Longevità: un frutto di mare contro l'invecchiamento del cervello
Dai fondali marini arriva una possibile nuova strada contro l'invecchiamento cerebrale: una sostanza che agisce sulle connessioni tra neuroni
Dai fondali marini arriva una possibile nuova strada contro l'invecchiamento cerebrale: una sostanza che agisce sulle connessioni tra neuroni
Eugenio Spagnuolo 20 ottobre - 15:47 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA guardarlo non ispira particolari fantasie gastronomiche. L'ascidia, o sea squirt, è un piccolo animale marino dalla consistenza gelatinosa, consumato soprattutto in Corea e Giappone, dove può arrivare in tavola persino crudo. Eppure, dentro quella creatura dall'aspetto poco invitante si trovano in abbondanza i plasmalogeni, particolari lipidi presenti anche nel nostro organismo che potrebbero avere un ruolo utile nell'invecchiamento cerebrale. Uno studio pubblicato su Frontiers in Molecular Biosciences ha infatti osservato che somministrandoli a topi anziani ne migliorava le capacità cognitive e modificava alcuni dei processi biologici associati all'età. Con un effetto collaterale quantomeno curioso: alle cavie ricresceva anche un pelo più scuro e lucido.
fosfolipidi
—I plasmalogeni sono fosfolipidi presenti nelle membrane cellulari e nell'uomo sono particolarmente abbondanti nel cervello. Con l'età la loro quantità tende a diminuire; livelli ridotti sono stati osservati anche in alcune malattie neurodegenerative, fra cui Alzheimer e Parkinson. I ricercatori della Shanghai Jiao Tong University, della Xi'an Jiaotong-Liverpool University e di altri centri, compresa Stanford, hanno quindi somministrato per due mesi plasmalogeni derivati dalle ascidie a topi femmina di 16 mesi, un'età già avanzata per questi animali. Per capire se qualcosa fosse cambiato non si sono limitati a osservare il colore del pelo. In un test utilizzato per studiare memoria e apprendimento, gli animali trattati imparavano a raggiungere una piattaforma nascosta nell'acqua più velocemente dei coetanei anziani che non avevano ricevuto i plasmalogeni, arrivando a comportarsi in modo più simile ai topi giovani. L'analisi del cervello ha mostrato poi una minore perdita di sinapsi nell'ippocampo e una maggiore formazione di nuove connessioni neuronali.Anche l'attivazione della microglia, le cellule immunitarie del sistema nervoso, risultava ridotta, insieme alla neuroinfiammazione associata all'invecchiamento. "Questo suggerisce che i plasmalogeni potrebbero non soltanto arrestare il declino cognitivo, ma anche invertire i deficit cognitivi nel cervello che invecchia", spiega Lei Fu, autore dello studio. "Inoltre, ai topi anziani alimentati con plasmalogeni cresce un nuovo pelo nero, più folto e lucido rispetto a quello dei topi anziani che non hanno ricevuto l'integratore" .
AscidieNon è tutto. I ricercatori hanno scoperto anche che i plasmogeni aumentano significativamente il numero delle molecole che favoriscono la crescita e lo sviluppo dei neuroni e delle sinapsi nel cervello delle cavie. "Ciò suggerisce che i possano promuovere la neuroregenerazione. Esiste inoltre un numero crescente di evidenze secondo cui i plasmalogeni influenzano direttamente le proprietà strutturali delle sinapsi. Potrebbero aumentare la fluidità e la flessibilità delle membrane sinaptiche, influenzando la trasmissione degli impulsi tra i neuroni", precisa Fu.
studi sull'uomo
—Lo scienziato ipotizza anche un coinvolgimento dell'asse intestino-cervello: "Alcuni studi hanno dimostrato che i plasmalogeni assunti con l'alimentazione influenzano i microrganismi intestinali. È stato ampiamente documentato che il collegamento tra gli organismi presenti nel nostro intestino e il cervello influisce sulla neurodegenerazione. Potrebbe essere proprio l'effetto dei plasmalogeni su tale collegamento a determinare i miglioramenti nell'apprendimento e nella memoria osservati nel nostro studio".
I ricercatori sono decisamente convinto delle potenzialità della sostanza, tanto da assumere personalmente ogni giorno un integratore di plasmalogeni. "Per la prima volta dimostriamo che gli integratori di plasmalogeni potrebbero rappresentare una potenziale strategia di intervento per arrestare la neurodegenerazione. E l'assunzione orale potrebbe essere una strategia terapeutica praticabile per migliorare le funzioni cognitive nelle persone anziane". Naturalmente serviranno altri studi per confermare questa capacità dei plasmalogeni anche sugli esseri umani.
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