"Non poteva più lavarsi i denti": dalla frattura alla schiena al sogno finale, chi è Sonay Kartal
La Gazzetta dello Sport

"Non poteva più lavarsi i denti": dalla frattura alla schiena al sogno finale, chi è Sonay Kartal

Venerdì 16 ottobre 2026
1 visualizzazione

La tennista britannica, scesa fino alla posizione 170 del ranking Wta per un infortunio, ha battuto Paolini e Stivolina: ora è in semifinale al Masters 1000 di Wuhan

La tennista britannica, scesa fino alla posizione 170 del ranking Wta per un infortunio, ha battuto Paolini e Stivolina: ora è in semifinale al Masters 1000 di Wuhan

Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 16 ottobre - 16:53 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un grande dolore aiuta a focalizzare con più attenzione gli aspetti positivi, a guardarsi intorno e imparare a relativizzare i problemi. Soprattutto, può essere una spinta ulteriore a ripartire e migliorarsi. Sonay Kartal, seconda britannica (dopo Johanna Konta) a raggiungere una semifinale in un Wta 1000 dall’introduzione del formato nel 2009, ha fatto sicuramente suoi questi precetti, mettendoli in atto in una settimana esaltante a Wuhan. Arrivata da n.170 al mondo e in tabellone grazie al ranking protetto, dopo aver perso svariate posizioni in classifica a causa di una frattura da stress alla schiena patita a inizio anno, ha battuto Paolini (lasciandole due game) e Svitolina tra ottavi e quarti per arrivare così avanti nel 1000 cinese. Una risalita pazzesca, imprevedibile: basti pensare che qualche mese fa non riusciva neanche a lavarsi i denti, tanto era diventato intollerabile il dolore alla schiena. E ora, con Ostapenko sulla sua strada come prossima avversaria, sogna una finale in uno dei tornei più prestigiosi del circuito. 

Pazienza 

—  

Kartal si era fermata durante Indian Wells, da n.54 del mondo e dopo aver battuto due top 30 di fila. Era nel miglior periodo della carriera, prima che la schiena la costringesse a fermarsi per oltre sei mesi, con la prima partita giocata dopo il ritiro da Indian Wells a settembre durante le Billie Jean King Cup Finals. Per una vittoria ha dovuto aspettare Pechino, contro la qualificata spagnola Lazaro Garcia. In questo periodo di stop il dolore è stato agonizzante, come ha raccontato lei stessa, per Kartal. Anche da un punto di vista mentale: “Il tennis è tutto ciò che ho sempre conosciuto. L’ho praticato ogni giorno negli ultimi diciotto anni. Non poterlo fare e sentirmi incapace di svolgere anche le azioni più semplici, come lavare i denti, non riuscendo a stare in piedi senza provare un dolore lancinante… è stato davvero duro”. I primi tre mesi per la britannica sono stati infiniti, poi pian piano è riuscita a riaprire uno spiraglio di luce, tornando ad allenarsi e ritrovando il campo a ritmi più sostenuti. Imparando una delle virtù fondamentali del tennis: la pazienza. “È stato un processo lungo”, ha raccontato Kartal, “i primi tre mesi sono stati lenti, senza grandi cambiamenti. Ero un po’ in difficoltà e non mi sembrava di andare nella direzione giusta. Poi, all’improvviso, ho iniziato a fare passi da gigante ed è andato tutto liscio”. Ora è tornata in campo anche con un livello più alto di prima, e può diventare la giocatrice con il ranking più basso ad aver mai raggiunto una finale Wta 1000. Non male per una ragazza che deve molto…al kebab. 

VIDEO: Paolini-Kartal, highlights Wta Wuhan: brutta sconfitta per l'italiana

Storia 

—  

Kartal è infatti di origini turche grazie a papà Muharrem. Che possedeva un negozio di kebab in Church Road, stesso indirizzo di Wimbledon, ma a Brighton. Il negozio è stato chiuso nel 2018 per violazione di alcune norme igieniche, dopo essere stato per anni il lavoro di Muharrem Kartal, che possedeva anche un ristorante di cibo tipico turco. Nei locali capitavano spesso dei coach della Lta (la federazione britannica di tennis) a cenare. Risultati decisivi, conversando con il padre, fanatico del tennis e di Roger Federer, nel convincere Sonay a provare a fare sul serio con la racchetta. La ragazza mosse i primi passi nel Pavillion and Avenue Tennis Club, con cui ha ancora un forte legame, seguendo prima il fratello maggiore, salvo dimostrarsi ben presto più forte. Anche se alla primissima prova era caduta a terra, finendo in lacrime, mentre correva verso la linea di servizio e non facendosi vedere per due mesi, ben presto le sue qualità in termini di gioco, nonostante la bassa statura, divennero chiare. A tal punto da farla entrare anche nel raggio della Lta, che l’ha però inserita nei propri programmi solo a 19 anni, dopo infortuni anche da giovane e tante difficoltà. Kartal, coetanea di Emma Raducanu, con cui è cresciuta insieme, è un prodotto della classe operaia britannica che ha dimostrato di potercela fare. E ora vuole incidere il suo nome nel tennis che conta. Con un mantra chiaro: “Bisogna essere sempre sé stessi, senza seguire gli stereotipi”. 

Tenacia 

—  

Kartal ha già ampiamente ripagato i sacrifici e i sogni dei genitori, entrando tra le prime 50 e raggiungendo gli ottavi a Wimbledon 2025. Ora a Wuhan si sta regalando un torneo ben al di sopra delle aspettative, specie considerando che fino a un paio di mesi fa stava ancora recuperando dal grave infortunio alla schiena. Ottenendo questo risultato ha ancora una volta dimostrato una tenacia e una grinta fuori dal comune, tipiche di coloro a cui non è mai stato regalato nulla, ma hanno rincorso per prendersi ciò che volevano. Lo dimostrano anche i tatuaggi, quasi venti, che le ricoprono il corpo, tra numeri e frasi motivazionali. Testimoni di una ragazza senza compromessi, capace di migliorarsi di continuo, senza arrendersi, fino ad arrivare al punto più alto. Con questa semifinale a Wuhan potrà già festeggiare il rientro in top 100, e in caso di finale rivedrebbe nuovamente anche la top 50, di fatto cancellando con un colpo di spugna i mesi di stop dovuti all’infortunio. Che sembra ormai essere un brutto ricordo, un incidente di percorso già ricucito. Kartal si è posta un obiettivo, ha fatto di tutto per rincorrerlo e, una volta raggiunto, ha alzato il tiro: non c’è forza di motivazione più forte. Dai sobborghi del Sussex alla Cina, rimanendo sé stessi senza mai mollare.

Leggi anche Paolini travolta! Troppi errori, Samsonova vince facile e va ai quarti di Indian WellsPaolini-Kartal, highlights Wta Wuhan: brutta sconfitta per l'italiana

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo