Il drammatico grido di Julian Ocleppo: "La mia salute mentale è fragile, ho pensieri che mi spaventano"
L'allarme sui social del figlio dell'ex azzurro Gianni, ritiratosi dal tennis a 29 anni: "Mi hanno tolto, poco alla volta, una parte di me"
L'allarme sui social del figlio dell'ex azzurro Gianni, ritiratosi dal tennis a 29 anni: "Mi hanno tolto, poco alla volta, una parte di me"
Federica Cocchi Giornalista 18 ottobre (modifica alle 13:30) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Ci sono giorni in cui faccio davvero fatica a trovare un motivo per andare avanti". Il grido di dolore Julian Ocleppo arriva via social, tredici schermate nere pubblicate su Instagram, usando parole dure e senza filtri e mostrando con crudezza l’altra faccia del mondo del tennis. Ocleppo ha 29 anni, è figlio di Gianni, ex numero 30 del mondo e azzurro di Coppa Davis, e anche lui ha inseguito il sogno di diventare un campione, arrivando fino al numero 309 della classifica Atp nel 2020. Poi i guai fisici, le operazioni, le riabilitazioni, i tentativi di ricominciare, fino al ritiro forzato, quasi due anni fa. La partita più difficile, racconta oggi, è iniziata proprio allora: "Mi hanno tolto, poco alla volta, una parte di me. Forse la cosa più dolorosa è stata proprio dover accettare quella fine lentamente, un infortunio dopo l’altro, una speranza dopo l’altra, senza un momento preciso in cui capire che fosse davvero finita".
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—Il tennis è uno sport che celebra i vincitori, racconta le imprese di chi arriva in cima, molto meno la sofferenza di chi resta indietro. Di chi investe l’infanzia e la giovinezza in un obiettivo e, improvvisamente, deve imparare a vivere senza. Anche per questo lo squarcio di Ocleppo è destinato a far discutere: nel suo messaggio quasi disperato Julian non cerca alibi ma racconta quanto sia difficile accettare la parola “fine”: «Mi manca ogni singolo giorno. Mi manca quella vita, mi manca avere un obiettivo, mi manca svegliarmi sapendo per cosa stessi lottando». Per molto tempo ha ripetuto agli altri e a se stesso di aver superato tutto: «Ma la verità è che ho mentito. E continuo a farlo», ha aggiunto sui social.
“NON STO BENE”
—Il suo post è diventato quindi un allarme più generale sull’equilibrio psicologico dei tennisti, soprattutto di quelli che non finiscono sui manifesti dei grandi tornei. Julian racconta, infatti, di aver intrapreso un percorso di psicoterapia, di aver attraversato periodi migliori e successive ricadute: «Negli ultimi anni la mia salute mentale è diventata sempre più fragile. Ho iniziato a combattere battaglie che nessuno vedeva, nascondendomi dietro sorrisi, risposte di circostanza e continui “va tutto bene”, quando dentro di me andava tutto tranne che bene», si legge ancora nel post. Ocleppo parla della perdita di motivazione, delle difficoltà quotidiane, di pensieri che lo spaventano e di una sofferenza che non riesce più a nascondere dietro un sorriso: «Anche le cose più semplici sono diventate pesanti. A volte le battaglie più difficili sono quelle che nessuno vede, di cui nessuno parla. Ci sono giorni in cui i miei pensieri mi spaventano, in cui sento di non riconoscermi più e in cui anche soltanto affrontare un’altra giornata sembra richiedere una forza che non sempre riesco a trovare». Non attribuisce tutto soltanto al tennis, cita anche problemi personali e familiari, ma riconosce quanto l’addio allo sport abbia inciso sul suo equilibrio. Alla fine, chiede scusa alle persone che pensa di aver deluso e ringrazia chi gli è rimasto accanto senza pretendere spiegazioni. Soprattutto, trova finalmente il coraggio di dire quelle tre semplici parole che per anni aveva nascosto, sperando che questa sua uscita possa aiutare qualcun altro: «Non sto bene…». Un grido che non va ignorato, mai, che arrivi da un top player o da chi fin lassù non è riuscito arrivare. L’abisso non guarda il ranking.
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