Tacconi: "Boniperti mi multò per una battuta su Berlusconi, ma metà la pagò Agnelli. Juve, fai Del Piero presidente"
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Tacconi: "Boniperti mi multò per una battuta su Berlusconi, ma metà la pagò Agnelli. Juve, fai Del Piero presidente"

Sabato 17 ottobre 2026
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L'ex portiere si è raccontato a Repubblica in occasione dell'uscita del suo libro: "Quando annullarono il gol di Platini a Tokyo ero contento perché sapevo che ai rigori sarei stato io il protagonista"

L'ex portiere si è raccontato a Repubblica in occasione dell'uscita del suo libro: "Quando annullarono il gol di Platini a Tokyo ero contento perché sapevo che ai rigori sarei stato io il protagonista"

17 ottobre - 10:03 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"L'arte di parare". E' il titolo dell'autobiografia di Stefano Tacconi, edito da Rizzoli, in cui l'ex portiere ha raccontato tutti i capitoli della sua vita, compreso quel maledetto aneurisma che il 23 aprile 2022 lo ha segnato per sempre.  "Ero convinto che avrei sempre fumato due pacchetti al giorno e bevuto whisky torbati - scrive Tacconi - Ma anche se ora mi dicono tutto quello che devo fare, continuo a essere il solito stronzo, eh".

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coppa intercontinentale

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Il racconto parte dalle sue origini, a Ponte Felcino e da sua mamma, Giannina, che lo rincorreva con la pietra pomice per ripulirlo dal fango quando tornava a casa dopo aver giocato a calcio. Ma è anche un modo per lasciare un ricordo indelebile di sé ai suoi eredi, di come  parò due rigori nella Coppa Intercontinentale: "Da piccolo, mentre guardavo alla tv una finale di Coppa dei Campioni dell’Inter dissi a mio padre che un giorno l’avrei giocata io quella partita. Quando annullarono il gol di Platini a Tokyo ero contento perché sapevo che ai rigori sarei stato io il protagonista" ha detto a Repubblica. 

La Juve '83-84

heysel

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Nel libro, oltre alla data dell'aneurisma, ne ricorda altre due, il 23 novembre 1980, il giorno del terremoto in Irpinia. "Allora non esisteva la Protezione civile e i soccorsi sono arrivati dopo due giorni. Ci hanno trovati lì a cercare i corpi, perché c’era ancora molta gente viva sotto le macerie e noi stavamo scavando con le mani", e il 29 maggio 1985, l’Heysel. "Michel Platini voleva smettere, tanto era rimasto traumatizzato da quella giornata. Non so se sia stato giusto giocare, ma guardando a quello che era successo, credo che abbiamo fatto bene e che sia stato un modo per salvare altre vite". Tacconi racconta poi la reunion dello scorso anno coi campioni dell'85, con Cabrini e Brio in stampelle e Le Roi che dice "Ma come cazzo abbiamo fatto a vincere?", del suo rapporto con Zenga a Italia 90 ("Dopo il riscaldamento, i guanti di Walter erano talmente sudati che non poteva utilizzarli. Quel giorno se la presero tutti con lui, ma non fu colpa sua. Avevamo un bel rapporto a differenza di quanto si diceva, a volte ci mettevamo anche d’accordo su quello che dovevamo dire ai giornalisti, se per diversi giorni non parlavano di noi. Zenga è stato fortunato perché quando io ero dell’Inter non volli più fare la riserva di Bordon e preferii restare ad Avellino. Mazzola mi chiese di tornare, ma dopo due anni da titolare non volevo fare panchina".

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Gaetano Scirea

boniperti, scirea e del piero

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E poi ancora sulle multe di Boniperti: "Non riuscivo proprio a tenere la bocca chiusa. Mi diceva di contare fino a 10, io al massimo arrivavo a due. Ma era anche il modo di creare un personaggio. Quando Berlusconi arrivò a Milanello in elicottero, un giornalista mi chiese cosa ne pensassi e dissi che, secondo me, stava facendo le prove per sapere come scappare a fine stagione. Boniperti mi diede 10 milioni di multa, ma l’avvocato Agnelli, disse che metà l’avrebbe pagata lui". Si chiude con la Juve che fu, l'episodio dell'unica multa presa in carriera da Scirea: "Mi chiama la sera e mi chiede di portarlo la mattina dopo all’allenamento perché aveva dei problemi con la macchina. E io che faccio? Mi alzo, mi lavo, mi vesto, prendo la macchina e vado allo stadio. Mi sono proprio dimenticato... Gaetano arrivò con mezz’ora di ritardo, prese la multa e mi disse 'Complimenti, bravo, grazie mille'. Io gli risposi 'Tranquillo, metà la pago io'. E lui: 'No, la paghi tutta tu'". E con quella che verrà: "Leggo che vogliono fare presidente Del Piero. Sarebbe la cosa migliore che possano fare".

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