Chivu furibondo a Bologna: striglia i suoi all'intervallo e torna la vera Inter
L'allenatore nerazzurro, rimasto senza voce, ha fatto parlare il vice Kolarov a fine partita. Decisiva la ramanzina del tecnico durante la pausa
L'allenatore nerazzurro, rimasto senza voce, ha fatto parlare il vice Kolarov a fine partita. Decisiva la ramanzina del tecnico durante la pausa
Dal nostro inviato Filippo Conticello 18 ottobre - 00:09 - BOLOGNA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Chivu a Bologna. Getty"Bologna è una regola", cantava Luca Carboni, uno dei tanti tifosi rossoblù passati ieri dall’entusiasmo alla disillusione. Per l’Inter sembrava la solita “regola” che si ripete da anni sotto ai portici e in questo stadio, l’ennesima partita maledetta nella fatale Bologna. Invece, i nerazzurri sono rimasti in piedi in un primo tempo horror e poi hanno dilagato, confermando quell’altra, di regola: l’Inter 2026-27 è abbonata alla rimonta dopo la solita falsa partenza.
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—Ieri è stata la sesta volta in cui la squadra è andata sotto, la quarta solo in campionato: se in patria è riuscita sempre a ribaltare la sorte, nelle due di Champions, quando il livello è salito, la rimonta ha smesso di essere regola. In questo scenario Cristian Chivu ci ha messo del suo, con talmente tanta veemenza da perdere perfino la voce: non ha gridato a un concerto di Carboni o di qualche altro cantautore della scuola bolognese, ma ha messo alla prova le corde vocali in tutto il pomeriggio, soprattutto a metà gara. Quello contro il Bologna è stato, infatti, l’intervallo più turbolento da quando il romeno allena l’Inter: per furia e livello di decibel è stata superata perfino la tempesta del post Juve-Inter 4-3 dell’anno scorso. Hanno tremato davvero le pareti del Dall’Ara perché l’allenatore ce l’aveva davvero con tutti e rimproverava quella quarantina di minuti davvero in balìa delle onde. Dopo queste urla sparse come mai, l’Inter si è completamente destata e ha giocato la ripresa con il piglio dei grandi: Chivu ha così ottenuto l’effetto sperato, la voce dunque non è stata perduta invano.
oltre la regola
—Il resto lo hanno fatto i suoi cambi, con l’azione del 3-1 come manifesto di una buona gestione della panchina: sventaglio dell’imprescindibile Calha, magia da top player dell’eterno Mkhitaryan, inserimento e cross di un elettrico Carlos Augusto e tocco facile di un Bonny mai così in forma. Tutti e quattro erano entrati a gara in corso per decisione azzeccata di Chivu, che a fine partita si è stretto nell’abbraccio con Aleksandar Kolarov, il vice dotato di sufficiente voce per parlare al posto suo. A fine partita il serbo ha sostituito il romeno in conferenza stampa e ha scelto di spegnere i bollori e razionalizzare questa stramba serata: "Non vedrei così negativo neanche il primo tempo, l’approccio non è stato sbagliatissimo… – ha ammesso –. Abbiamo fatto un errore, ma la squadra si sta applicando e sa cosa deve fare: avrei firmato prima per vincere 3-1. I nostri giocatori sanno quanto sono forti, ma esiste anche l’avversario, non giochiamo da soli. Stavolta abbiamo alzato l’intensità nel secondo tempo e fatto un grande calcio, la differenza è tutta là". Il prossimo passo sarà portare una reazione simile in Champions League, già da mercoledì prossimo a San Siro con lo Shakhtar Donetsk: "In Europa si va più veloce, cerchiamo sempre di essere aggressivi anche lì, stiamo avendo qualche problema ma solo a livello di risultati: siamo infatti ancora in tempo a recuperare i punti persi per strada", ha concluso il vice di Chivu, gonfiando il petto e tirando fuori la voce.
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