Zoeggeler e la pista delle polemiche: "Con questi due ori la politica non potrà chiuderla"
La Gazzetta dello Sport

Zoeggeler e la pista delle polemiche: "Con questi due ori la politica non potrà chiuderla"

Giovedì 12 febbraio 2026
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La leggenda dello slittino, ora direttore tecnico della squadra azzurra: "Non è un tracciato difficile, ma la guida è determinante soprattutto all'inizio"

La leggenda dello slittino, ora direttore tecnico della squadra azzurra: "Non è un tracciato difficile, ma la guida è determinante soprattutto all'inizio"

Dalla nostra inviata  Elisabetta Esposito 12 febbraio - 09:47 - CORTINA (BELLUNO)

Per questa pista ha lottato con tutte le sue forze. Ci ha creduto sempre, anche quando tutto sembrava portare alla resa. Ha fatto di tutto perché le gare non fossero spostate all’estero. È sempre stato convinto che la tanto discussa "pista di bob" fosse centrale nei progetti di crescita di un movimento a cui lui ha dedicato tanto se non tutto. Anche per questo ieri sera Armin Zoeggeler, direttore tecnico della squadra azzurra di slittino e leggenda da sei medaglie olimpiche di cui due ori in sei edizioni diverse, aveva gli occhi che brillavano e un sorriso di rara generosità. "È una giornata incredibile, non avremmo mai pensato a una cosa del genere, due ori in casa in poco più di un’ora era impossibile da immaginare. Sono veramente felice per i ragazzi e le ragazze. Andrea e Marion hanno fatto una gara incredibile, puntavamo al podio, il primo posto è qualcosa di stupendo. Anche per Emanuel e Simon, così come per l’altro nostro doppio (Fabian Malleier e Ivan Nagler, ndr), l’obiettivo era il podio, invece hanno preso la medaglia più bella che ci sia". 

Armin Zoeggeler ex slittinista È nato a Merano il 4 gennaio 1974. Ha vinto due ori, un argento e tre bronzi ai Giochi, 6 titoli mondiali, 4 europei e 10 Coppe del Mondo

Le ragazze hanno dominato. 

"Sono state perfette, hanno vinto senza approfittare di alcun errore delle rivali. Bravissime". 

I ragazzi hanno fatto un grande recupero. 

"Sì, è stata una bellissima discesa. Certo, c’è stata anche un po’ di fortuna perché gli americani hanno fatto un piccolo errore, ma così è lo sport e questo pretende che si vada bene due volte...". 

Da tecnico quanta soddisfazione c’è? 

"È la conferma di tutto il lavoro fatto negli ultimi due anni, gli allenamenti duri e sempre all’estero, lontano dalla famiglia. È stato faticoso e non era facile tenere il passo dei nostri avversari. Adesso anche noi abbiamo una pista in casa e vuol dire davvero tanto, soprattutto per i giovani e per lo sviluppo delle nostre tre discipline, slittino, skeleton e bob". 

Non ha paura che possa succedere quello che è accaduto con la pista di Cesana, dismessa circa un anno dopo i Giochi di Torino 2006? 

"Non succederà, perché con due medaglie d’oro la politica è obbligata a tenerla aperta". 

Lei ha lottato per ottenerla. 

"Sì, creare questa pista è stata una battaglia, abbiamo spinto tantissimo, anche perché l’opportunità di gareggiare in casa era di grande motivazione per gli atleti".

I risultati si sono visti, a dispetto di chi temeva le pressioni.

"Le sensazioni che si provano sono davvero particolari, io lo so perché le ho potute provare a Torino, ma i miei atleti non avevano ancora avuto questa opportunità finora. Nonostante pressioni e aspettative, che erano altissime, hanno fatto veramente un ottimo lavoro". 

Oggi c’è la staffetta. 

"E ci arriviamo con una bella squadretta... Se i due doppi sono questi? Non è ancora deciso in modo definitivo". 

Un commento sulla pista dal punto di vista tecnico? 

"Non è così difficile, ma la guida può essere determinante. Il primo passaggio va fatto molto pulito per guadagnare velocità e la cosa vale un po’ per tutto il percorso. Qui ci siamo allenati tantissimo, dalla mattina presto alla sera tardi, abbiamo anche saltato una Coppa del Mondo per lavorare su questa pista. È stata la scelta giusta". 

Io ho fatto l’atleta fino a 40 anni, dopo è arrivata la vera vita. Ora devo gestire una squadra, non sono tanto abituato, anch’io ho il mio egoismo

Armin Zoeggeler

Lei l’ha provata? 

"Non ancora...". 

Più bello vincere da atleta o da tecnico? 

"Sono due cose diverse. Io ho fatto l’atleta fino a 40 anni, dopo è arrivata la vera vita (ride, ndr). È un’altra cosa, ora devo gestire una squadra, non sono tanto abituato, anch’io ho il mio egoismo... Ma sto imparando a lavorare con uno squadrone". 

Ogni volta che vinceva si regalava un cavallo per il suo allevamento di avelignesi. Adesso? 

"A dire il vero quando tornerò a casa troverò un puledro, grazie a una fattrice". 

Di certo due ori e un bronzo sono un bel segnale. 

"Saranno di grande stimolo, così come questa pista che utilizzeremo per realizzare qualcosa per i giovani, come un club, portando avanti pure progetti con le scuole per provare quest’esperienza". 

Il record di 20 medaglie azzurre di Lillehammer è sempre più vicino. Ce la faremo? 

"Certo".

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