Mondiale, per Bezzecchi c'è ancora speranza: nonostante gli errori può ancora sognare il titolo
Dopo il poker in Indonesia, a Noale si discute di ordini di scuderia: Bezzecchi guarda avanti e punta sull’Australia per rilanciare le proprie ambizioni iridate
Dopo il poker in Indonesia, a Noale si discute di ordini di scuderia: Bezzecchi guarda avanti e punta sull’Australia per rilanciare le proprie ambizioni iridate
Giorgio Burreddu Collaboratore 15 ottobre - 17:39 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAlla galleria degli errori di Marco Bezzecchi mancano all’appello un centinaio di punti (97, potenziali). Gli errori sono tanti, ben 8, tutti diversi. Ci sono quelli nelle Sprint e quelli in gara. Ma anche le qualifiche riservano qualche dispiacere. E dunque: Mondiale compromesso? Lasciate ogni speranza voi che entrate (nella lotta per il titolo). Anche no. Perché Bez può ancora sperare. Eccome. Il prossimo appuntamento in Australia servirà per saperne di più. Intanto, in casa Aprilia vige il paradosso. Dopo il poker servito in Indonesia, con quattro moto messe sul podio, si discute di ordini di scuderia. E’ giusto, come no, perché serve a fare chiarezza e a mettere ordine nel caos e nella foga delle due ruote. Bezzecchi, intanto, terzo in classifica generale, dietro l’altra Aprilia (di Jorge Martin) a -46 e la Ducati di Marc Marquez, si concentra sul proprio futuro. C’è ancora tanto da guidare e lui ha un buon feeling con la moto.
L’ELENCO DEI PUNTI
—Certo, la lista degli errori del pilota dell’Aprilia ha una sua fisionomia. E ci dice anche quanto sia (e continui ad essere) equilibrata questa annata in MotoGP. Colpa degli errori o della bravura dei suoi campioni? Come sempre, la verità sta nel mezzo. Se Bez ha lasciato qualche punto per strada è perché qualche errore pensa di più. Ma se è ancora lì, aggrappato con le unghie al titolo, il motivo è anche il più semplice: è stato bravo. Eh, peccato: si dice sempre così quando qualcosa poteva andare meglio. Come quella caduta nella Sprint della Thailandia. Bez poteva anche vincerla quella gara. E’ caduto cercando di tenere testa a Marquez. L’elenco di tutti i punti (ricordiamolo: potenziali) persi da Bez lo ha stilato puntualmente René Pierotti su Moto.it. E davvero il campionario che ne è venuto fuori è variegato. Resta comunque l’incertezza del piazzamento.
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—C’è la caduta nella Sprint di Austin, dove Bez poteva andare a podio. C’è poi la caduta nella Sprint di Jerez. Il romagnolo dell’Aprilia partiva al quarto posto e avrebbe potuto raccogliere una manciata di punti anche lì. Altro errore: caduta nella Sprint a Brno e squalifica per lo scappellotto al marshal. Nel lungo cammino verso il titolo, Bezzecchi non penserà al passato. Ripercorrere questi episodi serve però a capire meglio la sua posizione attuale. C’è poi la caduta ad Assen, in gara, con un incidente non da poco mentre stava dietro a Marquez. E la caduta in qualifica in Germania? Clavicola rotta. Rimpianti e amarezze anche nella gara di Misano (altra caduta) e poi, di nuovo, nella Sprint di Indonesia. Salvo poi rifarsi in gara: lì Bez ha vinto. Pierotti fa notare che ci sarebbe anche il GP d’Ungheria, ma gli errori indotti da altri hanno un peso diverso. Quel che resta è l’immagine di un Bez comunque sorridente, che al traguardo di Singapore si è presentato con un macinino del pepe: “Perché? C’entra anche con Kimi. Un po’ di pepe ci sta sempre bene, no?”. Come dicono gli chef: “qb”, quanto basta. Soprattutto da qui alla fine del mondiale.
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