Porsche Mission S: motore centrale per andare oltre la 911
Svelata a New York la sportiva che anticipa il rilancio di Porsche, con un rinnovato ruolo dei motori termici al 100% ma anche ibridi. Numerosi i richiami al passato, accanto a soluzioni stilistiche e tecnologiche inedite che ritroveremo sui futuri modelli di Zuffenhausen
Svelata a New York la sportiva che anticipa il rilancio di Porsche, con un rinnovato ruolo dei motori termici al 100% ma anche ibridi. Numerosi i richiami al passato, accanto a soluzioni stilistiche e tecnologiche inedite che ritroveremo sui futuri modelli di Zuffenhausen
Giacomo Ruben Martini 15 ottobre (modifica alle 22:42) - NEW YORK (STATI UNITI) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La Porsche Mission SPorsche riparte dalle auto sportive e dagli Stati Uniti. Dopo anni in cui una parte importante della strategia di crescita si era concentrata su Cina, elettrico e Suv, il mercato nordamericano e l’auto sportiva tornano ad assumere un ruolo centrale per il futuro del marchio. Non è quindi casuale la scelta di New York per presentare la Mission S, prototipo che anticipa una nuova famiglia di supersportive e introduce il linguaggio stilistico delle Porsche dei prossimi anni.
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Questa foto è un tributo a un'altro scatto, quello della 550 Spyder con lo sfondo newyorkeseRICORRENZA STORICA
—La presentazione è avvenuta su un molo del Queens, lo stesso luogo in cui, oltre settant'anni fa, venne fotografata la Porsche 550 Spyder con il panorama di Manhattan sullo sfondo. Era il 1953 quando debuttò questa piccola sportiva a motore centrale, destinata a diventare un'icona anche negli Stati Uniti e legata indissolubilmente alla figura di James Dean, che perse la vita nel 1955 proprio al volante di una 550 Spyder.
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La Porsche 550 con il panorama di Manhattan sullo sfondosarà permanente
—La Mission S non è solo un esercizio di stile, ma anticipa una nuova piattaforma per supersportive a motore centrale, destinata a collocarsi al di sopra della 911. Una prospettiva discussa a lungo, ma finora concretizzatasi soltanto in progetti particolari, come la Carrera GT e la 918 Spyder. Questa volta, invece, l'obiettivo è introdurre una nuova linea permanente nella gamma e non una hypercar prodotta in serie limitata. Al centro del progetto ci sarà il motore a combustione al 100% o, in alternativa, l'ibrido. La configurazione definitiva del propulsore non è stata ancora annunciata, ma il posizionamento superiore alla 911 lascia comunque immaginare prestazioni particolarmente elevate, oltre a una diversa interpretazione dell'esperienza di guida. Per quanto riguarda il cambio si potrà scegliere tra l'automatico e il manuale.
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La zona posteriore presenta richiami alla 911 GT1 ma anche alla 959richiami alla storia
—La Mission S inaugura anche la nuova direzione stilistica affidata a Tobias Sühlmann. Il designer ha scelto di reinterpretare alcuni degli elementi più riconoscibili della storia Porsche, combinandoli con proporzioni inedite. I gruppi ottici circolari e i parafanghi pronunciati richiamano la 911, mentre le linee di separazione della carrozzeria integrate nei fanali rimandano alla serie G. Il frontale basso è ispirato alla 911 GT1, così come la particolare costruzione della coda, mentre il profilo del tetto sotto l'ala posteriore ricorda la 959.
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La "ventola" è l'elemento più particolare di quest'auto ed è un tributo alla 917Aerodinamica attiva
—I cerchi riprendono il caratteristico disegno della 928, reinterpretato secondo una filosofia di alleggerimento. Ma il dettaglio probabilmente più particolare è il sistema di raffreddamento, il cui elemento circolare richiama la ventola della leggendaria Porsche 917. L'ala posteriore attiva, completamente integrata nella carrozzeria, aggiunge un ulteriore elemento funzionale a uno stile fortemente legato al mondo delle competizioni.
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Un ritorno ai fanali sottili e separati, senza la light bar che contraddistingue l'attuale gamma Porschetra comfort e racing
—Anche l'abitacolo recupera soluzioni delle Porsche del passato, in particolare delle 550 Spyder e 356. La plancia è sviluppata attorno a due linee principali che proseguono sulle portiere e accentuano la sensazione di sedere in basso, all'interno della vettura. L'impostazione è minimalista, ma non rinuncia alla tecnologia, combinando elementi da competizione con le esigenze di comfort di un'auto stradale. I comandi fisici e strumenti analogici convivono con elementi digitali, privilegiando l'interazione diretta con il conducente. E tra le soluzioni più particolari va segnalato l'aggancio delle cinture di sicurezza integrato nel tunnel centrale.
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L'abitacolo è pensato per essere un mix funzionale fra racing e gtinterfaccia analogica
—La strumentazione rappresenta uno degli aspetti più originali del prototipo. Dietro il volante ritornano i cinque strumenti circolari tipici di Porsche, con un contagiri centrale dotato di lancetta analogica e schermo digitale. Quest'ultimo può avvicinarsi fisicamente al conducente in funzione della modalità di guida selezionata, mentre gli altri strumenti modificano la propria disposizione per privilegiare le informazioni necessarie. Una tecnologia sofisticata, applicata però a un'interfaccia dall'aspetto tradizionale. Ancora più significativa è la rinuncia allo schermo centrale dell'infotainment: al suo posto Porsche ha previsto un supporto estraibile compatibile con MagSafe, che consente di utilizzare lo smartphone personale per navigazione e altre funzioni attraverso l'app My Porsche. Una scelta che sintetizza la filosofia della Mission S: ridurre le distrazioni e riportare il piacere della guida al centro dell'automobile.
Molto minimale l'interno con il quadro strumenti tipicamente Porsche e la rinuncia a schermi in favore di un supporto per smartphone Leggi anche Prezzo diesel, al Sud blocchi dei Tir e distributori a seccoLa Targa Florio compie 120 anni: in Sicilia 200 equipaggi tra auto d'epoca, Ferrari e supercar© RIPRODUZIONE RISERVATA