Paolo Simoncelli: "Sono arrabbiato con Dio, l'ho detto anche al Papa. Valentino sogna Marco e..."
La Gazzetta dello Sport

Paolo Simoncelli: "Sono arrabbiato con Dio, l'ho detto anche al Papa. Valentino sogna Marco e..."

Venerdì 16 ottobre 2026
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Il padre del Sic: "Dopo quello che è successo voltarsi dall'altra parte sarebbe stato la cosa più facile. Marco considerava Vale un amico, si volevano bene. Ogni tanto ci sentiamo e ci abbracciamo"

Il padre del Sic: "Dopo quello che è successo voltarsi dall'altra parte sarebbe stato la cosa più facile. Marco considerava Vale un amico, si volevano bene. Ogni tanto ci sentiamo e ci abbracciamo"

Giorgio Burreddu Collaboratore 16 ottobre - 20:15 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

A Pecco Bagnaia ha dato un consiglio facile, semplice, deciso. Diretto, uno di quelli che valgono sempre e in tutte le situazioni. “Ci sono momenti brutti in cui forse conviene stare zitti e far finta di niente. Sbattersene i coglioni, in poche parole”. Paolo Simoncelli non è mai stato uno che le manda a dire. E dopo alcune sue dichiarazioni su Bagnaia che estrapolate dal contesto avevano suscitato qualche polemica, il manager della Sic58, squadra di Moto3 e MotoE, è tornato a parlare. Lo ha fatto in una lunga intervista a Fanpage. Simoncelli ha parlato di Pecco, “io a Pecco gli voglio bene”, ma anche di tanto altro. Di Marco, suo figlio, certo. Il 23 ottobre 2011 Paolo vide morire il figlio a soli 24 anni, sulla pista di Sepang. 

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niente rimpianti

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Da allora non ha mai lasciato il mondo delle moto. Anche se, ha ricordato, “sicuramente girarsi dall'altra parte sarebbe stata la cosa più facile e succede credo nel 95% dei casi”. Come sempre, quando parla, Paolo Simoncelli lo fa per davvero. Senza maschere, senza infingimenti. Dice quello che pensa, anche quando fa male: “Devo dire che a noi ci ha aiutato tantissimo intanto avere Martina, la sorella di Marco. E poi soprattutto, la cosa che ha aiutato tanto me e mia moglie è sapere di aver fatto la cosa giusta. Non abbiamo rimpianti, rimpianti veri. Sono andato a elemosinare per trovare i soldi, abbiamo fatto tutto quello che serviva perché Marco fosse felice e Marco quando è morto, era felice, perché faceva quello che veramente voleva più di ogni altra cosa, per lui correre era tutto”. 

sognare marco

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Il dolore non svanisce, ma con il tempo cambia forma, diventa anche altro. Paolo ha poi parlato del suo rapporto con i social (“A me non interessano, non li leggo neanche, e i giornalisti bisogna prenderli per quello che sono”), e di quello che legava Marco a Valentino Rossi. Tra i due piloti c’era un rapporto speciale, fatto di amicizia, complicità e di una passione condivisa. Marco e Vale, ha raccontato Simoncelli senior, “hanno sempre avuto un rapporto molto bello e alla Cava si sono divertiti veramente tanto. Marco considerava Vale un amico, gli voleva bene. Chiaramente quello che è successo e come è successo, è stato difficile anche per Vale, perché alla fine la vita è strana, insomma”. Simoncelli le chiama “coincidenze incredibili”. E aggiunge parlando di Valentino: “Ogni tanto ci sentiamo, ci vediamo, ci abbracciamo, mi dice che ogni tanto lo sogna. Capita anche a me, è una cosa normale”.

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Anche al papa

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Tornare a Sepang non è stato facile. "Ha fatto male. C'è una targa piantata da alcuni fotografi e ogni anno andiamo lì. Questo lavoro però è stata la mia salvezza. Mi ha aiutato ad andare avanti e ad essere sempre incazzato", spiega. "Io sono davvero incazzato con Cristo. L'ho detto anche al Papa. Gli ho preso il crocifisso in mano e gli ho detto 'sono incazzato con il tuo capo' e lui mi ha detto che avevo ragione. Però poi con il passare del tempo vedi delle persone che stanno male, malissimo e ti accorgi che la morte non è il peggio". "Qualcuno mi dice che sono forte, ma poi vedi i genitori di quei ragazzi che stanno male sempre, quelli sì che sono forti, che sono santi. Io al loro confronto non sono nessuno. Sono arrabbiato, ma al mondo c'è chi sta peggio. Io la penso così", conclude.

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