Michieletto, con Trento è sempre amore: "Questa è la mia seconda casa"
La Gazzetta dello Sport

Michieletto, con Trento è sempre amore: "Questa è la mia seconda casa"

Venerdì 16 ottobre 2026
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Il 24enne ha rinnovato fino al 2029: "Se potessi parlare al me di 15 anni fa, gli direi che quel sogno che aveva nel cassetto l’ha realizzato. Però il lavoro in questo club non è ancora finito"

Il 24enne ha rinnovato fino al 2029: "Se potessi parlare al me di 15 anni fa, gli direi che quel sogno che aveva nel cassetto l’ha realizzato. Però il lavoro in questo club non è ancora finito"

Sergio Arcobelli Giornalista 16 ottobre - 08:38 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

El muchacho sta diventando grande. Così lo chiamava Osmany Juantorena, l’idolo di Alessandro Michieletto a cui ha dato quel soprannome destinato a diventare un simbolo. Da quel campione, Ale ha ereditato anche un numero speciale, il 5, scelto sia perché nato il 5 dicembre sia per il legame con il suo beniamino, che glielo ha lasciato ufficialmente dopo il ritiro dalla Nazionale italiana. "Quando era bambino e io giocavo a Trento, era affascinato dal mio talento", ha ricordato Osmany alla Gazzetta. Oggi quel bambino ha 24 anni (compirà i 25 a dicembre), ha appena rinnovato il contratto fino al 2029 ed è già una bandiera dell’Itas Trentino.

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Di strada, da quel 13 febbraio 2019, ne ha fatta davvero tanta. Quel giorno, contro l’Amriswil, nel ritorno dei quarti di finale di Cev Cup, Michieletto fece l’esordio in prima squadra. Una prima passerella, qualche scambio nel finale e poi una diagonale vincente per chiudere la partita: il primo piccolo, grande ricordo di una storia che sarebbe diventata straordinaria. Il volley, del resto, è una questione di famiglia. Figlio di Riccardo Michieletto, team manager dell’Itas e due volte tricolore a Parma, Alessandro è cresciuto con le sorelle Francesca e Annalisa respirando pallavolo e valori sportivi. Da quel debutto sono arrivate 271 presenze con la maglia dell’Itas, che sarebbero state ancora di più senza la frattura da stress incompleta del peduncolo destro della quarta vertebra lombare, rimediata a inizio 2026. E poi 3.667 punti, testimonianza di un percorso che ha trasformato una promessa in una stella mondiale. "Se potessi parlare al me di 15 anni fa, gli direi che ce l’ha fatta, che quel sogno che aveva nel cassetto l’ha realizzato. Però il lavoro in questo club non è ancora finito". I numeri dell’opposto nato a Desenzano sul Garda raccontano un campione: una Champions League (2024), due scudetti (2023 e 2025), una Supercoppa italiana (2021), oltre ai riconoscimenti individuali di miglior giocatore della Champions 2024 e della Superlega 2025. Con la Nazionale, in 135 presenze, ha vinto due ori mondiali (2022 e 2025, quest’ultimo da Mvp), uno europeo (2021) e un argento continentale (2023). Merito di un luogo che per Alessandro ha un significato speciale: Trento. "È la mia seconda casa. Sono arrivato qui 15 anni fa per inseguire un sogno: giocare in prima squadra. Sono stato tifoso, poi giocatore delle giovanili e infine ho coronato quel sogno. Ormai mi sento un trentino, qui sto molto bene". El muchacho è diventato grande, ma il bello della sua storia è che non ha ancora finito di scriverla.

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