"Mi aveva chiamato anche l'Eurolega ma...": Marziali, l'unico arbitro donna in Serie A si ferma per maternità
Il post social del direttore di gara: "Non rinuncerò alla carriera arbitrale, spero di rientrare prima possibile. Sono tante le domande che una donna si fa, ma in tante mi hanno rassicurato"
Il post social del direttore di gara: "Non rinuncerò alla carriera arbitrale, spero di rientrare prima possibile. Sono tante le domande che una donna si fa, ma in tante mi hanno rassicurato"
Alberto Mariutto 21 ottobre - 08:43 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google“Credo sia stata una grande sorpresa per tutti. Lo è stata per me, figurarsi per gli altri”. È un periodo di emozioni fortissime per Silvia Marziali, l’unico arbitro donna della serie A di basket: la scorsa domenica ha svelato di essere in dolce attesa con un post su Instagram davvero commovente: “In molti non mi vedevano in campo e mi chiedevano perché, era diventato difficile da gestire: dovevo renderlo noto in qualche modo, e sono stata inondata di messaggi dolcissimi”. Marziali avrà una bambina, il nome non è ancora definito.
VIDEO: La Virtus Bologna va sul velluto contro Scafati, Klintman e Alston protagonistiIl padre, Giulio Ponzi, è fisioterapista del Frosinone Calcio; la storia d’amore è iniziata circa un anno fa: “Non è una gravidanza programmata, l’idea c’era ma non nell’immediato. A luglio mi è arrivata la chiamata per arbitrare in Eurolega, i miei piani erano di tutt’altro tipo… e invece dopo qualche settimana ho scoperto di essere incinta. Negli allenamenti mi sentivo spossata, poi ho iniziato a stare male: le nausee, il reflusso, i sintomi tipici”.
la carriera
—Il valore di una grande donna si vede anche nelle sue fragilità. “Non è stato un periodo semplice, sia dal punto di vista fisico che mentale. Ho iniziato a realizzare che, anche se la pallacanestro per me è importantissima, nella vita ci può essere spazio per altre cose. Questo non significa che rinuncerò alla carriera arbitrale: anzi, spero di rientrare appena possibile. Però ho abbracciato questo grande cambiamento, con il supporto del mio compagno. Sei fortunata se trovi una persona che accetta il tuo stile di vita: questo vale per tutti quanti, ma ancora di più se sei un arbitro internazionale, perché non sei mai a casa. Già mi fa strano stare ferma, dopo vent’anni in continuo movimento, tra allenamenti, partite e viaggi. Non prendo più voli da luglio, non dormo più negli hotel, è tutto nuovo”.
la maternità
—L’idea della maternità però era già in circolo. “Qualche anno fa ho pensato alla crioconservazione degli ovuli per darmi una possibilità in più, nel caso in cui avessi trovato la persona giusta con cui fare dei figli, ma in età troppo avanzata. Mi avrebbe fermato per un paio di mesi: cosa non semplice, per una che faceva la serie A tutte le domeniche, le coppe in settimana e i tornei Fiba World d’estate. Fortunatamente non è servita”. Sport e maternità non vanno sempre a braccetto. “Sono tante le domande che una donna si fa, prima di avere dei figli; nello sport, ancora di più. Devi rinunciare ad un anno della tua carriera, forse anche di più, e non sempre hai le tutele per poter vivere questo periodo con tranquillità. Molte donne di sport mi hanno rassicurato, dicendo che si può fare e tornare come prima. Altre mi hanno detto che sono molto coraggiosa, perché non hanno avuto l’opportunità, il momento o la persona per farlo”.
realizzata
—Sull'argomento, Marziali è un fiume in piena. “Io non sono più una ragazzina, ho 38 anni e mezzo. Per tanto tempo non ci ho proprio pensato, perché ero focalizzata sulla carriera: pallacanestro, pallacanestro, pallacanestro. Sapevo benissimo che una maternità avrebbe comportato delle grosse ripercussioni, ma il tema non mi assillava: come donna, non sentivo l’esigenza di dover fare un figlio a tutti i costi. Non mi ritenevo meno realizzata, anche se c’è ancora chi ti guarda storto, se non sei madre alla mia età. L’immaginario spesso è ancora quello, anche per una persona come me, che ha studiato medicina, si è laureata a 29 anni e ha dedicato una vita allo sport. Il mio sogno è che in futuro nessuna donna si senta obbligata ad avere dei figli, ma lo faccia solo quando lo desidera davvero. E mi auguro che tutte possano godere delle giuste tutele nel mondo lavorativo”.
Leggi anche Wiltjer: "Dall'idolo Nowitzki al mio amico Shai, io veneziano a vita. Qui sogno... una caffetteria"Trieste è viva e ha trovato una stella, Lajae Jones: "Mi mandano i Warriors"© RIPRODUZIONE RISERVATA