Trump e il gasolio: perché è così importante da richiedere continui provvedimenti
Il presidente americano si spende spesso con azioni geopolitiche ed economiche per cercare di contenere il prezzo del carburante, la cui impennata ha riflessi negativi sulle elezioni parlamentari previste a novembre
Il presidente americano si spende spesso con azioni geopolitiche ed economiche per cercare di contenere il prezzo del carburante, la cui impennata ha riflessi negativi sulle elezioni parlamentari previste a novembre
Emilio Deleidi 20 ottobre - 18:36 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il presidente americano Trump interviene spesso sul tema del gasolioLa potremmo chiamare la battaglia del gasolio. Il carburante per i motori diesel, utilizzato anche per molti altri scopi, nelle ultime settimane è stato al centro dell’attenzione per il suo utilizzo come arma geopolitica. A farne un uso spregiudicato è stato, come spesso accade, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, innanzitutto con il cosiddettodiesel deal, l’accordo sul gasolio stipulato a metà ottobre con Vladimir Putin. Nato da un colloquio telefonico diretto tra i due presidenti, l’accordo consente alla Russia di tornare a immettere sul mercato circa 4,8 milioni di tonnellate di carburante, sospendendo - attraverso una direttiva d’emergenza del dipartimento del Tesoro degli Usa - per un periodo di sei mesi (fino all’aprile del 2027) le sanzioni americane previste sulla vendita, la consegna e l’importazione del prodotto. La mossa ha spiazzato la comunità internazionale e, in particolare, l’Europa, che fino a quel momento aveva goduto del supporto americano nella scelta di contrastare la guerra scatenata da Putin in Ucraina utilizzando armi di pressione economica, essendo l’export di combustibili una fonte essenziale di entrate per l’economia russa. Trump, però, si è trovato a dover affrontare un’impennata dei prezzi del gasolio sul mercato interno, con il costo alla pompa schizzato nel giro di pochi mesi da circa 3,50 a 6,30 dollari al gallone (da circa 0,8 a 1,5 euro al litro): rincari che hanno influito pesantemente sulla popolarità del presidente, proprio a poche settimane di distanza dalle elezioni di mid-term, l’appuntamento con le urne previsto a metà del mandato parlamentare per rinnovare la composizione dell’intera Camera dei rappresentanti e di un terzo del Senato. La mossa, che ha configurato una palese rottura del fronte di opposizione a Putin, è stata dunque chiaramente pre-elettorale, voluta per cercare di abbassare i prezzi del carburante e moderare così lo scontento di parte degli americani chiamati a votare per i candidati repubblicani o democratici. Perdere il prossimo 3 novembre la maggioranza in una o entrambe le camere, infatti, significherebbe per Trump incontrare serie difficoltà nel governare per i prossimi due anni del suo mandato. Per questo il presidente è arrivato a ringraziare Putin per la sua collaborazione commerciale, chiedendo al suo omologo ucraino Zelensky di smettere di colpire le raffinerie russe con attacchi che danneggerebbero i lavoratori e i cittadini americani con l’aumento del prezzo dei carburanti e accusandolo di non voler arrivare a un accordo di pace. Una chiara rottura con la politica di sostegno a Kiev fin qui sostanzialmente perseguita in nome delle esigenze di politica interna del presidente americano.
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—Ancora una volta, dunque, Trump ha dimostrato di utilizzare l’arma economica come strumento di pressione politica. Lo aveva già fatto, del resto, sempre in tema di carburanti a fine settembre, minacciando l’embargo totale di esportazioni di gasolio americano verso l’Europa, con l’intento di trattenere negli Usa il prodotto per cercare di forzare un ribasso dei prezzi alla pompa. Di fronte al rischio di rimanere a corto di carburante, i Paesi europei, nei primi giorni di ottobre, hanno accettato di mettere mano alle proprie riserve strategiche, facendo affluire sul mercato grossi quantitativi di gasolio per cercare di mitigarne il costo per i consumatori: mossa che ha indotto Trump a non mettere in atto la minaccia di blocco sulle esportazioni. Ma non è ancora tutto: sempre a inizio ottobre, il presidente Usa ha firmato anche un provvedimento di emergenza nazionale consentendo in via eccezionale l’utilizzo del red-dyed diesel (il gasolio colorato di rosso) destinato all’utilizzo agricolo con trattori e altri veicoli off-road. Un impiego che, come avviene anche in Italia, è considerato un reato di frode fiscale, perché il gasolio agricolo gode di una tassazione inferiore rispetto a quello utilizzato per l’autotrazione. La misura, recepita dall’agenzia delle entrate americane, resterà per il momento in vigore fino al 31 dicembre. Trump, poi, ha avviato un drastico piano di revisione dei vincoli ambientali per favorire i motori a gasolio a spese della transizione all’elettrico, da lui sempre avversata, proponendo la cancellazione dei parametri sulle emissioni introdotti dall’amministrazione Biden per i camion diesel e allentando i controlli sui produttori di software che consentono di aggirare i test anti-inquinamento sui vecchi propulsori a gasolio. L’ultima mossa è l’annuncio, durante un comizio in Kansas, di un programma di sostegno energetico per il raccolto che prevede pagamenti di 8 miliardi di dollari a favore delle aziende agricole che serviranno a compensare i costi del gasolio durante la stagione dei raccolti. I rappresentanti repubblicani degli Stati americani a forte vocazione agricola, del resto, da tempo raccolgono il malcontento dei loro elettori, chiedendo all’amministrazione del presidente di intervenire sui prezzi del carburante, condizionati, oltre che dal conflitto in Ucraina, dalla guerra condotta da Trump contro l’Iran e dai conseguenti blocchi del transito delle petroliere nello stretto di Hormuz. Il gasolio, insomma, è un tema più che mai caldo in vista dell’ormai vicino appuntamento elettorale.
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—Perché il gasolio è così importante negli Stati Uniti, dove è risaputo che la stragrande maggioranza delle auto è alimentata a benzina e che il diesel non ha mai suscitato grande interesse tra gli automobilisti? Il motivo va cercato nei consumi complessivi di questo prodotto petrolifero che, comprendendo il gasolio per autotrazione, i biocarburanti miscelati con il gasolio e quello da riscaldamento, arrivano a 3,9 milioni di barili al giorno. Il settore dei trasporti ne assorbe 2,94 milioni, con camion, furgoni e autobus diesel che ne richiedono oltre il 70% del totale; un’altra parte viene assorbita dalle ferrovie, essendo le linee raramente elettrificate e le motrici perlopiù diesel, e dal trasporto marittimo e fluviale. Il settore agricolo copre circa il 15% dei consumi di gasolio, con picchi di domanda stagionale in primavera e autunno; anche l’edilizia e l’attività estrattiva alimentano la richiesta di questo combustibile, per l’alimentazione di macchinari pesanti come gru, scavatrici e ruspe e dei veicoli utilizzati nelle miniere. Un altro 10% del consumo di gasolio è destinato al riscaldamento degli edifici, civili e industriali, mente una quota minore viene impiegata per i generatori di emergenza delle grandi strutture o per fornire energie alla comunità isolate.
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