Vincere l'Europa League per andare in Champions: il piano di Spalletti per superare la crisi
I bianconeri sfidano il Rennes. Al momento, la crisi dà più peso alla coppa: chi la vince, infatti, va in Champions
I bianconeri sfidano il Rennes. Al momento, la crisi dà più peso alla coppa: chi la vince, infatti, va in Champions
Dal nostro inviato Guglielmo Buccheri 21 ottobre - 08:55 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA volte capita di costruirsi una comfort zone dove ritrovare un po’ di aria fresca ed energie. L’Europa League, di questi tempi, è per la Juventus l’unica buona notizia perché la sua classifica non presenta zone d’ombra, anzi: i bianconeri viaggiano a punteggio pieno dopo 180’. Tutto facile oltre il doppio bottino contro Nec e Celta Vigo? Con il Nec sì, a Vigo no, ma non è il momento per palati fini visti i tremori del campionato: così quando – domani pomeriggio – all’Allianz Stadium arriveranno i francesi del Rennes ciò che avrà più peso sarà la conquista di altri tre punti per mantenere la testa e consolidare le possibilità di volare direttamente agli ottavi di finale del prossimo marzo. La Serie A porta cattivi pensieri, l’Europa deve portare un po’ di sorrisi: chi arriva fino in fondo e lo fa con la coppa tra le mani finisce dentro la prossima Champions League. Alla Continassa sono ore di riflessione e tra le riflessioni lo scenario che porta a Francoforte, luogo dell’ultimo atto di quella che Spalletti chiama “Champions-2”, si fa largo sul tavolo: la Juventus, oggi, è più credibile come possibile vincitrice dell’Europa League che come candidata ad uno dei primi quattro posti in campionato. O, meglio: nei duelli da dentro o fuori, i bianconeri possono tirare fuori la partita dell’anno, in una stagione lunga e ricca di avversari agguerriti l’aver terminato i bonus già in autunno complica, e non poco, il copione. Tradotto: la “Champions-2” può diventare sempre più la strada meno in salita per centrare l’obiettivo sfuggito la scorsa avventura, il pass per l’Europa dei grandi.
VIDEO: Spalletti show in conferenza: "Ho bisogno di essere nervoso. Ogni tanto..."esame
—Tutto sull’Europa, dunque, per buona pace di un turnover che, stavolta, sarà meno profondo di quanto accaduto nelle due precedenti uscite europee. La Juventus, domani, è chiamata anche all’esame di uno stadio che ha cominciato a svuotarsi prima che il signor Massa facesse calare il sipario sul duello contro i primi della classe della Lazio: vincere diventa, così, una missione da non fallire anche per riannodare il rapporto con i tifosi. Spalletti darà vita a qualcosa di nuovo e quel qualcosa potrebbe essere il via libera, per la prima volta, al doppio nove o nove e mezzo: Kolo Muani più Woltemade. Al tecnico bianconero si è ristretta sensibilmente la lista degli esterni a disposizione: Conceiçao è entrato ai box per colpa di una spalla malmessa, Zhegrova dai box non può uscire perché fuori dalla lista Uefa. Boga rappresenta un’alternativa, Nico Gonzalez ed Alajbegovic si giocano un posto: le scelte, in generale, non offrono un orizzonte profondo come del resto accade da inizio stagione.
risposte da dare
—Ad agosto, quando la nuova avventura ha preso il via, difficile era immaginare la Juventus andare incontro ad una serie di incroci tanto scivolosi per il destino di Spalletti già ad ottobre. L’Europa, per ora, non si è messa di traverso e, l’Europa, può trasformarsi in una fedele alleata dell’ex ct azzurro. Nelle migliori previsioni, Vicario e compagni potrebbero anche staccare il pass per gli ottavi con uno o due giornate di anticipo: nell’ultima edizione con sedici punti si sono evitati gli spareggi di febbraio. Az, Omonia, Hapoel Beer Sheva, Ferencvaros e Real Sociedad saranno gli ostacoli dopo il Rennes e dare agli ultimi due il significato di partite con in gioco non la qualificazione, ma la posizione in classifica vorrebbe dire risparmiare fiato per destinarlo altrove. Spalletti, già da domani, vuole avere le risposte che si aspetta: molto ruota sull’atteggiamento che avranno i suoi ragazzi, sul modo in cui vivranno la partita con i francesi. "La squadra mi segue? Fino a prima della sfida con la Lazio vi avrei detto di sì, ora non lo so...", l’uscita dell’ex ct azzurro nella notte del rovescio contro i biancocelesti. Una risposta che se smarcata dal contesto ha il sapore della resa: non è ciò che intendeva sottolineare l’allenatore toscano.
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