Spalletti, confronto con la squadra: cosa si sono detti e il piano per far ripartire la Juve
La Gazzetta dello Sport

Spalletti, confronto con la squadra: cosa si sono detti e il piano per far ripartire la Juve

Martedì 20 ottobre 2026
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Ieri il confronto tra il tecnico e i giocatori. Si va verso un cambia in difesa, con Bremer di nuovo centrale dei tre. Ma l'allenatore vuole risposte sull'atteggiamento

Ieri il confronto tra il tecnico e i giocatori. Si va verso un cambia in difesa, con Bremer di nuovo centrale dei tre. Ma l'allenatore vuole risposte sull'atteggiamento

Giovanni Albanese Giornalista 20 ottobre - 14:28 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Via io, via voi, via tutti". La manovra di Spalletti per rianimare la Juve comincia da subito, con un piano a breve termine che punta a fare il primo bilancio nella prossima sosta. Da qui a quel momento la squadra dovrà giocare sei partite, due delle quali in Europa League: non c’è più spazio per un altro passo falso, d’ora in poi ogni tappa ha un valore ai fini della fiducia del club. Dopo il crollo con la Lazio, Spalletti è in bilico e lo sa. La settimana è cominciata dopo una notte di riflessione, poi alcuni confronti e una richiesta diretta a chi – nel post partita di domenica sera – ha rischiato di far sgretolare un castello che è ancora in un cantiere aperto ma non è fatto di sabbia. Tradotto: l’allenatore vuole mettersi in discussione, ma non vuole togliere le certezze che il gruppo ha acquisito da inizio stagione. Spalletti ha parlato con tutta la squadra alla ripresa degli allenamenti. Una riunione improntata sul dialogo, strumento che resterà il principale nei prossimi giorni, con altri confronti individuali che puntano a riappianare tutto: convinzioni, esigenze, disponibilità. 

RICHIESTA

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 Spalletti ha palesato di volersi mettere al servizio della Juve. Magari non una Juve tutta sua nel vestito, ma nella condivisione dell’obiettivo assolutamente sì. L’idea di una squadra che possa ruotare attorno a un centravanti fisico, capace di risolvere qualche partita "sporca", è per esempio impercorribile. E anche sulla qualità del gioco per adesso bisogna fare di necessità virtù. Il confronto tra allenatore e squadra non si è fermato nella richiesta a Bremer di chiarire le dichiarazioni rilasciate nel concitato post di Juve-Lazio: il brasiliano si è scusato, ha spiegato di essersi espresso male e di avere avuto solo l’intenzione di dare una scrollata al gruppo; il tentativo è stato sbagliato, gli costerà una multa. Proprio dal capitano, però, riparte una rivisitazione tattica che può rimettere in gioco tanti, anche gli scontenti che giocano meno. D’ora in avanti si torna a tre dietro, il modo in cui Bremer si esprime meglio e possono esserci più occasioni in campo per Gatti e Kelly, non proprio felici del loro ultimo ruolo da riserve. La coperta è abbastanza corta, anche se Spalletti non ne ha mai fatto riferimento: solo in difesa può fare rotazioni sensate. 

SOLUZIONI

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La ricerca dell’equilibrio passa dall’emergenza a centrocampo (out Locatelli e Thuram fino al 2027) e ora anche in attacco (Conceiçao e Yildiz fino alla sosta, Ekhator prima). Il doppio centravanti è una soluzione da contestualizzare, considerato che la rosa è piena di attaccanti esterni e ha appena tre terzini: Kalulu può fare anche il terzo centrale, Celik è spendibile in entrambe le corsie, Cambiaso fin qui è stato a mezzo servizio. L’idea iniziale di 4-2-3-1 viene indebolita dall’assenza di un 9 capace di fare reparto da solo, tanto quanto dalle caratteristiche di chi è rimasto a disposizione: per esempio, Douglas Luiz farebbe meglio in un centrocampo a tre e Bremer, appunto, è decisamente più a suo agio da centrale dei tre e non a quattro. McKennie, unico per la sua generosità, sarebbe da sdoppiare: Spalletti deve fare una scelta su dove metterlo. In questo momento d’emergenza, il tecnico lo immagina tra le linee, a supporto di due attaccanti: quindi, meno esterni e più sostanza al centro. Una soluzione che pone Woltemade e Nico Gonzalez sullo stesso piano, così da consentire a Kolo Muani di esprimersi con meno fatica. 

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VIDEO: Spalletti nervoso come in Nazionale: la sua Juve ha un problema simile

DIALOGO

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 Se il nuovo vestito potrà essere definitivo o meno si capirà meglio nelle prossime partite. La rosa è stata costruita con una batteria di attaccanti esterni per fare qualcosa di diverso, ma sul breve periodo si penserà a fare ciò che potrebbe essere più funzionale. La disposizione in campo conta, i segnali di ripresa però devono arrivare principalmente dall’atteggiamento. Spalletti ha chiesto una mentalità differente da quella che ha mostrato la squadra contro la Lazio e, almeno in riunione, ha ottenuto la disponibilità di tutti a esprimersi meglio. Luciano passa come filosofo all’esterno, ma è un allenatore fortemente empatico ed efficace nel trasmettere il suo credo, anche grazie a uno staff di collaboratori fidati che lo supportano. Alla fine dei discorsi, delle parole, sicuramente importanti per evitare di trascinarsi delle zavorre di silenzio, c’è il lavoro. Ecco, Spalletti ha riferito al gruppo di avere piena fiducia perché da inizio stagione tutti hanno sempre lavorato con serietà e massimo impegno. C’è da superare una fase delicata, complessa. E da unirsi, non sgretolarsi. L’allenatore ha tentato così di rinsaldare le fila, rafforzando il gruppo e mostrando di non sentirsi un uomo solo al comando. Il campo spiegherà se è davvero così.

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