Royal Enfield Flying Flea C6, la moto elettrica agile e leggera: come va e prezzi
In sella all'elettrica con stile vintage e tecnologia di nuova generazione. Agile e leggera, percorre fino a 104 km in contesto urbano e pesa 124 chili
In sella all'elettrica con stile vintage e tecnologia di nuova generazione. Agile e leggera, percorre fino a 104 km in contesto urbano e pesa 124 chili
Massimiliano De Bonis 17 ottobre - 15:39 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La Royal Enfield Flying Flea C6 ha una potenza massima di 15,4 kW, pari a circa 21 CvLa Flying Flea C6 nasce per dare continuità a una storia che parte da molto lontano, dimostrando che una moto a batteria può avere identità, qualità costruttiva e carattere senza rinunciare alla semplicità d'uso. La denominazione scelta dallo storico marchio inglese, oggi di proprietà del colosso indiano Eicher, affonda infatti le radici nella Seconda guerra mondiale. La Royal Enfield Wd/Re era una leggera 125 due tempi sviluppata per le truppe aviotrasportate britanniche, abbastanza compatta e robusta da essere trasportata in apposite culle e lanciata con il paracadute insieme ai reparti airborne. Una moto nata per essere semplice, agile, resistente e pronta a muoversi rapidamente anche sui terreni più difficili. Ottant'anni dopo il brand fondato alla fine del 1800 a Redditch riprende proprio quei concetti per costruire qualcosa di completamente diverso. Flying Flea diventa un marchio autonomo dedicato alla mobilità elettrica e la C6 ne rappresenta il primo modello.
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—Il richiamo al passato è evidente nel design e soprattutto nell’avantreno, dove troviamo una moderna Girder fork ispirata alla soluzione utilizzata sull'originale, ma sviluppata con materiali e tecniche completamente differenti. Il legame con la Royal Enfield Wd/Re del 1942, però, non nasconde un progetto conservativo. Al contrario, la C6 concentra una quantità importante di tecnologia: motore, batteria, Bms e software sono stati sviluppati con un forte coinvolgimento interno, mentre materiali come magnesio e alluminio contribuiscono a trasmettere una qualità percepita molto elevata. È proprio osservandola da vicino che emerge l'intento di Royal Enfield: prendere le distanze dal concetto di semplice commuter elettrico e costruire un prodotto capace di trasmettere cura, solidità e attenzione al dettaglio. Il risultato è una moto che guarda contemporaneamente in due direzioni: al passato, da cui riprende nome, proporzioni e alcune soluzioni tecniche; e al futuro, attraverso elettronica, connettività e una filosofia d’uso che il marchio definisce City+, pensata per la città ma senza fermarsi necessariamente ai suoi confini.
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La Flying Flea C6 ha un particolare schema sospensivo anteriore con parallelogramma articolato
2 Come va
—Dopo due giorni di percorsi misti, tra passaggi fuori porta e tratti cittadini di Parigi, per circa 110 km totali, possiamo tracciare un quadro abbastanza completo del comportamento dinamico della C6. Saliti in sella si percepiscono immediatamente la sua estrema agilità e leggerezza. Nel traffico risulta facile e veloce, quasi come una bicicletta: grazie al peso contenuto e all’impostazione di guida si svincola bene tra le auto, senza mai mettere in difficoltà. Ma si fa apprezzare anche fuori porta, tra le curve della campagna parigina, dove si è dimostrata agile, intuitiva e facile da guidare. La sospensione anteriore è probabilmente la sua particolarità maggiore, sia dal punto di vista estetico sia tecnico. La C6 adotta infatti una soluzione derivata direttamente dalla Flying Flea utilizzata durante la Seconda guerra mondiale dai paracadutisti inglesi. Tecnicamente viene definita Girder fork: un sistema a parallelogramma articolato abbinato a due elementi idraulici di sospensione, con un’escursione della ruota anteriore di 100 mm. Questo preambolo serve a spiegare meglio la particolare sensazione trasmessa dall’avantreno. Inizialmente non restituisce lo stesso feeling di una forcella tradizionale e nelle prime pieghe lascia leggermente titubanti. Dopo poco, però, ci si abitua al suo comportamento e permette di inclinare la C6 senza troppi pensieri. Quasi impossibile non continuare a guardare quel parallelogramma muoversi davanti agli occhi. Non perché distraesse dalla guida, ma semplicemente perché è una soluzione talmente insolita e affascinante da attirare naturalmente l’attenzione mentre lavora. Peccato invece per l’assenza di regolazioni sulla sospensione anteriore: non è possibile intervenire nemmeno sul precarico, una possibilità che sarebbe stata utile. La sospensione posteriore è invece affidata a un classico monoammortizzatore ad azione diretta, ancorato al forcellone e al telaio in alluminio, con un’escursione della ruota posteriore di 110 mm. Lavora molto bene e anche sul pavé cittadino si è comportato egregiamente, seguendo con efficacia le asperità del fondo. Solo sulle buche più importanti mostra qualche limite, trasferendo parte dell’urto direttamente alla sella, che non dispone di un sistema di ammortizzazione proprio. A completare il comparto ciclistico troviamo cerchi da 19 pollici sia all’anteriore sia al posteriore, abbinati a pneumatici da 90/90. Una scelta che contribuisce alla grande facilità di guida della C6, soprattutto in ambito urbano, dove le ruote strette e il peso contenuto la rendono rapida nei cambi di direzione e facile da inserire negli spazi stretti del traffico. Il sistema frenante è composto anteriormente da un disco da 260 mm con pinza assiale ByBre e Abs sensibile all’angolo di piega, mentre al posteriore troviamo un disco da 220 mm. La frenata è nel complesso efficace, ma durante la nostra prova abbiamo riscontrato un comportamento particolare dell'Abs nelle frenate improvvise e molto decise: nei primissimi istanti la ruota tende ad accennare un bloccaggio, prima che il sistema intervenga e inizi a lavorare normalmente. Potrebbe trattarsi di una logica di intervento ancora affinabile. La posizione di guida è naturale. La sella è posta a 823 mm da terra e la posizione di gambe e braccia è ben studiata, offrendo una buona abitabilità e un discreto comfort. La seduta, pur essendo ben imbottita, è però piuttosto inclinata in avanti: questa conformazione aiuta ad avere maggiore controllo del mezzo, ma alla lunga può creare qualche fastidio e risultare meno comoda sulle percorrenze più lunghe. Passando al motore, abbiamo a disposizione diverse modalità di guida: Road, Rain, Street e Sport. Il passaggio tra le varie mappe si percepisce in maniera netta e ben definita, sia nell’erogazione della potenza sia nelle logiche di intervento dei sistemi elettronici. Nella mappa più performante si possono sfruttare tutti i 60 Nm di coppia e, grazie a un peso di soli 124 kg in ordine di marcia, la C6 accelera con decisione da 0 a 60 km/h in appena 3,7 secondi, risultando davvero divertente. L’erogazione è lineare e priva di strappi praticamente in tutte le mappe; solo nella modalità più potente bisogna tenersi bene al manubrio quando si apre con decisione l’acceleratore. Il motore sviluppa una potenza massima di 15,4 kW, equivalenti a circa 21 Cv, ed è un propulsore sincrono a magneti permanenti. Tutta la potenza viene trasferita alla ruota attraverso una trasmissione a cinghia a due stadi. La C6 è inoltre dotata di un sistema di rigenerazione dell’energia, attivabile ruotando la manopola dell’acceleratore nel senso inverso. In questo modo la moto rallenta leggermente e contemporaneamente si accende la luce di stop posteriore. L’intervento non è brusco e non restituisce una forte sensazione di freno motore: serve soprattutto a ridurre progressivamente la velocità, consentendo nel frattempo un recupero, seppur contenuto, di energia. Grazie a queste caratteristiche la C6 raggiunge una velocità massima di 115 km/h, valore che abbiamo avuto modo di verificare anche sulla tangenziale di Parigi, dove ha mostrato, anche a quella velocità, una stabilità e un controllo quasi inaspettati per un mezzo così leggero. Un dato che rafforza ulteriormente il concetto di City+ voluto da Royal Enfield: una moto agile e semplice da utilizzare in città, ma capace allo stesso tempo di mantenere velocità adeguate anche sui tratti più veloci.
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—Come accennato nella premessa, Royal Enfield ha giocato una carta piuttosto particolare con la Flying Flea C6. Non siamo davanti a un mezzo di fascia alta, ma nemmeno a una moto elettrica economica realizzata con poca attenzione: la C6 è costruita con grande cura e propone un design decisamente ricercato. Telaio, Girder fork e forcellone posteriore sono realizzati interamente in alluminio, mentre la batteria agli ioni di litio da 3,91 kWh è racchiusa in un involucro in lega di magnesio, caratterizzato da un disegno alettato che contribuisce alla dissipazione del calore. La batteria è composta da 224 celle Nca, con chimica nichel-cobalto-alluminio, e secondo i dati dichiarati nel ciclo Wmtc garantisce un’autonomia di 104 km in ambito urbano e di 81 km in extraurbano. Valori che permettono alla C6 di affrontare senza particolari problemi gli spostamenti quotidiani nelle città europee, soprattutto per chi la utilizza nei tragitti casa-lavoro. Per contro, non nasce evidentemente per le percorrenze extraurbane più lunghe o per il turismo. Per la ricarica sono previste tre modalità selezionabili dall’utente: Rapid, Standard e Trickle. Il passaggio dal 20 all’80% della capacità richiede circa 65 minuti e la casa indica una velocità di recupero che può arrivare, nelle condizioni dichiarate, a circa 1 km di autonomia per ogni minuto di ricarica. La ricarica avviene collegando direttamente la moto alla rete elettrica attraverso il caricatore integrato, utilizzando una normale presa di corrente. La C6 è dotata di uno strumento Tft circolare da 3,5 pollici, a colori e touchscreen capacitivo. Al suo interno troviamo tutte le informazioni necessarie per gestire le principali funzioni della moto: selezione delle modalità di guida, livello di carica, recupero energetico, navigazione e collegamento con lo smartphone. Il sistema è gestito da Fleaware.OS, il sistema operativo proprietario sviluppato per la piattaforma Flying Flea e pensato per integrarsi con l’app Flying Flea Mobile. Uno degli aspetti più interessanti è proprio l’integrazione tra moto e smartphone. Il telefono può essere utilizzato come chiave digitale per bloccare e sbloccare il veicolo, mentre in assenza dello smartphone resta comunque possibile accedere alla moto attraverso un Pin direttamente dal display. L’applicazione permette inoltre di gestire diverse funzioni da remoto, tra cui geofencing, condivisione della posizione e alcune funzioni legate alla sicurezza. Sono previsti anche avvisi in caso di manomissione, rilevamento della caduta e funzione Sos. Il sistema integra inoltre la navigazione tramite Google Maps e può tenere conto dell’autonomia residua della batteria nella pianificazione del percorso, suggerendo eventuali soste di ricarica. La piattaforma è stata progettata per evolvere nel tempo attraverso aggiornamenti Ota e Royal Enfield dichiara che il sistema sarà in grado di adattarsi progressivamente alle abitudini del pilota. Lo smartphone trova inoltre posto in un alloggiamento dedicato, studiato appositamente per mantenerlo a portata di mano, con a disposizione sia una presa Usb Type-C sia la ricarica wireless Qi.
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Il prezzo per il mercato italiano è pari a 5.990 euro4 Prezzo e disponibilità
—Sul fronte commerciale, Flying Flea partirà inizialmente da cinque grandi città europee: Parigi, Londra, Barcellona, Roma e Berlino, dove sono già previsti i primi punti vendita dedicati. La C6 sarà proposta in tre colorazioni — Flea Green, Storm Black e Parachute White — con un prezzo per il mercato italiano di 5.990 euro Iva inclusa. Una scelta di distribuzione inizialmente molto mirata, coerente con la natura della C6: un mezzo pensato soprattutto per muoversi nei grandi centri urbani, ma con caratteristiche che le permettono di spingersi anche oltre il semplice tragitto cittadino.
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Royal Enfield Flying Flea C6 - La scheda tecnica
MotoreElettrico Batteria3,91 kwh Autonomia massima104 km Ricarica 20-80%65 minuti CambioAssente Potenza15,4 kW Coppia60 Nm Accelerazione 0-60 km/h3,7 secondi Velocità massima115 km/h Peso124 kg Altezza sella823 mm da terra Sospensioni anterioriParallelogramma articolato con 100 mm di escursione Sospensioni posterioriMonoammortizzatore con 110 mm di escursione Prezzo5.990 euro Leggi anche Royal Enfield Flying Flea C6: viaggio in India per scoprire dove nasce la moto elettricaKtm 690 Rally: il connubio di più mondi
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