Ferrari, ecco le novità in arrivo ad Austin: interventi su fondo e fiancate, obiettivo vincere
La Gazzetta dello Sport

Ferrari, ecco le novità in arrivo ad Austin: interventi su fondo e fiancate, obiettivo vincere

Martedì 20 ottobre 2026
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In Texas ultimo pacchetto d’aggiornamenti sulla SF-26. Dopo l'inefficacia dell'Aduo 2, ecco un pacchetto aerodinamico anche in ottica 2027. Per la rossa lo stesso percorso della Mercedes

In Texas ultimo pacchetto d’aggiornamenti sulla SF-26. Dopo l'inefficacia dell'Aduo 2, ecco un pacchetto aerodinamico anche in ottica 2027. Per la rossa lo stesso percorso della Mercedes

Paolo Filisetti 20 ottobre (modifica alle 16:50) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ad Austin la Ferrari introdurrà l’ultimo pacchetto d’aggiornamenti sulla SF-26, con l’intento di ottenere almeno un’altra vittoria da qui alla fine della stagione. Non si parla di un piano B ma di un’evoluzione programmata da tempo, dal momento che le prestazioni ottenute dall’Aduo2 non hanno raggiunto le aspettative dei tecnici della Scuderia. Si tratta, infatti, di un pacchetto aerodinamico che concentra gli interventi su fondo e profilo delle fiancate e, in parte, prefigura soluzioni che saranno presenti sulla vettura 2027. Per certi aspetti questo sviluppo potrebbe esser accostato a quanto fatto da Mercedes di recente: nel caso del team di Brackley, infatti, le modifiche sono state introdotte proprio per fungere da ponte con la vettura del prossimo anno, tuttavia, senza ottenere ancora i risultati sperati. Così a causa della loro inefficacia in Malesia e Singapore, anche i tecnici delle Frecce d’Argento dovranno studiare i motivi del mancato riscontro tra i rendimenti della vettura in pista e i dati emersi nelle simulazioni. 

cosa è emerso nelle ultime gare

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A sei gare dal termine, la Scuderia di Maranello non ha intenzione di stravolgere le caratteristiche dinamiche e aerodinamiche già ben radicate nella monoposto, bensì l’obiettivo è quello di rafforzare il concetto aerodinamico e contemporaneamente ampliare la finestra di utilizzo della macchina. Secondo quanto emerso nelle gare di Sepang e di Marina Bay, la parte dinamica della SF-26 ha risposto coerentemente alle regolazioni specifiche per i due tracciati, compensando il gap prestazionale – tuttora presente – della power unit. Al contempo è parso chiaro quanto il bilanciamento trovato attraverso un preciso setup abbia da un lato determinato una migliore gestione degli pneumatici, e dall'altro come non sia stato in grado di compensare sul rettilineo una performance sufficiente in potenza e velocità pura. 

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gli aggiornamenti in america

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Lo sviluppo introdotto questo fine settimana in Texas sarà principalmente incentrato sull’evoluzione del fondo vettura, al fine di determinare non tanto un incremento del carico generato, quanto una diversa distribuzione delle pressioni sotto la monoposto: una vera e propria modifica della mappa aerodinamica della SF-26. Finora, va ricordato, la vettura della rossa si è dimostrata una tra le monoposto che generano maggior carico, con una prerogativa che di fatto la rende imbattibile nel lento, ma decisamente più vulnerabile nelle curve veloci. Proprio per questa specifica ragione, le prestazioni delle ultime due gare sono state l’ulteriore conferma delle qualità positive che il team non vuole perdere in ottica 2027, ma che anzi desidera ampliare per i tratti misto veloci dei tracciati – quindi dei layout della maggior parte dei circuiti in calendario. Al momento non è ancora certo se tutte le parti dell'ampio pacchetto studiato da prima della pausa estiva possano essere adottate ad Austin. Nello specifico, pare che alcune componenti legate alla riprofilatura delle fiancate potrebbero arrivare all’ultimo momento in Texas o addirittura essere posticipate di una settimana, con il loro debutto effettivo in Messico. A ogni modo questo weekend sarà già possibile valutare se la sola porzione di modifiche legate al fondo potrà centrare gli obiettivi che gli aerodinamici Ferrari si sono posti. 

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in ottica futura

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La SF-26 non vince dal GP di Gran Bretagna, quando il suo successo è stato agevolato per giunta dal problema al wheel shield della Mercedes W17 di Antonelli. Già in quell’occasione aveva dimostrato, su un tracciato severo a livello dinamico come quello di Silverstone, come la sua prestazione complessiva non fosse stata un caso. Dopo il successo di Leclerc, tuttavia, i rivali McLaren e RedBull hanno apportato modifiche più efficaci, impendendo così alla Scuderia di Maranello di ripetersi. Austin e Città del Messico, due tracciati con caratteristiche molto diverse tra loro anche in relazione alla rarefazione dell’aria – molto elevata nel caso dell’Autodromo Hermanos Rodríguez–, rappresentano due significativi banchi di prova per verificare se la direzione ultima del concetto aerodinamico della Ferrari può essere corretta, anche in vista del 2027. A Maranello, tecnici e tifosi lo sperano fortemente, per poter finalmente iniziare la prossima stagione con maggiori certezze e per concludere quella in corso con la consapevolezza che l’attuale concetto della monoposto, seppur vicino al suo limite di sviluppo, non è ancora del tutto plafonato.

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