Napoli, le ultime in vista del Venezia: Lucca può partire dal 1', McTominay avanti
Normale turnover e qualche test a Venezia: riposa De Bruyne, rientra Lobotka a centrocampo
Normale turnover e qualche test a Venezia: riposa De Bruyne, rientra Lobotka a centrocampo
Antonio Giordano Collaboratore 16 ottobre - 10:26 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl pericolo - serio - è in quell’atmosfera cupa che può diventare soffocante: Napoli-Frosinone sta appena dietro la curva, aveva sparso luce abbagliante intorno a una città piombata di nuovo in un tunnel di pessimismo cosmico, per aver buttato via una serata cominciata mostrando invece altro di sé. E ora che si è già in prossimità di uno dei tanti bivi che finiranno per costellare questa stagione, e però si sta pure dentro a un tour de force che fa tremare i muscoli (peraltro fragili, raccontano le statistiche), Allegri se ne sta nella sua serenità interiore, lascia che il cronometro sfili via velocemente e si lancia nel futuro immediato evitando di subire stress da prestazione: non c’è altro sistema, per fronteggiare la fatica e semmai anche gli infortuni, che cambiare, e non c’è modo di "allargare" gli orizzonti offrendo a chi ha meno spazio per gerarchie inattaccabili di giocarsela. A Venezia, si cambia: per esigenza, per necessità, perché nel calcio moderno così si fa.
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—Si può scegliere di partire dal basso ma quando sta per entrare in gioco un corazziere da due metri e zero uno, con una stazza imponente ma non sufficiente per proteggerlo da una diffidenza popolare che s’afferra nell’aria, è necessario concedergli la priorità: Lorenzo Lucca è quello da 35 milioni di euro, l’attaccante che un anno fa doveva rappresentare l’alter ego di Lukaku e invece s’è trasformato nell’ombra di se stesso, che pure ne aveva segnati quattordici a Udine e che ha scoperto di sentire quella quotazione come un macigno sulla schiena. Allegri ha provato a costruirgli intorno una campana protettiva, l’ha tenuto su, l’ha buttato dentro,ora gli dà il fischio d’inizio, non una responsabilità ma una possibilità: Hojlund ne ha giocate talmente tante - anzi tutte - tra serie A, Champions e Nazionale e non va caricato di ulteriore minutaggio, il turnover a questo serve.
strategia
—In altri casi, si parlerebbe di rivoluzione, ma stavolta la strategia è chiara, tende a far riposare chi ha speso e ha rimettere dentro chi ha avuto appena modo di rifiatare: Lobotka, rientrato dalla Nazionale con 360’ in undici giorni, può rimettersi in mezzo, al fianco di Gilmour, che con il Frosinone è entrato nel finale. La corsia di sinistra potrà appartenere a Spinazzola ma se Olivera avrà recuperato completamente, potrebbe toccargli uno spezzone di partita. E tra le linee, McTominay va inserito gradualmente: un mese tra ospedale, sala operatoria e palestra qualcosa ha tolto.
i dubbi
—Poi ci sono i ballottaggi, che hanno comunque un senso: ci sono ritocchini ovunque, anche tra i pali, dove i guanti li metterà Meret; però la linea difensiva sembra possa essere la stessa che ne ha presi tre, e non per colpe proprie né individuali e né di settore, dal Villarreal: Allegri ha dato un’occhiata a Marianucci (mai un minuto finora) e una pure a Beukema (mai un minuto finora), Rafa Marin nello scorcio finale di martedì è sembrato in difficoltà, ma la tentazione è quella di lasciare tutto immutato, anche se le riflessioni non sono vietate. C’è pure incertezza tra le linee, dalle quali è uscito Neres e nelle quali potrebbe ricomparire Alisson Santos: il "favorito" per far compagnia a McTominay sembrerebbe Lang, che in Spagna non ha esaltato Allegri, e ciò consentirebbe a De Bruyne di prendersi una pausa; ma la considerazione di Giovane, che sa fare varie cose, va crescendo, e anche il suo impatto sia con il Frosinone sia con il Villarreal ha testimoniato un’effervescenza che ad altri è mancata. In mancanza d’altro, sempre meglio le bollicine. Aiutano a esorcizzare le paure.
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