Ora solare e corsa al buio: come restare visibili e sicuri
La Gazzetta dello Sport

Ora solare e corsa al buio: come restare visibili e sicuri

Lunedì 19 ottobre 2026
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Con l’ora solare si corre al buio: luci, abbigliamento riflettente, percorsi e tecnologia per restare visibili e sicuri durante gli allenamenti serali

Con l’ora solare si corre al buio: luci, abbigliamento riflettente, percorsi e tecnologia per restare visibili e sicuri durante gli allenamenti serali

Laerte Salvini 19 ottobre - 09:46 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Domenica 25 ottobre le lancette tornano indietro di un’ora e la corsa dopo il lavoro cambia scenario. Per chi ama allenarsi prima di iniziare la giornata, l’alba avrà una luce diversa. Diverso lo scenario per i runner che concentrano le loro sessioni tra il pomeriggio e la sera, messo alle spalle il lavoro, con il buio che anticipa. A inizio novembre il sole tramonta poco dopo le 17, chi esce dall’ufficio o dalla scuola trova già le luci accese. Per molti runner il problema non è più la pioggia o il freddo, è la luce. Oltre a una scarsa visibilità del tracciato, c’è un rischio primario: le auto, in un contesto in cui si è meno visibili. Bastano pochi accorgimenti, quasi tutti economici, per correre con la stessa serenità di agosto: illuminare il percorso, farsi notare da lontano, scegliere con più criterio dove e come muoversi e restare raggiungibili in caso di imprevisto.

Luci attive: vedere bene e farsi vedere

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Scegliere un percorso ben visibile perchè costeggiato da una serie di lampioni non basta. Illuminano a tratti, lasciano zone d’ombra e non garantiscono che un automobilista ti noti in tempo. Le luci attive, quelle che emettono luce propria, ti rendono visibile anche quando i fari di un’auto non sono puntati su di te. Il primo strumento è la lampada frontale o da petto, che serve a leggere il terreno ed evitare buche, radici e rami. Per i percorsi cittadini bastano 100-150 lumen; se corri in parchi completamente bui, su sentieri o lungo gli argini, meglio salire a 200-400 lumen, con un fascio ben distribuito. Il secondo elemento è la luce rossa posteriore, da fissare dietro la testa, sulla schiena o sulla clip del pantalone: serve a farti notare da chi arriva alle spalle, ed è più efficace in modalità lampeggiante. Infine ci sono i piccoli LED a clip da applicare alle scarpe. Il movimento oscillante dei piedi crea un segnale dinamico, riconoscibile da lontano e diverso da quello di un oggetto fermo ai bordi della strada.

Importanza dell'Abbigliamento riflettente e fluorescente

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Alle luci attive si affiancano i capi che lavorano da soli, senza batterie. Gli inserti catarifrangenti di giacche, gilet e fasce rimandano la luce dei fari verso chi guida, e per questo funzionano solo quando un faro li colpisce: sono un complemento delle luci, non un sostituto. Conviene scegliere capi con più punti riflettenti, anche su braccia e caviglie, perché in movimento ti fanno riconoscere subito come una persona. Poi c’è il colore. Il nero e le tinte scure, tanto amati nell’abbigliamento invernale, trasformano chi corre in un ostacolo invisibile. Meglio puntare su giallo neon, arancione o rosa acceso, che si notano molto di più al crepuscolo e nelle prime ore del mattino. Di notte piena è il materiale riflettente a fare la differenza, quindi la scelta migliore è combinare le due cose: una giacca fluo con inserti catarifrangenti, magari con un gilet sopra se il capo che indossi ne è privo.

Scelta del percorso e comportamento in strada

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Al buio non è il momento di esplorare. Meglio percorrere strade ormai note, da vivere quasi a memoria, preferibilmente asfaltate, prive di dislivelli pericolosi e almeno in parte illuminate. Specie se con poca luce, sapere dove sono i gradini, i tombini e i tratti dissestati toglie una parte dei rischi. Se si deve correre su strade aperte al traffico, dove non c’è un marciapiede o una pista dedicata, è cosa giusta tenere il lato sinistro della carreggiata, di fronte ai veicoli che arrivano: sono visibili e se serve ci si potrà spostare. Agli incroci e agli attraversamenti non dare mai per scontato di essere stato visto: cercare il contatto visivo con il conducente o rallentare finché non si è certi che il conducente ci abbia notato. Conta anche il modo di correre. Con meno luce la percezione della profondità diminuisce, quindi conviene ridurre il ritmo e accorciare leggermente la falcata, soprattutto con foglie bagnate, asfalto irregolare o fondo scivoloso, tipici di questa stagione. L’obiettivo dell’allenamento serale è la costanza, non il record personale.

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Sicurezza personale

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Correre al buio richiede tutti i sensi, udito compreso. Il rumore di un motore, di passi o di una bicicletta che sopraggiunge è un’informazione preziosa, e le cuffie che isolano del tutto dall’ambiente la tolgono. Se non si vuole rinunciare alla musica o ai podcast, si possono usare auricolari a conduzione ossea, che lasciano le orecchie libere, oppure tenere il volume molto basso.  Prima di uscire, poi, è buona norma dire a qualcuno quale percorso si vorrà percorrere. L’ora solare accorcia le giornate ma non la voglia di correre: con le luci giuste, i colori giusti e qualche attenzione in più, restare visibili e sicuri è il modo migliore per non fermarsi.

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