Nico Paz a secco, infortuni e le fatiche di coppa: così l'attacco del Como non va
La media reti è passata da 2,7 a 1 gol a gara dopo il Lipsia. Senza Kean e Diao coperta corta: Fabregas ha solo Douvikas
La media reti è passata da 2,7 a 1 gol a gara dopo il Lipsia. Senza Kean e Diao coperta corta: Fabregas ha solo Douvikas
dalla nostra inviata Fabiana Della Valle 16 ottobre - 10:25 - ROTTERDAM Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCesc, abbiamo un problema. Il Como dei miracoli ci aveva abituato troppo bene, bruciando le tappe in campionato, conquistando una storica Champions alla seconda stagione in Serie A e festeggiando il debutto in Europa con un poker in riva al lago contro il Lipsia. L’orchestra perfetta di Fabregas però ha preso qualche stecca nell’ultimo periodo e il motivo pare essere collegato proprio alla Coppa. Lo dicono i numeri dell’attacco, secondo cui c’è stata una flessione dal Lipsia in avanti: da una media di 2,7 reti a partita nelle prime 4 uscite stagionali si è passati a 1 nelle ultime 4. Un rallentamento che può essere legato a una varietà di motivi, dalla stanchezza dovuta al doppio impegno settimanale, a cui i ragazzi di Cesc non erano abituati, alle fatiche delle nazionali (16 i convocati del Como, record in Serie A) fino ai vari guai che hanno colpito il reparto, dalla partenza lenta di Moise Kean al recente infortunio di Assane Diao.
VIDEO: Parte oltre l'ultimo uomo e segna: gol convalidato grazie alla "Legge Wenger"acciacchi ed esperimenti
—Per il tecnico spagnolo perdere equivale a imparare. Nessun allarme e nessun processo per una squadra che, come Fabregas ama ripetere, è arrivata a giocarsi la Champions, competizione che considera di un livello superiore rispetto a un Mondiale e un Europeo, con 5 anni d’anticipo. "Per noi è un regalo", ha raccontato nel post partita del De Kuip —. Continueremo a imparare, io per primo che sicuramente ho sbagliato qualche scelta". Il pensiero va a Nico Paz schierato centravanti, con Tasos Douvikas (miglior marcatore della squadra con 4 centri insieme a Diao) rimasto a lungo in panchina per una sorta di turnover obbligato: l’assenza di Kean, tornato indisponibile dalla Nazionale, ha spinto il tecnico a risparmiare la sua unica punta centrale e inventarsi una soluzione alternativa. Col Feyenoord non ha funzionato anche a causa di un imprevisto, l’infortunio dopo poco più di venti minuti di Assane Diao, che prima ha segnato e poi ha chiesto il cambio per un problema al flessore. Oggi probabilmente ne sapremo di più, gli esami strumentali chiariranno l’entità dell’infortunio ma le possibilità di riavere in campo l’esterno senegalese già domenica con la Fiorentina sono ridotte. La sua assenza potrebbe aggiungersi a quella quasi certa di Kean, alle prese con i postumi delle botte prese contro il Belgio. Fabregas spera di recuperarlo mercoledì prossimo per la Champions, quando a Como arriverà lo United. Fino a ora però l’acquisto più costoso del mercato estivo non ha ancora dato il suo apporto in termini realizzativi: con la nuova casacca 4 presenze e un assist, l’unico gol resta quello griffato in Coppa Italia alla prima stagionale contro il Benevento, quando era ancora alla Fiorentina.
aggrappati a douvikas
—Moise salterà il ritorno al Franchi, dove ha vissuto la sua miglior annata (25 reti nel 2024-25) e Fabregas dovrà aggrapparsi ancora una volta a Douvikas, uno dei pochi ad aver brillato anche in Europa. Il greco è terzo per gol fatti in Serie A nel 2026, meglio hanno fatto solo Malen (21) e Lautaro (15). Contro la Fiorentina Fabregas potrebbe riproporre Jesus Rodriguez sulla corsia di destra per sostituire Diao: lo spagnolo non ha ancora mai segnato e ha giocato una sola volta da titolare, nel debutto stagionale contro l’Udinese. Il sostituto naturale sarebbe Jayden Addai, appena rientrato da un lungo stop, che con la Roma è tornato a riassaggiare il campo per una manciata di minuti: difficile ipotizzarlo subito titolare.
digiuno paz
—L’assenza di Diao è pesante, unico del reparto offensivo ad aver lasciato la firma nelle ultime 4 gare insieme a Douvikas. All’appello manca Nico Paz, che in Champions non si è ancora sbloccato e nonostante la scorpacciata con l’Argentina in A è fermo a un solo gol, realizzato un mese fa contro il Genoa. Il Como ha bisogno soprattutto della sua stella per tornare a suonare la miglior melodia.
le ultime di formazione
—Si riparte dal campionato, dove il Como non vince da oltre un mese. "La Serie A è la cosa più importante per noi, ci dà l’opportunità di stare insieme qui", ha detto Cesc Fabregas dopo la sconfitta con il Feyenoord. Il tecnico ora ha solo due giorni per preparare la trasferta di Firenze, dove sicuramente cambierà più di qualcosa. A cominciare dal portiere: in Coppa ha giocato Sanchez, in campionato tornerà il titolare Butez. Il tecnico spagnolo ha ammesso di aver tenuto in panchina Douvikas per mancanza di alternative (Kean è infortunato). Il greco rientrerà dall’inizio mentre a centrocampo dovrebbe rivedersi Da Cunha, che nell’undici titolare ha lasciato il posto a Perrone e Milla. Possibili novità anche sulle fasce: a destra potrebbe rivedersi Couto. A Firenze, dove l’anno scorso il Como vinse sia in campionato sia in Coppa Italia (ottavi di finale in gara secca), la squadra di Fabregas cerca una vittoria che manca dal 14 settembre (Como-Parma 2-1): poi un pareggio e due sconfitte tra campionato e Champions.
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