Ciclista investito sulle strisce pedonali in sella: chi paga
La Gazzetta dello Sport

Ciclista investito sulle strisce pedonali in sella: chi paga

Venerdì 16 ottobre 2026
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Auto che rallenta, bici che attraversa senza scendere e un urto improvviso: sulle strisce pedonali, chi ha ragione e chi paga i danni?

Auto che rallenta, bici che attraversa senza scendere e un urto improvviso: sulle strisce pedonali, chi ha ragione e chi paga i danni?

Jacopo Moretti 16 ottobre - 11:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Un incidente tra un veicolo e una bicicletta avvenuto sulle strisce pedonali

L'auto rallenta davanti alle strisce, un ciclista attraversa deciso senza mettere un piede a terra e un cenno di ringraziamento chiude la scena. Succede ogni giorno, e quasi sempre finisce con un sorriso. A volte però va diversamente: un urto, un ciclista a terra e segue una discussione infinita su chi avesse ragione. L'automobilista doveva fermarsi, visto che le strisce proteggono chi attraversa? O toccava al ciclista scendere dalla sella e spingere la bici come un pedone qualsiasi? Il dubbio divide automobilisti e ciclisti, e quando si arriva ai danni diventa una questione di soldi. Allora, chi ha ragione e, soprattutto, chi paga?

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LA REGOLA

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A sciogliere il nodo è stata la Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2363 del 4 febbraio 2026 della terza sezione civile. Il caso nasce a Riccione, dove un motociclista, impegnando una rotatoria, si scontrò con un ciclista che stava attraversando sulle strisce e che, secondo la ricostruzione, si era immesso all'improvviso nel flusso del traffico senza scendere dalla sella. I giudici di merito avevano respinto la richiesta di risarcimento del motociclista, attribuendo la responsabilità solo al veicolo a motore perché non aveva adeguato la velocità all'avvicinarsi dell'attraversamento, e avevano trattato il ciclista come un pedone con diritto di precedenza per il solo fatto di trovarsi sulle strisce. La Cassazione ha ribaltato questa lettura. Il velocipede è a tutti gli effetti un veicolo, come ricorda l'art. 47 del Codice della Strada, e le strisce sono pensate per chi cammina. Leggendo l'art. 182, comma 4, del Codice insieme all'art. 377 del regolamento di esecuzione, la Corte ha affermato che chi impegna un attraversamento pedonale deve condurre la bicicletta a mano. Fa eccezione solo l'attraversamento che si trova allo sbocco di un percorso promiscuo, pedonale e ciclabile, dove si può restare in sella, ma anche lì la bici va portata a mano quando l'andatura costituisce intralcio o pericolo per i pedoni.

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CHI PAGA

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Sul piano del risarcimento la questione pesa parecchio. Nello scontro tra veicoli vale la presunzione di pari responsabilità prevista dall'art. 2054, comma 2, del Codice civile, superabile dalla prova contraria. Non significa, comunque, che chi pedala sulle strisce sia sempre in torto: il conducente del veicolo a motore resta tenuto a moderare la velocità e a prestare la massima attenzione all'avvicinarsi di un attraversamento, e la ripartizione delle colpe dipende dalle circostanze del singolo sinistro. In concreto, a rispondere è di norma l'assicurazione del veicolo che ha investito il ciclista, ma l'importo può ridursi in proporzione alla colpa attribuita a chi era in sella. Il ciclista ferito ha diritto al ristoro sia dei danni patrimoniali, dalle spese mediche e di riabilitazione al mancato guadagno, sia di quelli non patrimoniali, come il danno biologico, e a pesare sono soprattutto le prove raccolte subito dopo l'incidente: foto della scena, nomi dei testimoni e verbale degli agenti intervenuti. Il consiglio che ne deriva è semplice e a costo zero: sulle strisce, scendere e spingere la bici.

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