Napoli, tutti sotto accusa: mercato flop e tornano le nubi su Allegri
De Laurentiis paga le scelte estive: la squadra sconfitta a Venezia sta affondando, bocciati gli ultimi rinforzi e la rosa è vecchia e senza carattere
De Laurentiis paga le scelte estive: la squadra sconfitta a Venezia sta affondando, bocciati gli ultimi rinforzi e la rosa è vecchia e senza carattere
Vincenzo D'Angelo Giornalista 19 ottobre - 07:31 - NAPOLI English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleQuando certi errori del passato tornano prepotentemente d’attualità, il rischio di una ricaduta nell’abisso è sempre dietro l’angolo. La crisi del Napoli, se vogliamo, prende forma prima ancora della stagione. Riavvolgendo il nastro, beh, il primo campanello d’allarme era già scattato nella conferenza di saluto ad Antonio Conte, dopo l’ultima vittoria contro l’Udinese. Lì, il presidente Aurelio De Laurentiis, seduto accanto al tecnico, spiega il perché dell’addio ma poi si lascia trasportare dall’entusiasmo: "Senza tutti questi infortuni, avremmo rivinto lo scudetto...". Conte non gradisce, borbotta un "non è così" e poi fa i complimenti all’Inter. A qualcuno, da subito, torna in mente la famosa frase durante la festa scudetto con Spalletti: "Questa squadra la può allenare chiunque". Il campo, invece, ha detto l’esatto contrario, col Napoli che chiude la stagione seguente al decimo posto, per la prima volta fuori dall’Europa dopo quattordici qualificazioni consecutive. E cambiando tre allenatori. Per la prima volta, il progetto De Laurentiis si prese un anno sabbatico, per poi ritornare velocemente in alto, col secondo scudetto della gestione di Aurelio. Ora, però, la crisi è tornata a bussare alle porte del Napoli. Una crisi di risultati e d’identità, resa ancora più complicata dalla rottura tra le curve e la proprietà.
Le scelte
—Max Allegri non è certo “chiunque”. È un top manager, come dice la sua storia. Ma oggi è un tecnico in grande difficoltà, che ha chiuso malissimo l’avventura al Milan la scorsa estate e che ancora non è riuscito a dare un’identità e una mentalità vincente al suo Napoli. Max si è complicato la vita a Venezia con scelte oggettivamente discutibili: d’accordo, la rosa è questa e va sfruttata al massimo in questa fase di una partita ogni tre giorni. Però dopo il pesante ko di Vila-real, presentarsi con Lucca e Giovane in attacco è stato un azzardo che non ha pagato. Anzi, ha reso la giornata ancora più amara, considerando il secondo tempo disputato dal Napoli dopo l’ingresso dei titolari. Ecco, se l’idea era non sottovalutare il Venezia per non uscire con "le ossa rotte", il messaggio arrivato al gruppo è stato esattamente il contrario. E si è visto.
Tutti colpevoli
—Max è il primo degli imputati, come logica conseguenza del suo ruolo. Se la squadra non gira, il primo colpevole è sempre l’allenatore. Però non è e non può essere l’unico responsabile di questo momento nero. Perché in campo vanno i giocatori. E le prestazioni di questo Napoli sono lontanissime dalle ambizioni sbandierate ad inizio stagione. La squadra è spenta, demotivata, crolla al primo schiaffo e non riesce a reagire. Il gruppo che ha scritto la storia sembra arrivato a fine corsa, e non sembra avere l’orgoglio necessario per poter uscire dalla crisi senza uno scossone. E fin qui non ha mai risposto seriamente agli appelli alla responsabilità del proprio allenatore. Dopo le urla di Firenze, il Napoli è ripartito col Frosinone. Ma è stato un raggio di sole nella bufera: Villarreal e Venezia hanno rimesso a nudo tutti i difetti del gruppo azzurro.
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—E puntuale sul Napoli si è abbattuta anche la legge di Murphy. Avete presente quel “se qualcosa può andare male, lo farà”? Ecco, la variabile infortuni è tornata a tormentare il progetto azzurro e Allegri ha perso sin da subito giocatori fondamentali: da Buongiorno a Anguissa e McTominay, da Neres ad Alisson, tornato a Venezia e di nuovo out chissà per quanto. Conte ha pagato il conto degli infortuni uscendo presto dalla corsa scudetto. Allegri, al momento, fatica ad avvicinarsi al quarto posto Champions, vitale per il futuro del club.
La società
—Ecco, forse è questo il rischio che la società non aveva affatto calcolato e che ora spaventa di più i tifosi. Il Napoli aveva bisogno di una profonda ristrutturazione, di investire per ringiovanire la rosa con giocatori comunque di qualità, che potevano essere attratti dalla prospettiva di giocare la Champions e di lottare per lo scudetto. E invece, zero investimenti, rosa ridimensionata a causa dei tanti soldi spesi per giocatori voluti da Conte che non hanno mai inciso e che anche Max non sta riuscendo a recuperare come da richiesta della società. In tanti continuano a deludere e Allegri è stato lasciato da solo in balia di un destino che sembra già segnato. E anche il ds Manna, che lo ha voluto fortemente, è finito nel mirino della contestazione dei tifosi. Adesso Bodo Glimt e Roma sono già decisive. A Napoli sono già tutti in discussione: senza risultati, ogni scenario può essere possibile.
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