Chivu ribalta l'Inter in Europa: contro lo Shakhtar tocca a Provedel
La Gazzetta dello Sport

Chivu ribalta l'Inter in Europa: contro lo Shakhtar tocca a Provedel

Lunedì 19 ottobre 2026
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Il portiere ex Lazio pronto al debutto in nerazzurro, il tecnico rumeno vuole coinvolgere tutta la rosa e in Champions non si può più sbagliare

Il portiere ex Lazio pronto al debutto in nerazzurro, il tecnico rumeno vuole coinvolgere tutta la rosa e in Champions non si può più sbagliare

Roberto Maida Giornalista 19 ottobre - 11:56 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Si riparte dall’orgoglio. Quando Kolarov, il vice di Chivu, sostiene che "l’Inter non deve dimostrare niente a nessuno se non a se stessa" utilizza un artifizio dialettico che mira a solleticare l’amor proprio della squadra prima di una partita che non si può sbagliare: mercoledì a San Siro arriva lo Shakhtar, che pur essendo impossibilitato a giocare in Ucraina ha cominciato il girone di Champions con 4 punti in 2 partite. L’Inter è ferma a zero dopo il tilt del flipper contro il Bruges e si gioca forse l’ultima chance di inseguire l’accesso diretto agli ottavi: se è vero che servono 16 punti, come insegna la breve storia del nuovo torneo, Chivu deve conquistare d’ora in poi 5 vittorie e un pareggio per raggiungere l’obiettivo. Margine di errore nullo. 

Distonia 

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Ma al di là dei calcoli aritmetici, che giudicheranno comunque il percorso, questo mercoledì è fondamentale per allontanare il complesso europeo, che autoalimentandosi può trasformarsi in un macigno acuminato nei giorni delle notti da dentro/fuori: in Italia l’Inter è talmente solida da aver rimediato quattro volte a una situazione di svantaggio, ribaltando in tre casi la situazione, l’ultima sabato a Bologna; fuori dal cortile domestico invece i peccati di superficialità e di pigrizia sono stati pagati a caro prezzo. È ancora presto per dire che i bicampioni italiani non possano essere competitivi in Champions, tanto più perché i tre rinforzi inglesi ancora sono rimasti praticamente inoperosi. Ma la differenza di rendimento è un serbatoio di fiducia da riempire: Bodo/Glimt e Bruges non sono superiori per organico ed esperienza, eppure nella serie nera delle ultime otto partite internazionali hanno battuto l’Inter con una certa facilità. 

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L’esordio 

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Per superare l’ostacolo rompighiaccio Chivu, che ha dedicato la domenica al recupero della voce sparita, prepara come di consueto molte novità di formazione: la prima in ordine di appello è in porta, dove è molto probabile l’esordio di Ivan Provedel. Il vice giocherà contro lo Shakhtar e anche domenica prossima contro la Fiorentina, come da piano concordato internamente. È il momento buono perché Josep Martinez, disastroso finora in Champions, si è riabilitato in campionato: l’avvicendamento dunque non risponde a criteri meritocratici ma alla necessità di testare il nuovo portiere, che a causa dell’infortunio rimediato con la Lazio non entra in campo dal 4 marzo, quindi oltre sette mesi. 

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Energia 

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Il resto dipende dalla gestione del periodo: Calhanoglu e Diouf, che hanno riposato a lungo a Bologna, torneranno arruolati dal primo minuto. E Carlos Augusto, decisivo al Dall’Ara con gol e assist, contende seriamente il posto a Dimarco: i due potrebbero persino coesistere, se Chivu decidesse di tenere a riposo Bastoni arretrando il brasiliano poliedrico. Il grande dubbio è davanti, considerando scontate l’assenza di Lautaro e la conferma di Thuram. I due attaccanti più giovani, Pio e Bonny, sono concorrenti per l’altro spazio offensivo: la sensazione è che stavolta possa toccare a Bonny, mai titolare finora in questa stagione ma estremamente efficace a partita in corso con 3 reti già all’attivo tra campionato e Champions. Se dovessero essere corrette le indicazioni sui cambi, salirebbero così a 21 i titolari utilizzati nelle prime 10 partite stagionali. «Da noi non esistono titolari e riserve» ha ricordato Barella, promosso capitano per un mese. Non è proprio così ma l’Inter ha bisogno di valorizzare tutto il materiale disponibile per non smarrire brillantezza sul più bello.

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