Lautaro, Koné e... La Serie A fa crac. Squadre a pezzi e 14% in più di partite saltate
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Lautaro, Koné e... La Serie A fa crac. Squadre a pezzi e 14% in più di partite saltate

Sabato 17 ottobre 2026
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Allarme infortuni, saltate già 43 partite in più. La tre giorni europea ha stravolto i piani di tanti allenatori, soprattutto quelli che si giocano lo scudetto

Allarme infortuni, saltate già 43 partite in più. La tre giorni europea ha stravolto i piani di tanti allenatori, soprattutto quelli che si giocano lo scudetto

Davide Giovanzana Giornalista 17 ottobre - 08:29 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Trovare una spiegazione unica – e di conseguenza individuare una possibile soluzione – per questo problema è esercizio parecchio complicato. C’è chi dice che si giocano troppe partite, chi dice che gli impegni sono troppo ravvicinati, chi se la prende con i viaggi intercontinentali per raggiungere le proprie nazionali durante la pausa, chi con il calciomercato che chiude troppo tardi e compromette la fase di preparazione estiva chi addirittura con le condizioni dei diversi terreni di gioco. La costante è comunque sempre la stessa: gli infortuni arrivano, soprattutto all’inizio della stagione. Per le prime sei giornate dello scorso campionato, sommando le partite saltate dai singoli calciatori per problemi fisici, il numero complessivo ammontava a 302. Quest’anno, sempre prendendo in considerazione lo stesso intervallo di tempo, il numero di partite saltate dai calciatori delle venti squadre di Serie A è salito a 345, per un aumento percentuale del 14,2%. Un dato che se portato avanti andrebbe probabilmente anche ad alzarsi, visto l’altissimo numero di calciatori che si sono fermati proprio durante la sesta giornata o durante le coppe europee giocate in questa settimana. Una tendenza in rialzo che in ogni caso preoccupa atleti, tecnici e società. 

Tendenza

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Il numero di partite è lo stesso della scorsa stagione: al 17 ottobre, nel 2025-2026, erano state completate 6 giornate di Serie A, con almeno due partite in più per chi impegnato in altre competizioni (Coppa Italia, coppe europee). Proprio come quest’anno. La differenza sostanziale è stata però nell’organizzazione delle pause nazionali, passate dalle due dello scorso anno (1-9 settembre e 6-14 ottobre) alla lunga sosta unica che si è conclusa da poco. Con lo stesso numero di partite – quattro – l’obiettivo della Fifa era quello di condensare il tutto in un unico appuntamento in modo tale da ridurre tempi e soprattutto numero degli spostamenti tra un continente e l’altro ed evitare di stressare troppo a livello fisico i calciatori. Risultato? Ci si fa male comunque. Soprattutto quando gli impegni ravvicinati impongono di alzare i giri del motore. 

Maledetto rientro

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Tra la pausa appena conclusa e quella di metà novembre, le squadre impegnate nelle manifestazioni europee hanno iniziato un percorso di nove partite, con 6 turni di campionato (compreso un infrasettimanale) e 3 di coppa. Un vero e proprio tour de force cominciato malissimo per Roma, Como, Inter e Atalanta, alle prese con nuovi problemi fisici che terranno fermi giocatori fondamentali per diversi giorni. Gasperini deve fare a meno di Konè (lesione di primo grado al bicipite femorale destro) e Dybala (affaticamento al polpaccio destro), usciti malconci dall’incrocio di Champions League contro il Real Madrid. Stesso discorso per Fabregas, che sul campo del Feyenoord ha perso Diao per un problema al flessore della coscia sinistra arrivato mentre realizzava il gol del momentaneo 1-0 comasco. L’Atalanta di Sarri sarà costretta a giocare i prossimi incontri senza Scalvini, Kessie e Raspadori e l’Inter rivedrà Lautaro Martinez (lesione muscolare ai flessori della coscia sinistra) soltanto a metà novembre, stesso destino probabilmente di Pavard. Giocatori fondamentali, che nell’organico delle proprie squadre ricoprono un ruolo primario e che non è facile - per alcuni più di altri - rimpiazzare. 

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Lungodegenti

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I nuovi stop si aggiungono a un’importante lista di lungodegenti che ha tolto protagonisti al nostro campionato ancora prima che iniziasse. E’ il caso che riguarda in particolare la Juventus, la squadra più colpita nelle prime sei giornate con 34 partite saltate da 14 calciatori diversi. Khéphren Thuram, condizionato da una sindrome femoro-rotulea, non ha ancora cominciato la stagione e non lo farà di certo prima di gennaio vista l’operazione di inizio settembre. Per Yildiz e Locatelli problemi diversi ma stesso destino: il primo operato per la frattura della base del quinto metatarso del piede sinistro (lo si vedrà da inizio dicembre), il secondo per la rottura del menisco esterno del ginocchio destro (rientrerà a febbraio inoltrato). Ma sono fermi da inizio campionato anche Hien (Atalanta), Parisi (Fiorentina), Venturino (Genoa), Pessina (Monza), Buongiorno (Napoli), Nicolussi Caviglia (Parma), Ismaël Koné (Sassuolo), Adorante e Sverko (Venezia). "Gli infortuni fanno parte del gioco", ha commentato il presidente dell’Inter Marotta dopo lo stop di Lautaro. Ma con questo gioco... si sta giocando troppo con il fuoco.

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