Coscione da record: a 46 anni è tornato in Superlega. "Sono 'esperto', non anziano"
La Gazzetta dello Sport

Coscione da record: a 46 anni è tornato in Superlega. "Sono 'esperto', non anziano"

Martedì 20 ottobre 2026
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Il palleggiatore dell'Acqua Sant'Anna è diventato il più 'anziano' a giocare una partita della massima serie maschile. "E adesso riportiamo Cuneo in alto"

Il palleggiatore dell'Acqua Sant'Anna è diventato il più 'anziano' a giocare una partita della massima serie maschile. "E adesso riportiamo Cuneo in alto"

Cecilia Carabelli 20 ottobre (modifica alle 14:59) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Manuel Coscione (© Danilo Ninotto)

Quarantasei anni e non sentirli. Domenica sera Manuel Coscione, palleggiatore dell'Acqua Sant'Anna Cuneo Volley, è entrato nella storia di questo sport, diventando il giocatore più anziano o, come preferisce definirsi lui, più "esperto", mai utilizzato nella massima serie. Il regista del club piemontese ha esordito nella stagione 1995/96 proprio nelle giovanili dell'Alpitour Cuneo, per poi tornarci nel 2000/2001 e debuttare in Serie A1, quando la Superlega ancora non esisteva. Oggi, in un ruolo del tutto inedito, Coscione ha vissuto un'emozione grandissima davanti al pubblico della sua città natale. Tra ricordi riaffiorati e il calore di un palazzetto gremito, l'esperto palleggiatore è tornato sul parquet della Superlega, affrontando la squadra campione del Mondo, d'Europa e d'Italia in carica. Il risultato finale ha sorriso alla formazione ospite, ma il ritorno è stato speciale e ha reso indimenticabile una serata già storica.

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Partiamo da domenica, dalla partita tra l'Acqua Sant'Anna Cuneo e la Sir Susa Scai Perugia. Lei non solo è tornato in Superlega dopo anni passati in A2, ma è anche il giocatore più anziano mai sceso in campo nella massima serie di volley. Come si è sentito?

"Preferisco definirmi esperto, anche se so che 'anziano' è il termine che meglio fotografa il mio percorso (sorride, ndr). Tornando a noi però, è stata un'emozione grandissima e sono riaffiorati tantissimi ricordi. Il tutto, poi, ha assunto un sapore ancora più speciale per me: sono, infatti, orgoglioso di averlo fatto dove tutto è cominciato, davanti al pubblico ritrovato di Cuneo. Il palazzetto era pieno e, grazie a tutte le persone sugli spalti, siamo riusciti a dar filo da torcere alla squadra campione del Mondo, d'Europa e d'Italia in carica. È stato davvero bellissimo". 

L'altro palleggiatore della squadra, Bryan Argilagos, ha 27 anni in meno di lei. Cosa significa giocare con ragazzi di cui potrebbe essere il padre  anagraficamente parlando? 

"La figlia di mia moglie è 2007 come Bryan... I ragazzi in squadra, però, non li tratto come possibili figli, ma come compagni che vanno aiutati. Mister Matteo Battocchio mi ha dato molto spazio per questo. Ora che non sono più titolare, infatti, il mio ruolo è quello di 'consigliere' del gruppo. Durante le partite e gli allenamenti, mi piace poter dare una mano. Questa mia nuova veste mi entusiasma e i ragazzi giovani hanno molta voglia di imparare e mettersi in gioco".

Durante la partita si è visto il primo allenatore Battocchio confrontarsi molto con lei. Questo dipende dal suo nuovo ruolo? 

"Io e il mister lavoriamo come una squadra. Io, come giocatore, posso, infatti, avere un punto di vista e una visuale diversi e questo ci da la possibilità di instaurare un confronto positivo. Durante le partite abbiamo poco tempo, ma io, mister Battocchio e il suo primo assistente Mauro Rizzo troviamo sempre un momento per consultarci e consigliarci. Insieme stiamo costruendo un sistema che funziona e che si rivelerà sempre più utile". 

Manuel Coscione (© Margherita Leone)

E la preparazione fisica, invece, com'è cambiata?

"Non è semplice perché il ritmo è molto più alto rispetto all'A2. Sia in partita che in allenamento, l'intensità del gioco è maggiore e la parte fisica è molto impegnativa. Al momento, sono un giocatore che va gestito e questo il mister lo sa".

Nonostante la fatica, dove trova la motivazione per continuare a scendere in campo? 

"Sono molto competitivo e vedere gli altri giocatori mi stimola. È vero, le squadre sono molto più fisiche e la pallavolo è cambiata rispetto a quando esordii, ma il confronto con compagni e avversari mi spinge a mettermi in gioco. Tutto questo, però, non sarebbe possibile senza la mia famiglia: mio figlio, mia moglie Eleonora e sua figlia. Eleonora è il mio pilastro, è lei che si prende cura di tutti ed è grazie al suo prezioso aiuto che posso continuare a giocare a questi livelli". 

Dopo così tanti anni in campo e altrettanti cambiamenti, qual è l'aspetto in cui si sente più forte? 

"Il mio punto di forza è sicuramente l'aspetto mentale. Dopo così tanti anni, ho un bagaglio molto più ampio rispetto a prima e ho imparato a gestire diverse situazioni. A questi livelli, infatti, c'è tanto stress e devi riuscire a tenere i nervi saldi". 

Ritornando a domenica, l'Acqua Sant'Anna Cuneo ha tenuto testa alla Sir Susa Scai Perugia, riuscendo a portare a casa anche un punto. Quali sono le aspirazioni della squadra per questa stagione?

"È un gruppo che ha molto potenziale. Desideriamo crescere ed essere presenti in campionato e l'aver recuperato la partita dopo un set perso arrivando solo a 7 punti ne è la dimostrazione. La squadra è composta da molti elementi giovani, ma tutti hanno voglia di imparare e mettersi in gioco. L'obiettivo al momento? Sicuramente la salvezza, ma sono sicuro che continuando così riusciremo a fare qualcosa di più. Siamo sulla strada giusta, sono fiducioso". 

Acqua Sant'Anna Cuneo Volley (© Margherita Leone)

E lei ha un obiettivo personale?

"Il mio ruolo è stato chiarito fin da subito: aiutare Argilagos a crescere. In questo senso, il mio obiettivo è seguire Bryan al meglio delle mie possibilità. Se a fine stagione dicesse: 'Ho fatto bene, perché Coscio mi ha dato una mano', significherebbe aver portato a termine il mio compito. Come sempre, anche questo 26/27, farò tutto per il bene della squadra". 

Guardando, invece, al futuro. Finita la carriera si immagina in panchina ad allenare?

"Sì, assolutamente. Ho preso il patentino di terzo grado da tecnico. Per il momento è in stand by, ma il mio obiettivo futuro è allenare e mi auguro succederà molto presto..."

E per questa stagione, invece, cosa si augura?

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"Spero che il Cuneo Volley riesca a tornare tra le grandi di questo sport. Quando la prima squadra del club cominciava a disputare le prime finali scudetto, ero sugli spalti e spero che mattoncino dopo mattoncino riusciremo a costruire un futuro brillante. Auguro veramente il meglio alla squadra, alla società, ai tifosi e alla città". 

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