Voleva "svegliare" la Juve, ma ha creato il tutti contro tutti: Spalletti e una settimana nervosa
La Gazzetta dello Sport

Voleva "svegliare" la Juve, ma ha creato il tutti contro tutti: Spalletti e una settimana nervosa

Lunedì 19 ottobre 2026
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Con il faccia a faccia con Pisacane a Cagliari l'allenatore bianconero ha provato a mandare un messaggio al gruppo, ma ne ha ottenuto l'effetto contrario. E nell'aria ci sono sinistre similitudini sul modo in cui finì la sua avventura da ct...

Con il faccia a faccia con Pisacane a Cagliari l'allenatore bianconero ha provato a mandare un messaggio al gruppo, ma ne ha ottenuto l'effetto contrario. E nell'aria ci sono sinistre similitudini sul modo in cui finì la sua avventura da ct...

Fabio Russo Giornalista 19 ottobre - 13:45 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dal faccia a faccia (vero) con Fabio Pisacane a Cagliari a quello (metaforico) con Bremer dopo il tracollo allo Stadium contro la Lazio sono passati appena 7 giorni. In mezzo, la tirata d'orecchie per Conceiçao per il suo (eufemistico) scarso gradimento al cambio ricevuto a Vigo. In queste nervosissime 168 ore della Juve e di Spalletti è concentrato tutto il momento difficilissimo del tecnico bianconero, alle prese con una squadra dall'elettroencefalogramma piatto, che lo fa "preoccupare" e, che, per sua stessa ammissione, non sa se lo segua più. Una settimana nella quale l'ex ct ha mostrato tutte le sue fragilità nella gestione dei momenti difficili, ma in cui, probabilmente, ha pure provato a dare una botta d'adrenalina alla squadra, arrivando ad utilizzare anche l'ormai abusata tattica psicologica del "fortino" da costruire contro il mondo esterno. Finendo, però, con l'ottenerne l'effetto contrario. Un tutti contro tutti.

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il nervosismo di spalletti nato a cagliari

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È il fischio finale di Cagliari-Juventus, i bianconeri hanno pareggiato all'81' una partita che aveva messo in mostra i soliti difetti di pericolosità offensiva e concretizzazione, quando Spalletti scatta verso il tecnico avversario. Ne nasce un acceso confronto in cui lo juventino rimprovera a Pisacane le troppe perdite di tempo dei suoi: un lamento che affonda le radici nella partita di ritorno dello scorso febbraio, quando i bianconeri erano caduti alla Unipol Domus e i sardi avevano approfittato di ogni pausa per spezzare il ritmo del gioco. Adesso, però, con le nuove regole è più difficile e, paradossalmente, qualche giorno più tardi si scoprirà che Cagliari-Juve è stata la partita della 6ª giornata che ha avuto il tempo effettivo più alto dell'intero turno di campionato: 65 minuti e 53 secondi. Ma lo scatto di Spalletti verso Pisacane, forse, ha anche un risvolto psicologico diverso: quello di trasferire un po' di grinta a una squadra che sembra sempre piatta e che si era fatta intimorire dall'atteggiamento provocatorio di Yerri Mina. Lo ammetterà alla vigilia della partita contro la Lazio. "Mi sembra un'analisi corretta, ho un po' bisogno qualche volta di essere un po' nervoso, probabilmente fino a questo momento non lo sono stato abbastanza - la conferma del tecnico di Certaldo alla vigilia della partita contro la Lazio -. Essere un po' sotto tensione mi indirizza di più, mi dà più energia. I calciatori guardano un po' tutto e guardano anche quelle che sono le mie azioni".

spalletti e i botta e risposta con conceicao e bremer

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Il problema, forse, è che i giocatori lo prendono troppo da esempio e l'effetto che ottiene è l'esatto contrario del voluto: così, al momento della sostituzione a Vigo, Conceiçao si sfoga contro la panchina, forse discute con un membro dello staff (seppur poi smentisca), ma Spalletti non attende che il portoghese si presenti davanti alle telecamere per chiarire e va giù duro: "Gli conviene essere arrabbiato con se stesso", lo gela. Dopo la partita contro la Lazio, altro giro, altra stoccata. Bremer accusa qualche compagno di nascondersi di fronte alle difficoltà? L'allenatore gli ricorda subito che "non è escluso da quella che è la prestazione di stasera, per cui prima di parlare della squadra bisogna parlare di noi stessi". Eppure, proprio alla vigilia aveva negato che il suo cambio repentino d'atteggiamento avesse contagiato in negativo il gruppo. "Perché se reagisco devo trasmettere nervosismo alla squadra - si era piccatamente domandato -? Chi dice che creo nervosismo sono quelli contro". Rieccola, la psicologia del fortino: individuare il problema nell'"altro" che è fuori dal gruppo, con l'obiettivo di compattarlo contro un comune nemico. 

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Spalletti durante la partita di Oslo persa 3-0 contro la Norvegia con la Nazionale.

juve, spalletti e quel precedente in nazionale

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Missione fallita, però, almeno a giudicare dalla prestazione messa in campo dalla Juve contro la Lazio e dall'agitato post-partita. "Sono preoccupato", ammette ora Spalletti, che vede una sola via per provare a dare la svolta. "Il mio modo di parlare con la squadra è sempre stato lo stesso, improntato alla condivisione, ad avere un buon rapporto e ho sempre fatto così, ma ora qualcosa bisogna andare a modificare", è la ricetta dell'ex ct della Nazionale. Già, l'Italia. "Da qui in avanti c'è bisogno che cambi anche qualcosa io, perché proteggo e dico ma poi ci vuole anche il giusto atteggiamento", disse dopo il fragoroso 0-3 di Oslo che gli costò la panchina azzurra. Da Norvegia-Italia 3-0 a Juve-Lazio 0-3 sono trascorsi 499 giorni. Ma si respira aria di sinistre similitudini...

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