Tesla Roadster, i dubbi: in Europa si possono usare i razzi?
Elon Musk stupisce con una sportiva elettrica che si aiuta con un sistema jet ad aria compressa: prestazioni record (e capriole in aria) che però dovranno passare una lunga serie di test
Elon Musk stupisce con una sportiva elettrica che si aiuta con un sistema jet ad aria compressa: prestazioni record (e capriole in aria) che però dovranno passare una lunga serie di test
Gianluigi Giannetti 19 ottobre - 11:48 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google VIDEO: La Tesla Roadster vola (per davvero): ecco la nuova auto coi razzi di MuskUnica in poco o nulla, a partire dalla caratteristica più importante: non è neppure la prima Tesla volante. L’evento al Centro prove di SpaceX a Waco in Texas ha letteralmente lanciato la nuova vettura di Elon Musk in una dimensione planetaria di condivisioni social e filmati ironici. L’idea di un mezzo capace di avvicinare i clienti alla vita dei supereroi è nei desideri più profondi del miliardario, nemico per scelta dei costruttori automobilisti che lui ritiene classici. Fin dal suo ingresso in Tesla nel 2004, neppure come socio fondatore, Elon Musk ha avuto come unico obiettivo quello di superarli, scegliendo platealmente metodi ritenuti non convenzionali. Prima l’auto elettrica, poi i razzi. Il 6 febbraio 2018 Musk fece decollare una Tesla Roadster di prima generazione nella stiva del missile Falcon Heavy, ovviamente prodotto dalla sua azienda SpaceX. A bordo, oggi come allora, un manichino chiamato Starman vestito con una tuta spaziale. Mentre vi scriviamo, quella Roadster è in orbita larga attorno al Sole, ad oltre 100 milioni di km dalla terra. La sua erede si è presentata in Texas staccandosi da una rampa spinta da razzi ad aria compressa, comandata a distanza e presumibilmente senza batterie a bordo, come gli elementi a vista nella parte inferiore del telaio hanno fatto intuire. Forse un manichino, ma sul tema non ci sono conferme.
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Tesla Roadster cita fin troppo il lavoro del designer italiani GandiniNuova ma non troppo
—Cominciamo con dire che sarà l’unica Roadster a non esserlo affatto, con una carrozzeria da coupé che porta solo il nome dell’originale del 2009 e del prototipo presentato nel 2017, ma poi mai costruito. Lo stile non è certo statunitense, ma casomai ha parentele strettissime con il lavoro dell’italiano Marcello Gandini scomparso nel 2024, padre di vetture non volanti ma mitiche come Lamborghini Miura e la Countach, o ancora la lancia Stratos. Detto questo la nuova Roadster esiste, il suo debutto sul mercato è stato annunciato per il 2028 e, almeno telaisticamente, sembra avere basi credibili, con le prime informazioni ufficiali che fanno riferimento ad un largo utilizzo di alluminio e fibra di carbonio per gli elementi strutturali e della carrozzeria, con lo scopo di raggiungere un peso minimo di 1.700 kg per la versione meno potente. Tutte le Roadster saranno a trazione posteriore, con due motori elettrici e dunque la funzione di torque vectoring per dosare la spinta su ogni singola ruota in modo attivo, contrastando sovrasterzo e sottosterzo in entrata o uscita di curva.
Tesla Roadster ha 4 ugelli in coda che simulano gli scarichiquali batterie
—Della nuova Tesla Roadster sarà più complesso valutare invece le innovazioni che porta o promette sul piano del powertrain elettrico. L’auto dovrebbe essere equipaggiata con batterie realizzate appositamente, con tensione compresa tra 800 e 1.000 V e capacità non ancora dichiarata. L’autonomia annunciata fino a 515 km non è sulla carta stupefacente, a patto di non presupporre un utilizzo della vettura sempre al massimo delle sue prestazioni. Più promettente invece la potenza massima di ricarica di 500 kW utilizzando un Supercharger V4 Tesla, cioè dal 15% all’85% in 10 minuti. Scenograficamente, la presa di ricarica è celata dall’alettone posteriore mobile. Ogni sosta, un evento.
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Tesla Roadster si presenta in Texas in volo rovesciatoEffetto ventosa
—Poco prima che l’auto si staccasse in volo dalla rampa, del Centro prove di SpaceX a Waco in Texas, molto si sono chiesti come avesse fatto a percorrerla in verticale fino a posizionarsi capovolta, rimanendo immobile. Le esigenze dell’evento hanno forse consigliato di alleggerire il prototipo, forse liberandolo proprio del peso utilizzando una batteria “di fortuna” molto piccola, ma il messaggio per il pubblico era l’arrivo di un sistema di ventole che aspirano l’aria dal fondo della vettura, creando una forma di vuoto la tiene agganciata all’asfalto , un "effetto ventosa", anche se la superficie come in questo caso non è la strada ma il soffitto. Tesla dichiara che il sistema può funzionare anche con auto ferma o a bassa andatura, ottenendo lo stesso risultato che alettoni e spoiler hanno ad alta velocità. Nessuna informazione però sull'impatto sui consumi di energia, e dunque sull’autonomia. Se vogliamo, questa è solo la prima di una serie di informazioni critiche che mancano, o che contrastano con la logica di una vettura destinata ad essere omologata per l’uso su strada.
Gli interni di Tesla Roadstersempre più in alto
—Nel 2019 Tesla aveva preannunciato prestazioni dirompenti per l’erede annunciata di Tesla Roadster, uno 0-100 km/h in 1,9 secondi che fece scalpore, ma non resistettero comunque all’abbandono del progetto. Oggi, la vera e seconda Roadster promette molto di più, perfino troppo. La versione base avrà 800 kW di potenza, ovvero 1.088 Cv con 1.200 Nm di coppia, con accelerazione 0-100 km/h in 1,6 secondi. Più in alto, varianti con oltre 1.000 kW, cioè 1.360 Cv e oltre 1.400 Nm, quel che sereve a raggiungere una velocità massima di 344 km/h. Fin qui, c’è ancora l’idea di vetture formalmente tradizionali, concetto che viene stravolto andando oltre. Come cita il sito Tesla, la versione Thrust “utilizza propulsori a gas freddo nella parte posteriore del veicolo che spingono la Roadster da 0 a 100 km/h in meno di 1 secondo”. La versione Rocket addirittura usa “propulsori a gas freddo disposti lungo il perimetro del veicolo, che favoriscono l'accelerazione in avanti e verso l'alto, nonché i movimenti rotazionali laterali. Quindi sì, può volare”. I dettagli sono sconcertanti, almeno dal punto di vista legale.
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la presa di ricarica è nascosta dall'alettone mobiledimentichiamoci i razzi
—Tesla Roadster Thrust è accreditata di una velocità massima di 531 km/h e di un'accelerazione 0-100 km/h di 0,81 secondi. Il sistema a razzo produce fino a 8,15 tonnellate di spinta supplementare, in questo caso utilizzata solo da 4 ugelli in coda, quindi solo in orizzontale. Molto più complesso ragionare della Roadster Rocket e della sua capacità teorica di volare. Ospita solo un passeggero, ma comunque il bagagliaio è occupato da due serbatoi in fibra di carbonio ad alta resistenza con una capacità complessiva di 600 litri. I primi test sono stati effettuati con azoto, ma l’auto “può fare un pieno” di 250 kg di aria ad altissima pressione attraverso un compressore di bordo, in meno di 30 minuti. Qui il numero degli ugelli sale a 10, consente di generare spinta in tutte le direzioni, funzionando esattamente come i sistemi che fanno ruotare una capsula nello spazio. Il collegamento tra Tesla e Space X, entrambe targate Elon Musk è tecnico e reale. Quello con la realtà, forse meno.
Tesla Roadster Rocket ha 10 ugelli per muoversi in tutte le direzioniÈ legale?
—Quanto alla Roadster Thrust, quella che non vola, per ottenere una omologazione in Europa dovrebbe poter dimostrare la resistenza alla pressione dei serbatoi, il loro fissaggio duraturo alla struttura e soprattutto il loro comportamento in caso d'urto in conformità alle normative EuroNcap. Quanto ai razzi, benché non utilizzino combustibile in senso tecnico, devono garantirsi dal rischio di attivazione involontaria, mentre per l’auto vanno certificati gli effetti della spinta supplementare sulla stabilità del veicolo, sulla tenuta del telaio e sulla capacità teorica di gestire frenata e sterzata anche in piena accelerazione. Per la Roadster Rocket volante il tema di un’utilizzo su strada non si pone neppure, almeno in Europa, a nessun titolo e anche senza l’accensione di razzi. Non rientra neppure nella disciplina relativa alle auto volanti con movimento ad elica che si stanno diffondendo in Usa ed Europa. È una monoposto, accessibile addirittura su invito, cioè infinitamente nemo delle altre Roadster per cui oggi si può versare un acconto di 50 mila dollari, ma non se ne conosce il prezzo finale di listino. Per sapere dove sia l’unica Tesla che vola davvero, basta chiedere al manichino Starman e al sito che ne monitora la posizione. Quella Roadster ua compiuto ormai quasi sei orbite intorno al Sole, e anche lei vola per caso, o per errore. Elon Musk, in effetti, voleva farla schiantare su Marte.
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