Genoa, l'ex proprietario Wander si dichiara colpevole di frode: "Risarcirò 500 milioni di dollari"
Il manager ha ammesso davanti al tribunale federale di Manhattan di aver ottenuto prestiti nel 2021 e nel 2022, presentando dati che sovrastimavano il valore dei suoi beni
Il manager ha ammesso davanti al tribunale federale di Manhattan di aver ottenuto prestiti nel 2021 e nel 2022, presentando dati che sovrastimavano il valore dei suoi beni
16 ottobre (modifica alle 19:26) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleJosh Wander, cofondatore di 777 Partners, holding di Miami che in passato ha detenuto la proprietà del Genoa, si è dichiarato colpevole di frode giovedì a New York. L'imprenditore statunitense, 45 anni, ha accettato di risarcire 500 milioni di dollari per le perdite causate dalle operazioni fraudolente. A riportare la notizia è Espn, riprendendo quanto riferito dall'Associated Press. Secondo l'agenzia americana, Wander ha ammesso davanti al tribunale federale di Manhattan di aver ottenuto prestiti nel 2021 e nel 2022 presentando dati che sovrastimavano il valore dei suoi beni. Le accuse riguardano la frode telematica e quella relativa ai titoli finanziari. "Quando ho fatto queste cose sapevo che quello che stavo facendo era sbagliato, e sono profondamente dispiaciuto per la mia condotta", ha dichiarato al giudice. Le conseguenze delle difficoltà finanziarie della società di Miami hanno coinvolto anche i club che facevano parte della galassia calcistica costruita dalla holding, tra cui il Genoa.
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—La squadra di Daniele De Rossi è passata sotto la gestione di A-Cap, holding che aveva finanziato 777 Partners con prestiti per miliardi di dollari. Le difficoltà economiche della società hanno esposto i rossoblù a nuovi rischi, superati con l'aumento di capitale realizzato da Dan Sucu il 18 dicembre 2024. L'operazione, contestata in tribunale, è stata infine legittimata da una sentenza definitiva favorevole all'attuale proprietà. A-Cap detiene ancora il 23% del club, con le azioni sottoposte a sequestro cautelativo. Nella vicenda è coinvolto anche Don Dransfield, ex dirigente del City Football Group, che aveva testimoniato contro l'aumento di capitale senza aver mai ricoperto incarichi ufficiali nel Genoa.
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