Trump minaccia di bloccare l'inaugurazione di un ponte tra Usa e Canada
La Gazzetta dello Sport

Trump minaccia di bloccare l'inaugurazione di un ponte tra Usa e Canada

Giovedì 12 febbraio 2026
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Il ponte che unirà Detroit (Usa) e Windsor (Canada) è l'ultimo terreno di scontro tra Usa e Canada in seguito alle minacce del presidente statunitense

Il ponte che unirà Detroit (Usa) e Windsor (Canada) è l'ultimo terreno di scontro tra Usa e Canada in seguito alle minacce del presidente statunitense

Martin Fedrizzi 12 febbraio - 10:40 - MILANO Il ponte internazionale Gordie Howe, in fase di ultimazione - Credito Reuters/Carlos Osorio

Lo scontro verbale e commerciale in corso tra Stati Uniti e Canada si arricchisce di un nuovo capitolo, con il presidente Trump che ha individuato come ultimo bersaglio un ponte che unirà Detroit (Usa) e Windsor (Canada). Donald Trump ha infatti minacciato di bloccare l'apertura del ponte internazionale Gordie Howe, un'infrastruttura dal costo di circa 6,4 miliardi di dollari canadesi (4 miliardi di euro), che dovrebbe essere inaugurato nella prima parte del 2026 e diventare un'arteria fondamentale nel collegamento tra Usa e Canada. Attraverso un post sul social network Truth il tycoon ha affermato: "Non autorizzerò l’apertura del ponte fino a quando gli Stati Uniti non riceveranno un risarcimento per tutto ciò che abbiamo dato al Canada e fino a quando il Canada non comincerà a trattare gli Stati Uniti in modo equo e giusto come meritiamo". Dichiarazioni che tentano di mettere ulteriore pressione sul Governo canadese, che proprio in queste settimane sta lavorando a intese commerciali con la Cina.

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il ponte

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I lavori di realizzazione di questo ponte che permetterà di attraversare il fiume Detroit e collegherà la città canadese di Windsor, nella provincia dell’Ontario, a quella statunitense di Detroit, nello stato del Michigan, sono iniziati nel 2018 e dopo otto anni la struttura è quasi pronta per l'inaugurazione. L'opera è stata finanziata interamente dal Canada, mentre la proprietà del ponte farà capo sia al Canada che allo Stato del Michigan, secondo quanto emerge da un documento pubblicato dalla società responsabile del progetto. Il presidente statunintense ha comunque dichiarato che "con tutti gli investimenti che abbiamo fatto nell'opera dovremmo esserne proprietari almeno al 50%", nonostante siano arrivate numerose conferme dalle parti in gioco che la gestione congiunta Usa-Canada del ponte Gordie Howe sia già stabilita dalla documentazione. 

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Sempre tramite Truth, il presidente statunitense ha poi rincarato la dose lamentando uno scarso uso nel progetto di materiali e operai provenienti dagli Usa. Il primo ministro canadese Mark Carney avrebbe rassicurato telefonicamente Trump riguardo l'utilizzo di acciaio e forza lavoro statunitense nei lavori, spiegando anche come la proprietà del ponte sia condivisa tra i due Paesi. In generale il rapporto tra Trump e quest'opera, che promette di rivelarsi decisiva nella gestione dei flussi delle merci tra Canada e Usa, è piuttosto ambiguo. Durante il primo mandato Trump aveva descritto quest'opera come "un collegamento economico vitale tra Canada e Stati Uniti" e lo aveva definito un simbolo dell'unione tra i due Paesi. In questi giorni di scontro diplomatico e commerciale, con Trump che ha minacciato di imporre dazi cospicui sui prodotti canadesi, il ponte tra Detroit e Windsor diventa invece un'importante leva politica per il presidente statunitense, nonostante non sia chiaro a livello legislativo come possa effettivamente bloccare l'apertura di un'opera approvata e presto terminata, realizzata in collaborazione con il Canada. 

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