Skeleton, nessun passo indietro: il Cio squalifica Heraskevych per il "casco della memoria"
L'atleta non cambia idea neanche dopo un colloquio con la presidente Coventry. Il casco, che ritrae gli atleti ucraini uccisi in guerra, viola la regola 50 che vieta di rilasciare dichiarazioni politiche nelle gare olimpiche
L'atleta non cambia idea neanche dopo un colloquio con la presidente Coventry. Il casco, che ritrae gli atleti ucraini uccisi in guerra, viola la regola 50 che vieta di rilasciare dichiarazioni politiche nelle gare olimpiche
Marisa Poli Giornalista 12 febbraio 2026 (modifica alle 10:43) - MILANO"Le vite umane valgono più di una medaglia". Alla fine della quinta prova cronometrata, ieri mattina, l’ucraino dello skeleton Vladyslav Heraskevych l’aveva annunciato: "Non rinuncio al mio casco della memoria, racconta storie di chi non ha potuto essere qui". Ma stamattina è arrivata la squalifica del Comitato olimpico internazionale: la presidente Kirsty Coventry lo ha aspettato alla partenza, un’ora e un quarto prima del via della prima manche. Hanno parlato per qualche minuto, Heraskevych non ha cambiato idea ed è stato squalificato.
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—Il 27enne di Kiev si è presentato ai Giochi con un casco personalizzato. "L’ha dipinto a Kiev un artista ucraino, ci sono i volti degli atleti uccisi durante la guerra. Non è un messaggio politico, è un casco della memoria" ha spiegato. Lunedì sera il Cio ha confermato che il casco non sarebbe stato consentito, la regola citata è la 50: vieta di rilasciare dichiarazioni politiche nelle gare olimpiche. Heraskevych ha indossato il casco per gli allenamenti di martedì e mercoledì. "Il casco non viola alcuna regola del Cio" ha dichiarato Heraskevych, che già 4 anni fa, prima che scoppiasse il conflitto, ai Giochi di Pechino aveva mostrato un cartello con la scritta: "Nessuna guerra in Ucraina". Nel briefing di ieri mattina il portavoce del Cio Mark Adams aveva aperto uno spiraglio: "Vogliamo che gareggi. Vogliamo davvero che abbia il suo momento. Vogliamo che tutti gli atleti abbiano il loro momento, ed è questo il punto. Vogliamo che tutti i nostri atleti abbiano condizioni di parità".
il valore della memoria
—Ieri Heraskevych aveva spiegato che non ci sarebbe nemmeno stato il tempo di adattarsi a un nuovo casco in uno sport in cui si vince o si perde per millesimi. "Avevo in mente da tanto tempo di rendere omaggio agli sportivi uccisi nel conflitto – ha dichiarato ieri al traguardo della quinta prova -. È grigio perché si capisca che cosa è successo a queste persone. Il mio obiettivo non è mai stato quello di creare un conflitto o uno scandalo. Voglio fare parte del movimento olimpico. Avrei portato queste persone con me. Una medaglia è sempre un grande traguardo per un atleta. E una medaglia olimpica è una cosa enorme. Mi sono allenato per tutta la vita, ed è stato un grande sogno fin da bambino. Ma in questo periodo, in piena guerra, alcune cose sono più importanti delle medaglie".
Coventry
—"Vorrei ringraziare Vladyslav e suo padre Mykhailo - ha detto Kirsty Coventry dopo l’incontro con gli Heraskevych -. Non avrei dovuto essere qui, ma ho ritenuto che fosse davvero importante venire a parlargli di persona”. La presidente del Cio ha sottolineato che da presidente della Commissione atleti, nel 2020, si era impegnata perché gli atleti potessero esprimere opinioni forti su argomenti diversi. "Ci hanno però chiesto di mantenere sicure alcune aree: i campi da gara, il podio e il Villaggio Olimpico. Come potevamo proteggerli, evitando che venisse chiesto loro di usare il campo di gioco o il podio per qualcosa con cui non erano d'accordo? Ecco perché ci sono queste regole per le sedi di gara. Abbiamo permesso a Vladyslav di usare il casco in allenamento. Nessuno, soprattutto io, è in disaccordo con questo messaggio. Il messaggio è un potente messaggio di ricordo, è un messaggio di memoria, e nessuno è in disaccordo. Volevamo trovare una soluzione solo per la gara. Gli ho proposto di rendere omaggio al suo casco prima della gara, e poi, non appena avesse finito di gareggiare, entrare nella zona mista dove si possono fare le foto, perché ha perfettamente ragione. Purtroppo non siamo riusciti a trovare quella soluzione. Volevo davvero vederlo correre oggi".
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