L'involuzione di Allegri: difende meno bene e non inventa più. Le sue colpe e i gli alibi
La Gazzetta dello Sport

L'involuzione di Allegri: difende meno bene e non inventa più. Le sue colpe e i gli alibi

Domenica 18 ottobre 2026
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Napoli in crisi: il calcio di Max sembra superato. Ai tempi della Juve si inventò l'attacco a 4 stelle con Mandzukic esterno, ora sembra improvvisare. Verò però che i suoi sprecano tanto e che De Laurentiis non gli ha fatto mercato

Cosa succede a Massimiliano Allegri? La crisi del Napoli coinvolge l’allenatore, forse il più divisivo tra i tecnici italiani per il suo modo di vedere il calcio. Allegri è un risultatista nel senso più puro e basilare del termine. “Chi vuole lo spettacolo vada al circo” è una delle frasi che lo raccontano bene. Proprio per questo motivo, e anche per la capacità dimostrata nel corso di tutta la carriera di saper organizzare una squadra equilibrata, sono sorprendenti i negativi risultati degli ultimi mesi. Il Napoli ha perso cinque delle nove partite stagionali, Champions compresa, e se ci soffermiamo solo sulla Serie A nelle ultime quindici gare (otto con il Milan nello scorso campionato e sette con il Napoli in questo) Allegri ha ottenuto cinque vittorie, due pareggi e otto sconfitte con una media punti di 1,13. Un ritmo da salvezza risicata che è costato al Milan la mancata qualificazione alla Champions e che ha già compromesso la stagione del Napoli. Allegri, in passato, è sempre stato uno specchio: se la sua squadra aveva 80 punti nelle gambe, lì avrebbe conquistati. I giocatori di Max non avevano mai sbracato, anzi nelle difficoltà il tecnico era bravo a fare da scudo e a trovare il modo di arrivare in porto almeno con il traguardo minimo in tasca. Al contrario, però, Allegri non è l’allenatore che con il suo lavoro aggiunge un gruzzoletto di punti a quelli che la squadra porta con sé. E il motivo principale riguarda la proposta di gioco, che è legata in prevalenza alla fase difensiva e che non spinge i calciatori ad andare oltre i propri limiti. L’obiettivo di Allegri è fare in modo che l’equilibrio tattico metta i giocatori nelle condizioni di complicare la partita agli avversari e che la sua squadra abbia quella compattezza che permette di affrontare con serenità le difficoltà di ogni gara. Poi davanti qualcosa succederà. Max è meno portato a far crescere le potenzialità di un gruppo attraverso una manovra offensiva che persegua il dominio del gioco. Questione, appunto, di visione. Partendo da qui, proviamo a valutare la situazione attuale: un processo ad Allegri con i capi d’accusa contro il tecnico e gli alibi in suo favore. 

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