Ecco come il "movimentismo" di Amorim ha mandato in tilt il Salisburgo. Tracce di vero Milan
Una boccata d'aria anche se contro una squadra molto modesta. Ma il tecnico ha disegnato un Diavolo dal sistema tattico quasi indecifrabile. Ora deve ripetersi in Serie A
Una boccata d'aria anche se contro una squadra molto modesta. Ma il tecnico ha disegnato un Diavolo dal sistema tattico quasi indecifrabile. Ora deve ripetersi in Serie A
Dal nostro inviato Fabio Licari 16 ottobre (modifica alle 10:16) - SALISBURGO (AUSTRIA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleFinalmente un Milan Alfa, anzi, un Milan Alphadjo, nel nome dello straordinario Cisse: il ragazzino terribile incanta anche l’Europa e comincia a diventare un bellissimo problema d’abbondanza. Dopo i due gol in campionato, tre in coppa a diciannove anni. Tutti da centravanti vero, spettacolari per costruzione di squadra e per il suo tocco sotto porta ad anticipare il difensore oppure per l’abilità a farsi trovare solo, evocando centravanti d’area piccola d’un tempo. Grande risposta alla tripletta di Tresoldi: se è vero che il palcoscenico è meno prestigioso, Cisse è italiano e vuole restare con noi, mentre il 9 del Bruges è ancora all’essere o non essere. Obbligatorio prendere con assoluta cautela un 4-0 che fa un rumore dolcissimo, ma rischia di illudere: il Salisburgo di una volta, la più grande delle piccole, arrivato due anni fa al Mondiale per club, non c’è più. Solo non pensavamo fosse così giù. Ma forse sono stati i rossoneri a minimizzarlo. Quasi un allenamento, ma questo non deve svilire risultato e prestazione. Il contrario. È così che il Milan deve giocare in Europa contro squadre inferiori, come farebbero sempre Psg, Bayern, Arsenal e compagnia. Non c’è medicina migliore per cancellare il buio con il Benfica.
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—Per un giudizio più equilibrato, però, meglio aspettare la trasferta della terza giornata a Bournemouth, mai fidarsi degli inglesi, e prima ancora l’Atalanta domenica. Ma una boccata d’aria era quello che serviva, perché dopo il Sassuolo l’atmosfera s’era fatta pesante. Anche a Ramos che entra e infila il quarto gol. Anche ad Amorim che replica a qualche perplessità sul suo conto, sul gioco offensivo/aggressivo tanto pubblicizzato ma che quasi mai s’è visto in questi due mesi di Milan. Qui a Salisburgo il portoghese disegna un Milan dal sistema tattico quasi indecifrabile anche dalla tribuna, figurarsi per il Salisburgo che non trova mai una contromossa, accettando passivamente il movimentismo rossonero. Ci mettono del loro gli austriaci con una difesa fin troppo alta per la loro qualità tecnica, una mediana sempre in inferiorità e un attacco dove Tabakovic, il giustiziere bosniaco nello spareggio mondiale, non riceve una palla e neanche va a cercarla. Anche mister Rohl non è inappuntabile: portiere escluso, il migliore sembra Diakite che entra nel finale e almeno tira in porta.
Alphadjo Cisse. Lapresse
rabiot in 3 gol
—Che poi va bene la Spagna, passi per Belgio e Olanda, tra Real, Bruges e Feyenoord, ma che anche il campionato austriaco fosse diventato più "allenante" del nostro sarebbe stato un bel paradosso. Eppure, tra secondo posto nella Bundesliga austriaca e 1-0 al Levski nella prima giornata di Europa League, il successo del Milan va rivalutato. Milan dominante. Due gol per tempo. E sempre Rabiot dentro le azioni di Cisse. L’1-0 nasce dal francese che innesca Hutchinson a destra: cross sul quale Cisse anticipa il povero Morgalla di testa. Il raddoppio nasce a sinistra, ancora con lancione di Rabiot e assist al volo di Bartesaghi per l’azzurrino. A inizio ripresa – sul filo di un fuorigioco che richiede l’extra time al Var – ancora azione di Rabiot (e Loftus) per Cisse. Con i cambi, e l’entrata di Modric, Pulisic e Ramos, corsa di Jashari con assist per il portoghese e sono quattro. Diverse altre occasioni sprecate o parate.
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Adrien Rabiot. Lapresse
indecifrabile milan
—Tutto facile anche perché il Milan disorienta il Salisburgo facendo mancare qualsiasi riferimento. I tre gol di Cisse, per esempio, sono tutti da centravanti vero, pur giocando da attaccante di sinistra con Camarda in mezzo: l’altro azzurrino non ruba l’occhio, ma il suo movimento ad allontanare i difensori è una chiave tattica. Il Milan vaga tra difesa a quattro e a tre: è un progressivo spostamento verso la prima opzione, con Bartesaghi che fa il terzino-attaccante e si aggiunge a una mediana dove Jashari è vertice basso, mentre Rabiot e Loftus infilano il Salisburgo come lame affilatissime. Importante anche Hutchinson che fa un po’ quello che faceva Politano con Conte: l’ala destra del 4-3-3, il mediano nel 4-4-2 difensivo e, se serve, il quinto dietro. Non sarà facile riproporre certi meccanismi contro rivali più scafati, ma si vede almeno che il Milan è vivo e può andare oltre l’anonimato di certe uscite tipo Sassuolo. Ora ripetersi ripetersi ripetersi.
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