Nicola: "Io mago delle salvezze? No, ma il Venezia può farcela. Già col Napoli"
La Gazzetta dello Sport

Nicola: "Io mago delle salvezze? No, ma il Venezia può farcela. Già col Napoli"

Venerdì 16 ottobre 2026
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Lo specialista delle salvezze ha preso il posto di Stroppa ancora a quota zero dopo sei partite: "Conta il percorso, non guardo il calendario: penso un passo alla volta"

Lo specialista delle salvezze ha preso il posto di Stroppa ancora a quota zero dopo sei partite: "Conta il percorso, non guardo il calendario: penso un passo alla volta"

Dal nostro inviato  Simone Battaggia 16 ottobre - 16:41 - MESTRE (VENEZIA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Non sono mago di nulla, sono solo un allenatore che si organizza e si pone degli obiettivi. Credo che il Venezia abbia dei valori e può dimostrarli. Sarà un percorso difficile e impegnativo, ma arrivare all’obiettivo dà una soddisfazione enorme. Non c’è nulla di più bello". Davide Nicola inizia con queste parole la sua nuova missione impossibile per la salvezza. Dopo tante imprese - quelle a Crotone e a Salerno le più clamorose - il tecnico torinese si è presentato spiegando come pensa di invertire la rotta anche in Laguna, dopo le sei sconfitte nelle prime sei partite che sono costate il posto a Giovanni Stroppa. Nicola, che ha firmato un biennale, domani al Penzo contro il Napoli (ore 15) aprirà un filotto di partite da brividi, che porterà gli arancioneroverdi a Genova, poi a ospitare l’Inter e poi ancora a Como. "Quando decidi di scalare una vetta, anche se sai dove arrivare devi pensare solo al chiodino che metti. Fai un metro, due e sai che quel chiodo è il solo che ti fa progredire. Io non guardo il calendario, mi interessa il percorso settimanale, l’identità che voglio costruire, il percorso. Finita la settimana riazzero, riguardo ciò che ha funzionato e penso a dove posso migliorare. Lavoro concentrandomi sull’immediato. In questi due giorni ho analizzato, ho pensato a cosa serve per invertire la rotta. Amo vivere qui e ora, è il solo tempo che posso controllare. Il resto mi interessa relativamente".

eredità

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Si parte dall’eredità di Giovanni Stroppa. Filippo Antonelli, direttore sportivo e general manager del Venezia, ci tiene a riconoscerne il valore. "Ringrazio lui e il suo staff per il grandissimo impegno, per la passione e la determinazione che ha messo in una cavalcata promozione che resterà per sempre nei nostri cuori. La decisione di esonerarlo è stata sofferta, non istintiva ma molto ragionata. Prima della sosta c’erano state le 5 partite perse, contro la Lazio si erano visti dei miglioramenti ma dopo Atalanta ci sono stati dei passi indietro e da qui ecco la decisione di passare a mister Nicola. Lo conosco da molti anni, ha competenza ed esperienza per la categoria. Abbiamo guardato il suo curriculum fatto di tante esperienze positive, ma soprattutto abbiamo pensato al presente, a ciò che fa bene alla nostra squadra". "Le prime impressioni sono state elettrizzanti - ha sottolineato Nicola -, c’è tanto da fare anche se ciò che è stato fatto non è mai da buttare, anzi. Servono leggerezza e dedizione ma soprattutto serve l’equilibrio, questa è la parola che scelgo. Io sperimento, verifico, correggo, senza mai perdermi d’animo. Qui un’identità c’era, non è stata sufficiente per fare punti ma è presente. Ho le mie idee, sono qui solo da due giorni ma anche in così poco tempo il modo di incidere comunque c’è. Voglio vedere un Venezia che inizia a fare, senza pensare troppo. Ho cercato di essere sintetico e breve, ho detto cosa è opportuno iniziare a fare per dare equilibrio alle due fasi e nel passaggio da una all’altra".

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assetto e mentalità

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"Il risultato è figlio di molte cose - continua Nicola, mentre la prestazione no: è dimostrabile nei comportamenti, nel modo di stare in campo, negli atteggiamenti. Il Venezia è una squadra costruita in modo da avere due giocatori per ruolo, ma con caratteristiche diverse. Sarei presuntuoso a dire che ho già capito ciò che ho a disposizione, ma quando non si allena alla fine si passa anche il tempo a studiare le varie squadre". Uno dei temi chiave è l’assetto di gioco del Venezia. Stroppa è sempre stato fedele al 3-5-2, Nicola spiega il suo modo di pensare. "Non mi piace parlare di tempo che manca per cambiare. Due giorni sono pochi? Grazie alla disponibilità dei ragazzi, basta definire certe cose e farle nell’immediato. In A ci sono squadre che interpretano il gioco in forma cangiante, nell’arco della stessa partita ci possono essere 3-4 forme diverse. Flessibilità è stare in campo con un modulo e avere poche alternative che permettano di adattarsi all’avversario. Il tempo poi ci aiuterà". Nicola spiega di aver trovato un gruppo fatto di “ragazzi seri, educati, scelti per qualità morali prima ancora che per quelle tecnico-tattiche . L’ambiente ha dei valori. Normale che non ci sia euforia, quando si cambia tutti hanno sbagliato qualcosa e chi ci tiene al proprio lavoro deve chiedersi cosa fare per migliorare. In questi giorni voglio vedere un Venezia che inizia a fare, senza pensare troppo. Ho cercato di essere sintetico e breve, ho detto cosa è opportuno iniziare a fare per l’equilibrio tra le due fasi. Per fare bene il passaggio da una all’altra".

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il napoli

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Infine il commento sugli avversari di domani, un Napoli che ha un’altra cilindrata ma che sta attraversando un momento non facile. "Mi aspetto una grande squadra, un gruppo che ha consolidato la sua identità nel tempo. Per noi però è importante scoprire le nostre potenzialità, la nostra identità, fare quel tipo di calcio che ci faccia divertire, ci faccia trovare dei risultati. Sono focalizzato su di noi".

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