Pazzini dà i voti: "Cisse bella forza ma attenti a CDK. Ramos fatica? Va servito in un altro modo"
Il Pazzo parla della gara a San Siro di questa sera: "Amorim e Sarri? Serve tempo". Poi su Modric: "È incredibile, giocare con lui sarebbe stato un onore"
Il Pazzo parla della gara a San Siro di questa sera: "Amorim e Sarri? Serve tempo". Poi su Modric: "È incredibile, giocare con lui sarebbe stato un onore"
Andrea Ramazzotti Giornalista 18 ottobre - 09:58 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleMilan-Atalanta la guarderà con un’attenzione particolare. Non (solo) per la sua professione di opinionista per Mediaset, ma perché di fronte ci saranno due squadre nelle quali ha giocato e alle quali è rimasto legato. Giampaolo Pazzini è curioso di assistere alla sfida tra i rossoneri e i nerazzurri e anche di assistere al duello a distanza tra attaccanti che gli piacciono molto come Ramos e Cisse da una parte, Scamacca e Krstovic dall’altra.
Pazzini, che gara sarà Milan-Atalanta?
"Non credo spettacolare perché, cambiando molto rispetto alla scorsa stagione, entrambe le squadre hanno avuto delle logiche difficoltà iniziali: adesso sono in ripresa e, anche se non sono al massimo e non hanno un gioco fluido come i tecnici vorrebbero, possono crescere ancora".
Il calcio bello e dominante promesso da Amorim finora si è visto solo a tratti.
"Ho grande fiducia nel suo lavoro perché mi è sempre piaciuto, fin dai tempi dello Sporting che vinceva grazie a pressing alto, intensità, qualità nel palleggio e... un terminale offensivo come Gyokeres. Ha bisogno di tempo perché la scorsa estate è stata particolare, con il ritorno in ritardo di alcuni nazionali dal Mondiale e l’infortunio di Pulisic. Mi sembra che, a parte il ko contro il Benfica e il pareggio con il Sassuolo, abbia ottenuto buoni risultati".
Le critiche però sono state tante.
"In Italia è così e comunque Amorim è stato onesto nell’ammettere che il Milan non è quello che lui vorrebbe. Se gli sarà dato il tempo che merita, farà bene".
Neanche l’Atalanta ha brillato.
"Cambiare drasticamente una cultura di calcio radicata da anni e che ha dato risultati enormi non è semplice: c’è bisogno di pazienza e lavoro. Con Gasperini e Palladino l’Atalanta era abituata alla difesa a tre, mentre ora gioca con la linea a quattro e con i principi di Sarri. In più non ci sono gli esterni ideali per il calcio dell’ex tecnico della Lazio che ha modificato qualcosa tatticamente".
Le sarebbe piaciuto giocare con Luka Modric?
"Tantissimo perché è un giocatore pazzesco, un… Pallone d’oro. Credo che questo sia il modo migliore per descriverlo".
Perché Ramos sta faticando?
"I gol che ha segnato con la nazionale e poi a Salisburgo in Europa League magari lo alleggeriranno un po’, ma non bisogna dimenticarsi che la maglia del Milan pesa molto. Anche per chi come lui ha vinto le ultime due Champions. Per me resta un attaccante molto bravo, che però va servito in una certa maniera: tecnicamente è forte, gioca bene con la squadra, ma non attacca la profondità e va portato negli ultimi 25 metri a concludere palleggiando nello stretto".
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"(ride) Dopo di me. Mi hanno detto di questa statistica che mi ha fatto tornare in mente la mia tripletta a Bologna, nel settembre 2012. Cisse è bravo e, anche se viene dalla Serie B, ha avuto un impatto pazzesco. Vedendo la spensieratezza che mostra e come si fa trovare sempre pronto sembra nel Milan da anni. La sua è davvero una bella storia".
Dopo tanti infortuni questa può essere la stagione della definitiva consacrazione di Scamacca?
"Gli infortuni finora hanno pesato molto sulla sua carriera e gli auguro un’annata importante, nella quale avrà continuità di rendimento. L’alternanza con Kristovic può aiutarlo: Krstovic mi piace per intensità e atteggiamento; con lui Scamacca potrà andare in campo al top, dopo aver recuperato".
Il Milan può inserirsi nella lotta scudetto?
"L’Inter è superiore a tutte. Il divario è meno marcato con la Roma, che le darà noia fino alla fine, e con il Como, che ha un’identità molto chiara di gioco. Il Milan e Juventus, invece, mi sembrano leggermente più indietro".
Quali possono essere le ambizioni dell’Atalanta?
"La Conference è un obiettivo realistico perché in Europa la Dea ha le qualità per arrivare fino alla fine. In campionato invece deve dare fastidio a tutte e rientrare nel giro di quelle formazioni che lotteranno per la qualificazione alle prossime coppe europee".
Stasera quali saranno gli uomini decisivi?
"Rabiot e Moreira da una parte, Rowe e De Ketelaere dall’altra".
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