Yago Pikachu, il Pokémon che fa gol da quattordici anni e che nessun club europeo ha mai... catturato
Prima era giocatore di futsal, ora il soprannome di Glaybson Yago Souza Lisboa è diventato una vera e propria miniera d'oro. Nel 2022 il Fortaleza mise in vendita una maglia celebrativa in edizione limitata - solo 1000 esemplari - chiamata Invicta
Prima era giocatore di futsal, ora il soprannome di Glaybson Yago Souza Lisboa è diventato una vera e propria miniera d'oro. Nel 2022 il Fortaleza mise in vendita una maglia celebrativa in edizione limitata - solo 1000 esemplari - chiamata Invicta
Filippo Rubulotta 17 ottobre (modifica alle 16:22) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GooglePrendete un personaggio dei cartoni animati, dategli sembianze umane e fatelo giocare a calcio. Superpoteri? Il dono dell’invisibilità? Scariche elettriche capaci di far drizzare i peli delle braccia come corde di un violino? Ci arriviamo con calma, anche perché il nome sulla carta d’identità racconta una storia, mentre la realtà ne mostra un’altra. Yago Pikachu, sì, proprio come il Pokémon giallo dalle guance rosse, in Brasile è uno che segna a ripetizione da quattordici anni. E fin qui niente di strano. Se però a farlo è un terzino che, con il passare del tempo, ha avanzato il proprio raggio d’azione, allora la faccenda comincia a farsi interessante.
gli inizi e il cognome da marketing
—Glaybson Yago Souza Lisboa nasce nel 1992 a Belém e da bambino la mamma lo chiama "Glay", anche quando lui fa finta di non sentire. Nella sua cameretta ci sono le lenzuola di Topolino e, soprattutto, una grande passione per i Pokémon. Gioca su campi sterrati, tra qualche murales e porte senza rete, ma il suo habitat naturale sono i campetti a cinque: comincia infatti la carriera nel futsal con il Tuna Luso, nel Pará, uno stato brasiliano segnato da povertà e criminalità derivante dal narcotraffico. Il soprannome "Pikachu" glielo affibbia Capitão, allenatore di futsal, per la statura — un metro e sessantanove — e per la rapidità di gioco. "Quando sono andato al Paysandu hanno continuato a chiamarmi così. All’inizio non mi piaceva, poi mi sono abituato". D’altra parte, quando vuoi sfondare nel calcio professionistico, non puoi permetterti troppi capricci. Yago capisce che quel personaggio dei Pokémon può diventare il suo biglietto da visita. Al Paysandu fa così bene da trasformarsi in un marchio del club: tutti vogliono la sua maglia, anche perché da terzino/esterno mette insieme quasi quaranta gol in quattro stagioni. Qualcuno si spinge persino a paragonarlo a Ronaldinho, pensiero rapidamente messo in soffitta per rispetto della leggenda brasiliana.
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—La maggior parte della famiglia tifa Flamengo, ma il destino non gli regalerà mai l’occasione di indossarne la maglia. I cinque anni successivi si dividono tra Vasco da Gama e Fortaleza, con 58 gol complessivi. Yago si toglie lo sfizio di giocare al Maracanã, ma è soprattutto a Fortaleza che nasce un piccolo impero commerciale attorno al suo nome. Nello store del club la sua maglia trova spazio in vetrina e il soprannome fa il resto: in Brasile Pikachu è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Nel dicembre 2022 il Fortaleza mise in vendita una maglia celebrativa in edizione limitata - solo 1000 esemplari - chiamata Invicta. Addirittura allo stadio Castelão, dopo l’ennesimo gol, alcuni tifosi cominciarono persino a portare sugli spalti i peluche del Pokémon più famoso del pianeta. A quel punto viene da chiedersi perché nessuna società europea abbia provato a catturarlo: un esterno che segna, un nome universale e un potenziale commerciale già pronto. L'unica parentesi esotica arriva in Giappone, allo Shimizu S-Pulse: toccata e fuga, giusto il tempo di mettere piede nel Paese dei Pokémon e aggiungere qualche souvenir orientale alla collezione. Poi il ritorno al Fortaleza, dove continua a segnare per altre quattro stagioni. Il Pokémon brasiliano non si è evoluto in una superstar europea, ma sa come fare gol.
Yago Pikachu - Foto: Gustavo Pêna/GLOBOESPORTE.COM"pikachu, I choose you!"
—Oggi gioca nel Remo e qui la storia si intreccia col passato. Nel momento dell'ufficialità, i tifosi del Paysandu devono fare i conti con una scarica elettrica ben più dolorosa di quelle immaginarie del Pokémon: Remo e Paysandu sono rivali storiche. Yago ha persino dichiarato di tifare per la squadra attuale, tanto per rendere il boccone ancora più indigesto ai suoi vecchi sostenitori. A quasi 35 anni, viene da pensare che possa chiudere la carriera proprio lì, dall’altra parte della barricata. Intanto, maglie e negozi di giocattoli continuano a sfregarsi le mani. "Pikachu gol, I choose you!": quando gioca Yago, i telecronisti hanno già pronta la battuta. Riuscire a trasformare il nome di un Pokémon in un marchio personale, segnando per anni con la stessa regolarità di un centravanti, è un’altra storia. Superpoteri? Il piede è da palati fini. Magari, evitando di finire nella Poké Ball nemica.
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