Scarto tachimetro: a che velocità stai andando realmente?
La Gazzetta dello Sport

Scarto tachimetro: a che velocità stai andando realmente?

Mercoledì 21 ottobre 2026
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Il numero sul quadro strumenti è quasi sempre più alto di quello reale, e non per un difetto: dietro c’è una regola europea precisa che vale per ogni veicolo omologato

Il numero sul quadro strumenti è quasi sempre più alto di quello reale, e non per un difetto: dietro c’è una regola europea precisa che vale per ogni veicolo omologato

Jacopo Moretti 21 ottobre - 07:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La velocità indicata dal tachimetro non coincide con quella reale.

Basta un’occhiata al quadro strumenti per sentirsi sicuri: la lancetta segna 130, il limite è quello, tutto in regola. Eppure quel numero racconta solo una parte della storia. La velocità indicata dal tachimetro non coincide con quella reale, e non per un difetto o per l’usura dello strumento, ma per una precisa scelta normativa. Il tachimetro di un’auto, di una moto, di uno scooter o di un autobus non può mai mostrare un valore inferiore a quello effettivo: se il veicolo procede a 100 chilometri orari, non può in nessun caso segnarne 95. In altre parole, lo strumento è costruito per sbagliare soltanto in una direzione, cioè in eccesso, e questo è sempre a favore di chi guida. Chi si fida ciecamente del numero che ha davanti agli occhi, dunque, sta quasi sempre viaggiando un po’ più piano di quanto creda.

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A fissare le regole sul funzionamento del tachimetro è il regolamento Unece 39.

IL REGOLAMENTO

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A dettare la regola è il regolamento Unece 39, un testo della commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite, la stessa che sovrintende alle norme tecniche del settore. Il documento fissa i requisiti di omologazione per i veicolidelle categorie L, M e N, cioè moto e scooter, auto e mezzi pesanti, e sul tachimetro è di una precisione quasi chirurgica: la velocità indicata non può mai scendere sotto quella reale, al limite può coincidere con essa, ma non può nemmeno superarla oltre il 10% maggiorato di 4 chilometri orari. I numeri rendono bene l’idea. A 50 km/h effettivi lo strumento deve segnare tra 50 e 59, a 70 tra 70 e 81, a 90 tra 90 e 103, a 110 tra 110 e 125 e a 130 tra 130 e 147. La regola vale per le auto nuove o recenti di qualsiasi categoria, costruttore e fascia di prezzo, e viene verificata in fase di omologazione, quando il modello deve dimostrare di rientrare nei limiti prima di essere messo in vendita.

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La sovrastima della velocità da parte del tachimetro ha anche ragioni tecniche.

perchè FUNZIONA COSÌ

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Dietro la sovrastima ci sono due motivazioni. La prima è la sicurezza: se la lancetta segnasse meno del vero, il conducente potrebbe superare i limiti senza accorgersene, rischiando incidenti e sanzioni. La seconda è tecnica, perché la velocità mostrata dalla strumentazione dipende da fattori che cambiano nel tempo, di natura fisica, come la pressione e l’usura degli pneumatici o il diametro dei cerchi, e ambientale, come la temperatura e il carico del veicolo. Il margine previsto dalla norma serve proprio a questo: garantire che, comunque cambino queste variabili, il valore letto dal guidatore non sia mai inferiore a quello effettivo. 

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