Woltemade segna e valorizza Kolo Muani: così per la Juve due "9" sono meglio di uno
L’ex Newcastle e un attacco pesante la tentazione di Spalletti per la Lazio. Il francese fa gol solo col compagno accanto
L’ex Newcastle e un attacco pesante la tentazione di Spalletti per la Lazio. Il francese fa gol solo col compagno accanto
Guglielmo Buccheri Giornalista 17 ottobre - 08:23 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA vederlo così, dall’alto di una tribuna dello stadio, dà la sensazione di arrivare sul pallone un bel po’ scoordinato e con un linguaggio del corpo che alimenta i dubbi: e, ora? Nick Woltemade, il pallone, lo difende, ogni tanto lo perde, ma prova a farlo suo in attesa che un compagno lo aiuti o si liberi: a Vigo, notte del secondo successo su due in Europa League, il gigante tedesco si è preso i primi, veri, applausi da bianconero. "La mia migliore prestazione da quando sono qui…con il Celta è andata bene", ha raccontato l’attaccante tedesco lasciando la Galizia. Woltemade non è un nove, nemmeno un nove e mezzo: è l’immagine di un centravanti dallo stile del tutto personale e proprio per questo da studiare e aspettare.
VIDEO: Spalletti nervoso come in Nazionale: la sua Juve ha un problema similein armonia
—Il gioco della somiglianza a chi lo ha preceduto nella nostra realtà regge, così, fino ad un certo punto: Nick si candida a scrivere una pagina tutta sua. Luciano Spalletti ha usato una delle sue uscite per raccontarlo: "Ti arriva addosso da dietro a fari spenti…". Alla Continassa lo hanno accolto con la formula del prestito e basta: non aveva senso aggiungere altro visto i tempi – le ultime ore di mercato – e, soprattutto, sapendo in anticipo che il Newcastle avrebbe messo un diritto di riscatto a cifre alte se non altissime. La Juventus, alla perenne ricerca di un numero nove – ricerca ancora apertissima – si è ritrovata nello spogliatoio un ragazzo di quasi due metri (1,98) che il gruppo ha accolto con simpatia e curiosità: i compagni ne apprezzano i modi, l’atteggiamento, le qualità tecniche. E, ora, qualcosa si muove: un gol al Nec alla prima da titolare dentro una serata europea, il bis in Galizia dentro un’altra serata europea, la seconda, a dir poco complicata. E in coppia con Kolo Muani, ecco come la via della porta avversaria si semplifichi: uno accanto all’altro, o nelle vicinanze, porta in dote una rete ogni 23’, senza il loro, contemporaneo, supporto, la Juventus ne segna uno ogni 55’. Non si tratta di dettagli o altro. Si tratta di un copione che cambia e diventa più imprevedibile e profondo se Nick e Kolo si cercano. "Se entriamo in area di rigore in due per i difensori diventa tutto molto più difficile...", la riflessione del gigante di Brema.
tentazione
—In due significa una profonda “rivoluzione” a cui Spalletti guarda e da cui è tentato: già domani quando all’Allianz arriverà la Lazio la possibilità di vedere in campo dal via Nick e Kolo è un’opzione reale. Il tedesco sa farsi trovare là dove serve, almeno lo sta dimostrando. E, allo stesso tempo, Woltemade sa come dialogare in armonia con chi è pronto ad approfittare dei suoi movimenti. Kolo si accende se ha spazio da divorarsi e lo spazio gli rende giustizia: insieme è meglio. Palla a Spalletti e palla a scelte che possono apparire come un bel rompicapo: se la Juventus virerà verso le due punte, l’attacco non potrà che restringersi per il resto della compagnia: Nico Gonzalez, Conceiçao, Alajbegovic, Zhegrova e, adesso, anche il rientrante Boga si metterebbero in fila per un posto solo. Da Vigo, Woltemade manda messaggi rassicuranti e da Vigo arriva una conferma: il gigante tedesco fa giocare meglio Kolo Muani, a segno solo quando là davanti c’è Nick a risolvere situazioni apparentemente banali. Domani la Lazio, un nuovo esame per una Juventus che in Europa va di fretta e in campionato ha esaurito i bonus.
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