Guardrail, non sono tutti uguali: quanti tipi esistono e come proteggono
Dietro una barriera stradale ci sono classi, materiali e criteri di progettazione diversi: ecco come cambiano funzione, capacità di contenimento e protezione degli occupanti
Dietro una barriera stradale ci sono classi, materiali e criteri di progettazione diversi: ecco come cambiano funzione, capacità di contenimento e protezione degli occupanti
Giuseppe Biondo 17 ottobre - 08:42 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Un guardrail in montagnaNel linguaggio comune sono semplicemente “guardrail” e anche a guardarli, spesso, sembrano più o meno tutti uguali. Non è così: dietro ci sono caratteristiche e criteri di progettazione diversi. Tecnicamente si parla di barriere stradali di sicurezza, il cui compito non è semplicemente quello di opporre la massima resistenza a un urto. Secondo un decreto del 1992 del Ministero dei lavori pubblici, le barriere stradali devono contenere nelle migliori condizioni di sicurezza possibili i veicoli che tendono a uscire dalla carreggiata. Le istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e l’impiego dei dispositivi di ritenuta aggiungono che devono garantire entro certi limiti il contenimento del mezzo e assorbire parte della sua energia, così da limitare gli effetti dell’impatto sugli occupanti e ridurne le conseguenze.
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Un guardrail "New Jersey" in cementoTIPOLOGIE
—Le tipologie di barriere previste dalla normativa italiana, se le distinguiamo in base alla destinazione e all’ubicazione, sono quattro. Le istruzioni tecniche distinguono: le barriere centrali da spartitraffico, che separano le carreggiate; le barriere laterali, messe lungo i bordi delle strade; le barriere per opere d'arte, installate ad esempio su ponti e viadotti; e le barriere per punti singolari, come gli attenuatori d'urto posti davanti agli ostacoli fissi o i sistemi utilizzati nei punti di passaggio tra dispositivi differenti. Accanto alle classiche barriere metalliche, generalmente costituite da montanti e lame ondulate, esistono per esempio quelle con profilo New Jersey, realizzate in calcestruzzo oppure in acciaio. Non tutti i guardrail devono essere capaci di contenere lo stesso veicolo: una barriera di una strada ordinaria è quella che invece deve impedire a un camion di sfondare lo spartitraffico di un'autostrada hanno, in maniera evidente, esigenze differenti in termini di capacità di contenimento. Perciò esistono diverse classi di contenimento riconoscibili da sigle come N2, H1, H2 o H3: indicano capacità progressivamente maggiori, verificate attraverso prove d'urto con veicoli, velocità e angoli di impatto prestabiliti. Il guardrail con la classe più elevata non è automaticamente il migliore, almeno non in ogni condizione: la classe da usare viene scelta sulla base di strada, posizione della barriera e caratteristiche del traffico.
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Un guardrail, che tecnicamente è una "barriera stradale di sicurezza"SICUREZZA
—Come scritto in apertura, un guardrail deve contenere un veicolo limitando le sollecitazioni per chi è in abitacolo. Per misurare questa componente c’è l’Asi, acronimo di Acceleration Severity Index. È un indice ricavato dalle accelerazioni subite dal veicolo durante l'impatto con le barriere: più è basso, minori sono le sollecitazioni trasferite ai passeggeri. I livelli di severità sono tre, indicati con le lettere A, B e C. Il progettista deve valutare anche quanto la barriera può deformarsi durante l'impatto, tenendo conto dello spazio disponibile e di ciò che si trova immediatamente alle sue spalle. Dietro un elemento apparentemente semplice come un guardrail c’è insomma un equilibrio complesso tra capacità di contenimento, deformazione e protezione degli occupanti.
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