello Sport

La Red Bull blinda Mekies fino al 2031: l'ex Maranello al centro della rinascita della scuderia

Giovedì 15 ottobre 2026
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Dopo le recenti ottime prestazioni si va delineando il futuro della scuderia austriaca. L'accordo del team principal francese segue i proulungamenti già annunciati dei due piloti Verstappen e Hadjar

Dopo le recenti ottime prestazioni si va delineando il futuro della scuderia austriaca. L'accordo del team principal francese segue i proulungamenti già annunciati dei due piloti Verstappen e Hadjar

Giorgio Burreddu Collaboratore 15 ottobre - 16:18 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Come ha detto lui in un giorno di luglio: “Conta solo la vittoria”. Bella scoperta. Ma chissà perché quando lo dice Laurent Mekies uno ci crede davvero. Sarà l’aria un po’ stropicciata, coi capelli color argento (fa un po’ alchimista, no?), gli occhiali grandi che fanno da Stargate verso un altro mondo, il suo. Mekies, mago della F1. Tant’è che la Red Bull lo ha blindato fino al 2031. Sarà che il pianeta della velocità è veloce anche in queste cose: basta un attimo (e qualche milione in più degli altri) per battere la concorrenza. E con questi chiari di luna, in Red Bull non si sono voluti prendere rischi. È vero: al momento tutti i team principal sono al loro posto. Ma l’episodio di Chris Horner e le sue dichiarazioni sulla Ferrari qualche scossa l’avrà pur provocata. Anche il mercato dei manager è appassionante, in fondo. La decisione in Red Bull di tenersi Laurent è dunque importante. È stata annunciata da Mark Mateschitz durante un debriefing nel quartier generale di Milton Kynes. Curioso pensare che appena un anno prima Mekies fosse partito dall'Italia per Silverstone con una valigia per tre giorni, salvo poi restare in Inghilterra un mese intero, dopo l'improvvisa chiamata al vertice della Red Bull. 

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continuità

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È certamente, come è stato definito da tutti, un accordo legato alla continuità: il contratto di Mekies segue i rinnovi di Max Verstappen e Isack Hadjar, oltre all'ingaggio di personale chiave per la stagione 2027, rafforzando ulteriormente la base degli uomini che portano avanti il pensiero e l’orgoglio Red Bull. Questo, forse, va però anche visto come un anno di transizione. L’avvio per la Red Bull era stato così così. Ma oggi le cose dicono altro: Verstappen è tornato SuperMax, va veloce, vince, la macchina piace e insomma il futuro vedrà anche la squadra di Milton Kynes competere per il titolo. Poco ma sicuro. Se quest’anno il discorso è ormai agli sgoccioli (si attende solo punto finale di Kimi Antonelli in Mercedes), in Red Bull stanno già lavorando per il mondo a venire. Il 2027 è un anno di grandi aspettavive da quelle parti. “Red Bull è un po' come il French Connection”, ha detto ancora Laurent qualche mese fa. Costruire attorno un gruppo solido è perciò la chiave del successo, e lui lo sa. "Se senti di avercela fatta, ti senti così la sera della vittoria. Poi, il lunedì mattina, è tutto finito", ha detto una volta. 

lucida emozione

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Mekies è un personaggio affascinante, a suo agio nel motorhome della Red Bull. Comunica sincerità, competenza, volontà. E tanta voglia di vincere. Non ama mettersi su un piedistallo e possiede anche una certa autoironia. Una volta ha scherzato dicendo che, agli inizi, continuavano a cambiargli incarico perché in ciascuno era sempre alle prese con novità da doverne cercare un altro. E’ un sentimentale. Ma lucido. “Quando vado al muretto dei box, in ogni singolo weekend di gara mi sento estremamente privilegiato. Sai di avere il posto migliore in assoluto”, dice. “Sono emozionato. Non vedo l'ora di preparare la macchina, mi sento come un bambino, seduto con Max, non vedo l'ora di vedere la macchina in funzione. Quindi vedi il contrasto tra le due cose? Non ti senti mai un genio, ma ti senti sempre privilegiato”. Incredibilmene, anche Mekies è stato solo un bambino che giocava con le macchinine e guardava le gare con suo padre. Il primo Gp a cui lo portarono i suoi genitori fu nel 1988, al Gran Premio di Francia. “Era il culmine della battaglia tra Prost e Senna. Ti lasci travolgere da quell'atmosfera che ti fa sentire come se fosse lo sport più fantastico del mondo, ma allo stesso tempo così lontano”. Allora non immaginava neppure di poter entrare un giorno nel paddock. Oggi ha una moglie e tre figli maschi, che vivono in Italia. E racconta divertito che, quando torna a casa, i ragazzi non gli concedono nemmeno la tranquillità necessaria per leggere un libro. 

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tanta esperienza

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A 49 anni Mekies è uno dei più contesi e competenti uomini della F1. Con al suo attivo oltre vent'anni di esperienza, ha ricoperto ruoli di leadership in Minardi, Toro Rosso, FIA e Ferrari prima di tornare nella famiglia Red Bull nel 2024 come Team Principal di Visa Cash App Racing Bulls. Il suo primo approccio con la F1, nel 2001, era stato decisamente meno trionfale: a un test della Arrows a Silverstone capiva a malapena quello che gli dicevano in inglese. Poche settimane dopo era già al Gran Premio d'Australia. È stato nominato CEO e Team Principal di Oracle Red Bull Racing nel mese di luglio del 2025. Quest’anno Red Bull ha aperto un nuovo capitolo della sua storia portando al debutto la propria power unit marchiata Ford. Con la PU, ha detto Mekies, “abbiamo scalato la prima montagna, ma ne resta un’altra. Siamo qui a giocarcela, al momento un po' indietro rispetto agli altri tre top team, ma pronti a dare tutto per recuperare”. Sembrano già a buon punto. Le ultime due gare, vinte da Verstappen, parlano da sole.

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