Baldini, l'eretico del nostro calcio che ha conquistato gli italiani
Dalla scelta controcorrente di allenare quasi gratis alla fiducia nei giovani: il ct dell’Under 21 incarna un’idea di calcio lontana dalle logiche del sistema
Dalla scelta controcorrente di allenare quasi gratis alla fiducia nei giovani: il ct dell’Under 21 incarna un’idea di calcio lontana dalle logiche del sistema
Stefano Barigelli Direttore 17 ottobre - 00:21 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA giugno, prima che la scelta cadesse tortuosamente su Mancini, la Gazzetta fece un sondaggio web sul migliore commissario tecnico per l’Italia a cui parteciparono decine di migliaia di lettori. Un numero ampio, quindi. A sorpresa il più votato fu Silvio Baldini, con un margine larghissimo, il che fu ancora più inaspettato. Fiducia meritata, intendiamoci. I risultati dell’Under 21 hanno confermato che la sua nomina più che coraggiosa è stata azzeccata. Intanto tecnicamente. La sua Nazionale gioca un calcio moderno, sa essere squadra nelle difficoltà, ha facilità nel creare occasioni da gol, ma è anche capace di difendersi con efficacia, pressando dal primo all’ultimo minuto.
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—Non è però solo per questo che Baldini è amato. Mi piace il calcio, non il mondo del calcio: è la massima che racchiude il suo pensiero e in cui si riconosce la stragrande maggioranza degli appassionati e dei tifosi. La trasformazione del pallone in una grande macchina dello spettacolo dal vivo ha lasciato sul campo valori, tradizioni e storia. Non senza un costo. Quanti sono tra giocatori, tecnici e dirigenti quelli che credono ancora nell’identità rappresentata simbolicamente da una bandiera o da una maglia? Una piccola, sparuta minoranza. Baldini ne è un capofila. Basta dare un’occhiata alla carriera. Ha preso decisioni quasi sempre in controtendenza, fino al punto di allenare praticamente gratis la Carrarese: solo il premio promozione e un’indennità in caso di licenziamento. Niente stipendio a fine mese.
il grande obiettivo
—Catapultato nell’Under 21 da Gigi Buffon, non ha smesso di essere quello che è, anche sedendo sulla panchina della Nazionale maggiore, subito dopo Gattuso e la disfatta mondiale in Bosnia. Difesa del patrimonio italiano, fiducia nei ragazzi anche se nei loro club giocano poco, princìpi di gioco europei. Sempre riaffermando quanto in questo calcio si riconosca poco. Un eretico suo malgrado, perché alla fine Baldini è rimasto sempre lo stesso, semmai il calcio intorno a lui è diventato altro. L’Under si giocherà il titolo europeo la prossima estate. Andiamo per vincere, ha detto al nostro Alex Frosio la scorsa settimana in un’intervista. Mettiamolo in condizione di giocarselo al meglio. Senza esagerare nelle pressioni, perché a quelle ci pensa già da solo. Andrà con i suoi ragazzi, senza supporti della Nazionale di Mancini. Pio Esposito a parte, che in Baldini ha sempre creduto. Ci crediamo anche noi.
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