Stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035: c’è un accordo, l’Europa ci ripensa
I tre maggiori partiti del Parlamento europeo trovano l’intesa politica per cancellare la svolta al 100% elettrica: resta il motore a combustione, vengono premiate le vetture a combustibile ecologico e nasce la nuova categoria delle e-car
I tre maggiori partiti del Parlamento europeo trovano l’intesa politica per cancellare la svolta al 100% elettrica: resta il motore a combustione, vengono premiate le vetture a combustibile ecologico e nasce la nuova categoria delle e-car
Gianluigi Giannetti 20 ottobre - 19:13 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl divieto assoluto alla vendita di auto nuove a benzina e gasolio a partire dal 1° gennaio 2035, almeno politicamente, non esiste più. Secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters, i tre maggiori gruppi al Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo per annullare quanto previsto dal dossier “Fit for 55”, approvato dal Consiglio europeo il 28 marzo 2023, consentendo alle Case automobilistiche di continuare a vendere vetture con motore termico oltre la scadenza del 2035. Già lo scorso anno la Commissione europea aveva proposto una modifica, con una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% rispetto ai livelli del 2021 entro il 2035, rispetto al precedente obiettivo del 100%, ovvero proprio lo stop alla vendita di auto a benzina e gasolio. La Commissione aveva dichiarato che il restante 10% avrebbe potuto essere compensato attraverso l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio e carburanti alternativi. Ora rappresentanti dei principali partiti politici nel Parlamento europeo si sono accordati per andare oltre, fissando invece per le auto un obiettivo di riduzione dello 87,5% (delle emissioni totali di CO2 dell'intera gamma del costruttore), oltretutto con un ulteriore diminuzione del 7,5% nel caso le vetture siano costruite con acciaio prodotto in modo ecologico nell’Unione europea. Viene così meno tecnicamente la necessità che l’Unione europea si affidi esclusivamente all’auto elettrica a partire dal 2035, ed è un passaggio di immensa importanza nell’indirizzare le strategie e gli investimenti delle Case produttrici, oltre che le politiche di incentivi all’acquisto eventualmente proposte dai paesi membri.
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Come cambia tutto
—I termini dell’intesa anticipata dall’agenzia Reuters, meglio sottolinearlo ancora una volta, restano ad oggi esclusivamente politici, cioè hanno bisogno di trasformarsi in un percorso di modifica delle attuali norme comunitarie. L’accordo deve essere ancora approvato in via formale dai gruppi parlamentari coinvolti, cioè il Partito Popolare Europeo, i Socialdemocratici e Renew. Su questa base il Parlamento e i governi dell’Unione dovranno poi concordare un testo comune da sottoporre a votazione, con un orizzonte temporale che guarda alla primavera del 2027. Nel testo dovrà essere poi inserita una previsione di obiettivo intermedio rispetto al traguardo finale del 2035, ovvero una riduzione delle emissioni delle nuove auto del pari al 55% entro il 2030. Nella proposta dovrebbe poi rientrare il riconoscimento delle vetture alimentate con carburanti rinnovabili (e-fuel o biocarburanti) come veicoli a zero emissioni, aprendo all'eventualità che queste auto possano funzionare anche a benzina. Mentre potrebbe essere ratificato in modo più concreto il meccanismo di supercrediti che consentirebbe la nascita della nuova categoria di e-car, vetture elettriche ed economiche, la cui vendita permetterebbe ai produttori di ottenere dei bonus da scalare dal totale dalla somma di emissioni prodotte da tutte le nuove auto che producono.
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