Inter, ora guida Pio: senza Lautaro, Chivu incorona l'azzurro
Chivu incorona l’azzurro al posto dell’argentino: lotta serrata tra Thuram e Bonny per aggiudicarsi il posto accanto a lui. La capolista a Bologna per dimenticare il Bruges
Chivu incorona l’azzurro al posto dell’argentino: lotta serrata tra Thuram e Bonny per aggiudicarsi il posto accanto a lui. La capolista a Bologna per dimenticare il Bruges
dal nostro inviato Filippo Conticello 17 ottobre - 08:52 - APPIANO GENTILE (COMO) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleQuesta Inter stranamente ammaccata, che continua ad aprire le porte scorrevoli del Pronto Soccorso – l’ultimo dei quattro big infortunati è Benji Pavard –, non può che affidarsi alla solita Opera Pia. L’ente benefico di Esposito junior, che da tempo elargisce sussidi e gol e dà assistenza a Cristian Chivu, allenatore e per lui anche un po’ padre spirituale: quest’anno a Pio è stato concesso qua e là tempo crescente rispetto al passato e, a parte mezza partita deludente contro il Napoli a San Siro, il ragazzone di casa non ha mai fatto pentire il suo allenatore. Adesso sale definitivamente di rango e deve spingersi oltre: gli tocca accompagnare in prima fila il tecnico romeno lungo un tratto di strada misterioso perché privo di Lautaro. Il capitano ha bisogno di un mesetto per guarire dal problema all’adduttore destro e senza guida ed esempio, la squadra nerazzurra potrebbe rischiare di smarrirsi: per evitare che ciò accada, ecco dunque la nuova doppia preghiera a Pio, titolare oggi a Bologna e probabilmente mercoledì in Champions contro lo Shakhtar Donetsk. Chivu ha valutato attentamente le tre carte offensive rimaste in mano dopo il ko di Martinez e, d’accordo con lo staff e in base anche ai dati fisici, ha capito che il più in palla della compagnia è proprio il centravantone azzurro. Per stare accanto a questo rampante Pio, invece, sarà lotta serrata tra Marcus Thuram e "Angelo" Bonny: entrambi hanno argomenti convincenti da portare davanti all’allenatore. In ogni caso, nonostante la leadership tocchi al più giovane della compagnia, da qua alla prossima sosta ci sarà spazio e tempo per distribuire minuti a tutti e tre.
Nuova era
—La missione nerazzurra è, comunque, collettiva: l’Inter deve mostrare al mondo che la guarda un unico volto, definitivo e rassicurante, dopo aver fornito finora due versioni di sé opposte e contraddittorie: esiste una squadra cannibale in campionato e una pasticciona in Champions, in cui ancora non ha fatto uno straccio di punto. La trasferta di Bologna sembra messa lì apposta nel calendario per dare un colpo di pennello e cancellare l’incubo della sconfitta contro il Bruges di martedì scorso. Per riuscirci, proprio Pio può appendersi ai ricordi felici in quello stadio nobile: le ultime due volte in cui il figliol prodigo interista ha messo piede al Dall’Ara ha sempre segnato. Una delle dieci reti della scorsa stagione l’ha realizzata proprio nella trasferta in Emilia, ma quello era un viaggio di salute prima dell’estate, una passerella all’ultima giornata e con lo scudetto già sul petto. La rete di dodici giorni fa, invece, aveva tutt’altro sapore in bocca: il 5 ottobre la maglia era semplicemente azzurra, contro la Turchia alla fine di un ciclo di partite in Nazionale Pio metteva il piedino furbo e segnava il settimo gol nelle prime tredici presenze. È stata l’ultima autocertificazione, il segnale di uno status cambiato: non solo Esposito è il centravanti principe di un’Italia in ricostruzione, ma ormai è difficile considerarlo una riserva tout court anche nella sua squadra di club, nonostante la ThuLa finisca sempre per stare davanti agli altri in questa epoca.
VIDEO: Inter, Martinez-Provedel: cosa deve fare Chivu ora?Oltre Lautaro
—L’ingordigia di Lautaro tra la partita con il Parma dopo la sosta, lì dove si sono manifestati i primi problemi, e la successiva sfortunata partita contro il Bruges ha, però, cambiato lo scenario: il Toro deve fermarsi e, contemporaneamente, ci sono nuove gerarchie di attacco in casa Chivu. L’assenza del Toro, però, non fa altro che accelerare un mutamento già in atto sotto traccia: in queste prime sei giornate di campionato, Pio ha segnato due reti, aggiunto due assist e giocato dall’inizio quattro volte. Era accanto a Thuram, suo possibile partner oggi, già contro Udinese e Parma: entrambe le partite sono state vinte, la prima con la solita rimonta, la seconda senza quasi sudare. Con Marcus, poi, ci si incastra alla perfezione: uno offre un appoggio centrale, riceve spalle alla porta e permette ai centrocampisti di salire, l’altro galoppa intorno e si infila come una freccia nel costato avversario. Il duo con Bonny ha, invece, solo un precedente dall’inizio, nell’ultimo derby perso contro il Milan nella scorsa stagione, l’8 marzo, ma per Chivu non è certo un’ipotesi da bocciare: in questa spremuta di partite è previsto anche l’uso della coppia più giovane che ha un’intesa ancora tutta da verificare. Da qualunque lato si guardi, è Pio a stare davanti, presidiare il reparto e combinarsi con il compagno di turno: è ciò che di solito a Milano è concesso solo a Lautaro.
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