Juve, Spalletti sta facendo peggio di Tudor. E all'ottava giornata arrivò l'esonero del croato
I numeri non lasciano spazio ad interpretazioni: i bianconeri con l'ex tecnico avevano un punto in più in classifica dopo 7 partite. All'ottava giornata arrivò un altro ko - proprio contro la Lazio - e il club decise per l'esonero
I numeri non lasciano spazio ad interpretazioni: i bianconeri con l'ex tecnico avevano un punto in più in classifica dopo 7 partite. All'ottava giornata arrivò un altro ko - proprio contro la Lazio - e il club decise per l'esonero
Dal nostro inviato Giovanni Albanese 19 ottobre - 00:50 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUn anno fa la Juve di Tudor era nella stessa situazione. Anzi, era messa un po’ meglio. Spalletti oggi ha 11 punti ed è a -8 dalla testa della classifica. L'anno scorso, sempre dopo sette giornate, i bianconeri erano a quota 12 punti (uno in più) e distanti la metà dei punti di ora (-4) dalla vetta. Un ruolino di marcia che costò al tecnico croato l’esonero all'ottava giornata, all'indomani della sconfitta per 1-0 proprio sul campo della Lazio. L’ex direttore Comolli riteneva, infatti, di avergli messo in mano una squadra competitiva che avrebbe dovuto performare meglio. Dopo una riflessione sugli allenatori liberi, raccolta la disponibilità di Spalletti e sentito anche Palladino, il vecchio management bianconero optò per l’ex ct. Oggi, però, di quella squadra dirigenziale c’è solo il ds Ottolini, l’uomo che era seduto in tribuna al fianco dell’allenatore durante il crollo allo Stadium.
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—Alla Continassa per adesso non c’è aria di sfiducia, ma il caos è evidente passando al setaccio le parole dei protagonisti. Dalla presa di responsabilità di Vicario all’attacco di Bremer che ha portato a un botta e risposta a distanza con Spalletti. Tutto in tv ai microfoni e non tra le mura dello spogliatoio. La fragilità della Juve si è mostrata dentro e fuori dal campo e per questo serve un cambio netto della tendenza attuale. La società per adesso sostiene Spalletti. E per adesso l’allenatore prova a tenere gli alibi a zero (pur avendone, soprattutto per la rosa ridotta a causa degli infortuni di uomini chiave e per gli impegni da sostenere ogni tre giorni) e a rimettere tutto al lavoro del gruppo. Un gruppo che, stando alle parole dei senatori, pare essere un po’ meno gruppo. E questo sì che può complicare un po’ le cose. “Prima di parlare uno deve parlare per sé stesso, perché siamo stati tutti sotto il livello di questa partita”, ha detto Spalletti in conferenza nel post-partita di Juve-Lazio. E sulle parole di Bremer: “Mi fa piacere che il capitano faccia analisi di quello che non va, perché è il presupposto per cambiarle. Ma nessuno può tirarsi fuori da questa analisi”. E ancora: "Fiducia? Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so. Penso di sì, ma devo ripensare a quello che ho fatto”.
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