Insieme nel Novara in B, ora Como-Manchester United di Champions: Ludi ritrova Bruno Fernandes
Il ds dei lariani condivise lo spogliatoio col capitano dei Red Devils nel 2012-13. Il primo era un difensore, il portoghese era un ragazzino pronto a diventare il campione che è
Il ds dei lariani condivise lo spogliatoio col capitano dei Red Devils nel 2012-13. Il primo era un difensore, il portoghese era un ragazzino pronto a diventare il campione che è
Fabiana Della Valle Giornalista 20 ottobre - 20:30 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDalla Serie B alla Champions. È il percorso condiviso da Carlalberto Ludi e Bruno Fernandes, compagni di squadra più di dieci anni fa e ora avversari in Como-Manchester United, sfida stellare di Champions League. La provincia forma e lancia, almeno così è successo all’attuale diesse del Como, ex difensore, e il capitano del club inglese, che nella sua carriera ha fatto pure un passaggio nel calcio italiano. I due hanno giocato insieme al Novara nella stagione 2012-13, quando il portoghese era un ragazzino e nessuno poteva immaginare che avrebbe fatto una carriera così imponente. E probabilmente nemmeno l’attuale dirigente s’aspettava che un giorno si sarebbe ritrovato ad ascoltare la musichetta della Coppa più importante in un’altra veste.
IL SENATORE E IL RAGAZZINO
—Ludi ai tempi era uno dei senatori dello spogliatoio, una presenza forte in una squadra che arrivò molto vicina alla promozione in A. Bruno Fernandes arrivò per 40 mila euro grazie a un’intuizione di uno scout: andò per vedere un altro ragazzo del Benfica ma, dopo venti minuti di partita, capì che doveva cambiare obiettivo. Era un ragazzino tutto tunnel e colpi ad affetto, ma in Serie B dovette scontrarsi con la realtà: ogni pallone perso diventava un gol per gli altri. A Ludi toccò spesso di doverlo catechizzare. Una volta lo rimproverò perché restava in camera sua, nella foresteria (che era sopra gli spogliatoi) fino a 15 minuti prima dell’inizio dell’allenamento e non socializzava con gli altri. Bruno gli rispose che lo faceva per rispetto: "Voi siete tutti grandi giocatori, io sono un ragazzino e voglio lasciarvi la vostra privacy".
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—Il centrocampista ne ha fatta di strada da allora: dopo il Novara, il salto in Serie A con Udinese e Sampdoria e il ritorno in Portogallo, allo Sporting, prima di approdare allo United, dove è diventato un top. Leader con la fascia, in sette stagioni e mezzo ha vinto una Coppa d’Inghilterra e una Coppa di Lega, mentre con la nazionale portoghese ha conquistato una Nations League. Ha il contratto in scadenza a giugno 2027 (con un’opzione di rinnovo di un altro anno a favore del club) e l’interesse di tante società, anche italiane. Il suo United non vive un gran momento: solo 7 punti in Premier e una vittoria e un pareggio in Champions.
LA SCALATA DI LUDI
—In Europa il rendimento è lo stesso della matricola Como, che in tre anni ha scalato classifiche e gerarchie passando dalla B alla competizione più importante. Ludi ha contribuito alla meravigliosa scalata dopo aver smesso di giocare. Ha chiuso la carriera al Novara nel 2015-16 e nel 2019 ha iniziato a lavorare al Como, neopromosso in Serie C, dopo aver fatto la gavetta a Novara come collaboratore tecnico della Primavera prima e diesse del Novara poi. Direttore generale dal 2021, poi direttore sportivo, nel 2023-24 ha conquistato la promozione in A che mancava da 21 anni.
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FUORI DIMENSIONE
—"Speravo di incrociare ancora Bruno - ha raccontato Ludi - farlo in Champions rende tutto più magico. È un ragazzo umile ma consapevole, un amico come lui ne trovi pochi nel calcio. Abbiamo gioito per le sue vittorie, si è meritato ogni traguardo. Bruno per me non è sempre stato fuori dimensione essendo il capitano del Manchester United. Quando abbiamo firmato Varane ci siamo sentiti e abbiamo scherzato sul tema. Un ricordo? La prima o la seconda partita che giocava entrò a Lanciano a pochi minuti dal termine. Perdevamo 1-0 e lui calciò da 30 metri e non prese nemmeno la porta. Questo vuol dire avere personalità. È un ragazzo straordinario". Sarà emozionante riabbracciarsi a Como, in riva al lago, con la musichetta della Champions. Anche se tutti e due vorranno vincere.
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