Dalle ferite azzurre al duello Juve-Lazio: Spalletti-Gattuso è una sfida nazionale
La Gazzetta dello Sport

Dalle ferite azzurre al duello Juve-Lazio: Spalletti-Gattuso è una sfida nazionale

Domenica 18 ottobre 2026
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La partita dello Stadium mette di fronte gli ex ct rimasti senza pass Mondiale. La partita di stasera può cambiare il futuro: bonus finiti per i bianconeri, Rino invece sogna il colpo: "Non rimaniamo dentro la capanna"

La partita dello Stadium mette di fronte gli ex ct rimasti senza pass Mondiale. La partita di stasera può cambiare il futuro: bonus finiti per i bianconeri, Rino invece sogna il colpo: "Non rimaniamo dentro la capanna"

dall'inviato  Guglielmo Buccheri 18 ottobre - 10:31 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Cadere e ripartire, ferirsi e rinascere accettando sfide a dir poco ingombranti. Luciano Spalletti e Rino Gattuso, in mezzo la panchina azzurra che prende la forma di un testimone: il 9 giugno di un anno fa si alza Luciano perché il nostro Mondale è già compromesso, il 5 settembre dello stesso anno si siede Rino e il Mondiale sarà per gli altri. Spalletti si alza ed esce di scena nel modo più inusuale: a Reggio Emilia c’è la Moldova e c’è un ct che guida l’Italia da esonerato. Gattuso viene chiamato a corte perché sir Claudio Ranieri non se la sente di tradire la “sua” Roma dove occupa il ruolo di primo consigliere della famiglia Friedkin e viene chiamato al capezzale azzurro sapendo che il naufragio di Oslo (3-0), di fatto, ci condanna ai playoff per l’America che vivremo come uno choc dentro la notte di Zenica, casa Bosnia. 

VIDEO: Spalletti nervoso come in Nazionale: la sua Juve ha un problema simile

responsabilità

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Luciano e Rino cadono, soffrono, ma non si smarriscono. Spalletti la sua sfida Nazionale se l’è persa prima della tappa in Norvegia, debutto nel cammino delle qualificazioni mondiali: Euro 2024 è stato troppo brutto per sembrare vero con il ritorno nel Belpaese già agli ottavi di finale. L’azzurro di Gattuso rimarrà per sempre Berlino 2006 e, proprio per questo, non tornare da ct a sfidare il mondo gli ha tolto un pezzo di cuore. Nel gioco delle responsabilità, non ci può essere chi più leggero dell’altro: Rino ha raccolto un’eredità pesante, Luciano non ha avuto modo di giocarsi fino alla fine le sue carte. E, allora? Si riparte e si ricomincia da due situazioni non banali, anzi, perché l’obiettivo è rimettersi in pista per dimostrare che il calcio, come la vita, sa offrirti l’assist per riaffermare te stesso. Spalletti, firma un contratto in bianco con la Juventus: otto mesi, da ottobre a giugno. Contratto che ad aprile raddoppia: nuovo stretta di mano fino a giugno 2028 con buona pace per il pass Champions che deve ancora arrivare e che non arriverà. Gattuso si lega alla Lazio perché non ha paura di vivere tutte le turbolenze di un ambiente in "rivolta" contro il patron Claudio Lotito: firma per una sola stagione con rinnovo automatico in caso di piazzamento in campionato fino al dodicesimo posto.

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luciano squalificATO

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Luciano sente le “sabbie mobili” di chi gli rema contro. "Io nervoso? La mia è una simpatia selettiva...Ho detto che qui mi gioco la fine della mia carriera? Mi vedrete ancora a lungo, dopo la Juventus ci sarà un’altra squadra e un’altra ancora e poi come scrive il Califfo...(Califano, ndr) non escludo il ritorno", dice Spalletti. Palla a Rino e palla, subito, nell’altra metà campo "Non dobbiamo giocare pensando 'Dio ce la mandi buona': bisogna ragionare diversamente. I giudizi su di me non sono stati onesti, è un dato di fatto, basta vedere i numeri della mia carriera di tecnico - sottolinea Rino -. Ma io non ci posso far nulla, lavoro e vado avanti...Del resto se in 17 anni di carriera da giocatore avessi ascoltato i giudizi degli altri avrei fatto un quarto di quello che ho realizzato". Il testimone azzurro tra Spalletti e Gattuso cade: era ballerino, non è rimasto saldo nelle mani di una Nazionale ferita. "Ho un po’ bisogno qualche volta di essere nervoso, probabilmente - così l’allenatore bianconero questa sera in tribuna per squalifica - fino a questo momento non lo sono stato abbastanza. Essere un po’ sotto tensione mi indirizza di più, mi dà più energia. I calciatori guardano un po’ tutto e guardano anche quelle che sono le mie azioni". Rino predica coraggio perché "non si può rimanere chiusi nel capanno...". La sua Lazio, fino ad ora, dal capanno è uscita spingendosi oltre: a Torino, questa sera, arriva con cinque punti in più.

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