Zverev e quei 12mila rimbalzi prima di battere: "Non lo faccio apposta, ci sto lavorando"
La Gazzetta dello Sport

Zverev e quei 12mila rimbalzi prima di battere: "Non lo faccio apposta, ci sto lavorando"

Venerdì 16 ottobre 2026
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Il tedesco risponde alle critiche di De Minaur e Khachanov sui tempi al servizio: "Non me ne rendevo conto, è iniziato agli Us Open. Voglio vincere lealmente"

Il tedesco risponde alle critiche di De Minaur e Khachanov sui tempi al servizio: "Non me ne rendevo conto, è iniziato agli Us Open. Voglio vincere lealmente"

Lorenzo Topello Collaboratore 16 ottobre - 17:05 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

A poche ore dalla semifinale di Shanghai contro Davidovich Fokina, Alexander Zverev ha voluto rispondere alle polemiche contro le sue presunte perdite di tempo prima di servire. Si è trovato al centro del dibattito (De Minaur, qualche giorno fa, ha proposto un cronometro fra prima e seconda di servizio riferendosi soprattutto a lui) e ha risposto alla questione: "L'arbitro mi ha detto di tenere d'occhio il cronometro del servizio quando dovevo servire. Onestamente, non so perché, ma quest'anno ho fatto rimbalzare la palla molto spesso (ride). È iniziato agli US Open". E prosegue al Masters 1000 di Shanghai. 

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polemica

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Antefatto. A Flushing Meadows il tedesco ha fatto rimbalzare la pallina dodicimila volte in cinque incontri. Una statistica che è divenuta immediatamente un trend e ha scatenato le critiche di diversi avversari. Soprattutto perchè, come ha evidenziato il suo oppositore in semifinale Karen Khachanov, fra prima e seconda non c'è cronometro e di conseguenza nessun rischio di time violation. Il russo, dopo il ko nella semifinale Slam, ha sbottato: "Alexander si prende troppo tempo, la fa rimbalzare anche dodici volte. Siamo in tanti a pensarla così". Dichiarazioni che fanno scopa con quelle di De Minaur nei giorni scorsi, in Cina: "Alcuni giocatori impiegano troppo tempo per sevire". Riferimento neanche velato a Sascha 

risposta

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Ora Zverev ha scelto di rispondere a riguardo: "Non so perché sia iniziato, ma sono ben consapevole e sto cercando di correggerlo. Ora lo faccio meno di quando ero a New York. Credo che allo Us Open stessi raggiungendo un punto di eccesso. Non me ne rendevo conto perché avevo il telefono spento e non usavo i social media o cose del genere. Me ne sono accorto solo dopo, e sto sicuramente cercando di rimediare". Gli hanno chiesto se conti i rimbalzi della pallina prima di servire, oppure se colpisca la palla quando sente che è il momento giusto: "No, io comincio semplicemente quando mi sembra il momento giusto. Ma, se ci avete fatto caso, lo faccio meno rispetto a quanto facevo a New York". 

lealtà

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Zverev ha fatto chiarezza e rilanciato su un aspetto: la volontà di vincere sempre lealmente, senza usare i rimbalzi per distrarre gli avversari: "Ci sono alcuni aspetti che, secondo me, riguardano la correttezza del gioco e il non distrarre l’avversario. Se faccio qualcosa che i miei avversari percepiscono come una distrazione, non voglio farlo. Voglio vincere grazie al tennis: è quello che faccio".

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