Il crollo di Akanji è causato da... Diouf: ecco perché con Luis Henrique era tutto diverso
Il tema è tattico: il francese attacca e spinge molto più dell'ex Marsiglia e costringe lo svizzero a difendere spesso in inferiorità numerica. Ma la condizione dell'ex City è ancora lontana dal top a causa del Mondiale
Il tema è tattico: il francese attacca e spinge molto più dell'ex Marsiglia e costringe lo svizzero a difendere spesso in inferiorità numerica. Ma la condizione dell'ex City è ancora lontana dal top a causa del Mondiale
Gregorio Spigno Giornalista 17 ottobre - 10:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl rendimento in netto calo di Manuel Akanji è stato drastico, evidente, sotto gli occhi di tutti. Non più il difensore duttile e roccioso dello scorso anno che garantiva certezze granitiche sia da centrale che da braccetto destro, oggi semplicemente un profilo che sta vivendo un periodo di serie difficoltà. Di diversa natura, che partono da una forma fisica ancora lontana dalla miglior versione dello svizzero, passano più generalmente da un intero reparto ancora in rodaggio ed imperfetto e infine arrivano pure ad una questione tattica. Che coinvolge, e direttamente, i nomi di... Andy Diouf e Luis Henrique. Una novità sostanziale inserita da Cristian Chivu al tramonto della stagione scorsa, lo "swap" tra il brasiliano ed il francese, confermata definitivamente in questa stagione. Ma se da una parte l'exploit dell'ex Lens - dirottato dal ruolo di mezzala a quello di esterno destro - va fortunatamente catalogato nella cartella "esperimenti riusciti" nel laboratorio del tecnico nerazzurro, dall'altra bisogna invece sottolineare che le costanti scorribande offensive di Diouf abbiano modificato almeno un po' l'equilibrio di una squadra che (per qualcuno potrà pure sembrare paradossale) quando giocava con Luis Henrique titolare difendeva in maniera profondamente diversa (e migliore).
Una questione di armonia collettiva, organizzazione, stabilità. È vero che l'ex Marsiglia si limitava al cosiddetto "compitino": passaggi semplici - spesso all'indietro -, pochi spunti offensivi, raramente pericoloso. Ma pure un grande spirito di sacrificio, molti ripiegamenti all'indietro ed un diligente lavoro per evitare che la squadra si ritrovasse in inferiorità numerica nella propria metà campo. Un aiuto importante anche per lo stesso Akanji, che davanti alla propria zona (quando impiegato a destra) non si ritrovava una prateria lasciata incolta dagli spunti in attacco di Diouf ma godeva del prezioso filtro del più vicino LH. Ora, nessuno dice che uno sia migliore o più funzionale dell'altro, semplicemente Diouf e Luis Henrique sono due giocatori diversi con i rispettivi pro e contro.
VIDEO: Inter-Bruges, i tifosi sui social: "Umiliante, Martinez penoso". E partono gli sfottò milanistiavvio shock
—Gli errori di Manuel Akanji in questa primissima parte di stagione sono stati tanti e pesanti. L'ultimo, che ha fatto infuriare buona parte degli interisti attivi sui social, riporta al 4° centro del Bruges a San Siro: Spence sbaglia con superficialità un appoggio semplice, Forbs imbuca a grande rapidità, Vermant si invola in solitaria verso la porta nerazzurra. C'è una scusante, considerando che il minuto era il numero 87, però dalla "rincorsina" (parecchio) blanda di Akanji emerge una condizione atletica davvero lontanissima rispetto a quella che lo scorso anno consacrò lo svizzero come un intoccabile nello scacchiere di Chivu. Certo, in estate l'ex City è stato protagonista con la Svizzera di un Mondiale comunque molto dispendioso a seguito di una stagione come al solito intasata da un calendario fittissimo. Però a metà ottobre sarebbe lecito aspettarsi quantomeno qualche passo in avanti. A Bologna, probabilmente, Akanji riposerà. Forse la scelta migliore, dopo una serie di svarioni in cui sfortunatamente lo zampino dello svizzero c'è sempre stato: il gol di Varela all'esordio contro il Monza, i problemi causati da Hojlund in Inter-Napoli, la momentanea sbandata con l'Udinese, il fastidioso Malen. Se un po' di riposo sarà la soluzione per rivedere l'Akanji-monumento della difesa nerazzurra, ben venga...
VIDEO: Chivu: "Se vai piano non vai da nessuna parte in Champions. Serve umiltà" Leggi anche Inter e Bologna senza Lautaro e Orsolini, chi gioca? Le probabili formazioniJovetic: "L'Inter fu un gran casino. Litigai con Guarin, lo scontro con Icardi invece... La Viola? Un...© RIPRODUZIONE RISERVATA