Vicario resta solo a prendersi i fischi: è l'immagine di una Juve senza leader
Il portiere in prestito dal Tottenham, oltre a essere il primo a metterci la faccia davanti ai microfoni dopo i ko stagionali con Sassuolo e Lazio, ieri è stato l'unico a invitare i compagni a prendersi le proprie responsabilità in campo, davanti ai tifosi. Ma è rimasto presto solo...
Il portiere in prestito dal Tottenham, oltre a essere il primo a metterci la faccia davanti ai microfoni dopo i ko stagionali con Sassuolo e Lazio, ieri è stato l'unico a invitare i compagni a prendersi le proprie responsabilità in campo, davanti ai tifosi. Ma è rimasto presto solo...
19 ottobre - 14:40 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl gol subito da Dele-Bashiru che non trova opposizione per 40 metri di campo? Kalulu che, sotto 3-0 in casa contro la Lazio, si mette a fare un colpo di tacco al limite della propria area di rigore per servire McKennie? No. L'immagine simbolo del difficilissimo momento della Juventus e pure di una serie di stagioni che si susseguono commettendo sempre gli stessi errori e peggiorando sempre di più in classifica, è un'altra. E avviene dopo il fischio finale dell'arbitro Massa. Con Guglielmo Vicario, sconsolato, rimasto solo sotto la curva a prendersi i fischi dei tifosi.
VIDEO: "Chiedete scusa a Gattuso" e i tifosi invocano l'addio di Spalletti: le reazioni social a Juve-Laziovicario e l'immagine sotto la curva della juve
—Il direttore di gara di Imperia ha appena indicato la via degli spogliatoi e, in mezzo alla festa laziale, si notano una serie di dettagli: Pinsoglio che rialza dal prato un delusissimo Kolo Muani, Koopmeiners che saluta il compagno di nazionale Taylor, Kalulu che guarda in alto in segno di rassegnazione, Bremer ha lo sguardo perso nel vuoto. Vicario, guida i compagni sotto la Curva Sud, il settore più caldo del tifo bianconero (ieri privo dei principali gruppi, in sciopero dopo i Daspo ricevuti per gli scontri pre-derby dello scorso anno) con l'obiettivo di non sottrarsi ai fischi e prendersi le proprie responsabilità. Poi, il gruppo inizia a sparpagliarsi e qualcuno, McKennie in testa, se ne va in direzione degli spogliatoi. È ancora il portiere juventino, però, a richiamarlo a gran voce: "Wes, Wes", urla, indicando l'altra curva. Per il numero uno bianconero c'è da farsi carico anche dei fischi dell'altra curva. Così, è ancora lui alla testa del gruppo, con al fianco Pinsoglio, che si dirige in direzione del settore opposto. Sembra non darsi pace Vicario, che ha un'espressione visibilmente arrabbiata e si mette ripetutamente le mani nei capelli. Stavolta, però, la pazienza dei compagni dura poco: passano 5 secondi e già Cambiaso e Nico Gonzalez si voltano in direzione dell'uscita, seguiti rapidamente da Rugani e Bremer. Così, l'ex portiere del Tottenham resta lì da solo, per una decina di secondi buona, mani sui fianchi e occhi sconsolati.
la juve e la mancanza di leadership
—È questa, più di ogni altra, l'immagine della crisi attuale della Juventus. Una squadra dove è sempre Vicario, che ufficialmente non è nemmeno un calciatore di proprietà del club, essendo in prestito con diritto di riscatto, il primo calciatore a metterci la faccia davanti ai microfoni, e a richiamare il gruppo a mettere in mostra "quello che richiede la storia di questo club e di questa maglia". D'altronde, che la carenza di leadership, dall'addio di Danilo in avanti, sia una delle cause dello sprofondo bianconero degli ultimi anni, è un dato di fatto. I calciatori con più anzianità in rosa (esclusi Pinsoglio e Rugani) sono Locatelli, Bremer e McKennie, che non sono andati oltre la vittoria della Coppa Italia nel 2024. E l'americano, tra l'altro, fatica ancora a esprimersi in italiano. La rivoluzione estiva ha portato 10 volti nuovi alla Continassa, mentre gli altri "azzurri" di peso in rosa oltre al portiere (Locatelli, Cambiaso e Gatti) sono stati fatti fuori o dagli infortuni o dalle scelte di Spalletti. Così, non resta che Vicario. Che, almeno, prova a metterci la faccia e la delusione di chi, da bambino, dormiva in cameretta con la maglia di Gigi Buffon...
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