Insulti ai rivali, Colapinto ai fan: "Così non mi aiutate. Se volete sostenermi, fermiamo l'odio"
I 6,2 milioni di follower del pilota argentino avevano riempito di offese anche i tecnici dell'Alpine dopo i GP di Baku e Singapore. "Dobbiamo cambiare e dobbiamo migliorare. Continuate a sostenere me e la squadra in maniera pacifica"
I 6,2 milioni di follower del pilota argentino avevano riempito di offese anche i tecnici dell'Alpine dopo i GP di Baku e Singapore. "Dobbiamo cambiare e dobbiamo migliorare. Continuate a sostenere me e la squadra in maniera pacifica"
Giorgio Burreddu Collaboratore 16 ottobre - 16:46 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAi suoi 6,2 milioni di follower su Instagram ha detto: I have a dream. È davvero grande il sogno di Franco Colapinto: il suo è addirittura un inno alla civiltà. Persino quella dei social. Lì dove prolifera l’odio, il pilota dell’Alpine ha seminato amore e gentilezza. Non proprio le mode del momento, insomma. "Ciao a tutti", ha esordito l’argentino della F1. "C’è qualcosa di molto importante di cui ho bisogno di parlarvi da un po’ di tempo. Avrei dovuto parlarne con tutti voi, ma è qualcosa di necessario che dobbiamo cambiare, che dobbiamo migliorare". Mettete dei fiori nei vostri social. Colapinto ha chiesto a tutti i suoi tifosi (e anche a quelli che non sono suoi tifosi) di non insultare più nessuno. Basta con l’odio, viva l’amour. Anche per quelli che non la pensano come te. Capita nella vita, figuriamoci nello sport. Se tifi per Colapinto, non devi per forza insultare i suoi avversari. È così che pensa l’argentino.
VIDEO: Austin, come si affronta il circuito con le inside della prima curvaCONVIVENZA SOCIAL
—Gli episodi di insulti sui social network sarebbero aumentati dopo i GP di Baku e Singapore. Per questo il pilota dell’Alpine ha preso in mano il telefono e ha detto basta: "So che pensate di difendermi, ma state facendo l'opposto. Non state aiutando me né il mio futuro, e voglio davvero che capiate che è questo che dobbiamo cambiare tutti insieme. Dobbiamo cercare di migliorare come società. E per aiutarmi a ottenere risultati migliori, per aiutarmi a realizzare i miei sogni, a raggiungere i miei obiettivi, a scalare le classifiche, ho bisogno del vostro aiuto per fermare tutto questo". Non è un messaggio personale, è un messaggio politico, che riguarda cioè la convivenza tra le persone. Cittadini del mondo. Anche del mondo virtuale. Colapinto, 23 anni, è nel pieno della sua maturazione. Un ragazzo (famoso) della sua generazione che ha scoperto il dark side of the moon dei social. "Ho bisogno che tutti voi mi aiutiate a fermare questa situazione", ha aggiunto l’argentino, rivolgendosi direttamente alla propria comunità di sostenitori.
BASTA ODIO
—Colapinto ha fatto un post semplice e chiaro: "Juntos". Una frangia minoritaria dei suoi tifosi (il 15% dice La Nacìon) insulterebbe sistematicamente i meccanici, il team, l’intera struttura dell’Alpine. E perché? Perché Colapinto magari è costretto al ritiro. O non riesce a chiudere il GP come vorrebbe. "Voglio che continuiate a sostenere la squadra, voglio che continuiate a sostenere me. Vi ringrazio di cuore per aver capito". Il suo desiderio, insomma, è che il supporto nei suoi confronti non si trasformi in una guerriglia mediatica contro gli altri piloti o contro il personale Alpine. È significativo che il messaggio arrivi da quello stesso mondo in cui i social contribuiscono spesso ad alimentare le polemiche. E soprattutto da un ragazzo di poco più di vent’anni.
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